Vertenza sindacale: qual è il costo dello strumento nelle mani dei lavoratori

Siamo pronti per quantificare il costo di una vertenza sindacale, lo strumento che i lavoratori possono utilizzare per denunciare una violazione dei diritti da parte dell’azienda.

Prima di richiedere una vertenza sindacale è bene conoscere i costi che il lavoratore dovrà affrontare per rimediare ad una ingiustizia.

vertenza sindacale
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Trovare un lavoro che piace in un ambiente sano e professionale può sembrare a tante persone un’utopia. Ci sono lavoratori che ogni giorno si recano a lavoro e subiscono pressioni, rimproveri, carichi di lavoro eccessivi, insomma sono vittime di una violazione dei diritti. Subire non è la soluzione più idonea soprattutto se si è intenzionati a non lasciare l’occupazione e a mantenere un equilibrio psicofisico fondamentale per non ammalarsi. Essere remissivi non è la tecnica da utilizzare se si ha il desiderio di lavorare in tranquillità come dovrebbe sempre essere. Lo strumento che ogni lavoratore ha nelle sue mani è la vertenza sindacale, una tutela volta ad aiutare chi si sente vittima della violazione dei diritti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, dal Contratto Individuale e dalla normativa regionale e nazionale.

Vertenza sindacale, come funziona

Stipendio non pagato, contributi non versati, atteggiamenti irriverenti, mobbing, i motivi alla base di una vertenza sindacale sono molteplici. Il lavoratore può agire qualora i propri diritti venissero violati da parte del datore di lavoro. Si tratta di un tentativo di mediazione da utilizzare prima di arrivare davanti ad un tribunale. Il giudice, nel caso della vertenza, è interpretato dal sindacato il cui compito è contattare il datore di lavoro per cercare una “composizione bonaria” della diatriba. Lo scopo è quello di evitare arrivare ad un peggioramento della situazione che comporterebbe costi onerosi e lunghe tempistiche. Non bisogna pensare, però, che la vertenza sia priva di spese.

Qual è il costo della mediazione?

Se il lavoratore è iscritto al sindacato di riferimento allora i costi saranno quasi pari a zero. Le uniche spese da affrontare saranno la quota associativa iniziale per poter ottenere il rilascio della tessera e la quota sindacale periodica che viene trattenuta direttamente dalla busta paga. Aggiungiamo, poi, le spese vive e i rimborsi per i costi sostenuti per la pratica. Nel caso di mancata iscrizione, l’importo da versare sarà differente a seconda del sindacato scelto per la vertenza. Sarà facoltà di quest’ultimo, però, richiedere al lavoratore l’iscrizione per poterlo tutelare durante la pratica. Da qui le spese per la tessera, per l’iscrizione e i costi vivi che verranno richiesto per l’espletamento della procedura.

Sebbene si parli di costi, è da sottolineare come le spese della vertenza sindacale siano inferiori rispetto all’intervento di un avvocato e dei costi da affrontare per una causa civile. Il consiglio, dunque, è di procedere prima richiedendo l’aiuto dei sindacati per passare poi ad un avvocato solamente qualora il risultato della composizione avesse esito negativo.