Legge 104, bye bye al referente unico: una novità sui permessi che farà piacere a molti

I permessi legge 104 sono concessi ai familiari lavoratori che assistono un parente con disabilità, ma a breve si potrà dire bye bye al referente unico.

Attualmente la legge 104 prevede che un familiare lavoratore abbia la possibilità di beneficiare di 3 giorni di permessi retribuiti, per offrire le sue cure ad un parente disabile. Ad oggi, può essere titolari di questo diritto un unico familiare lavoratore, si tratta del cosiddetto referente unico.

Bye bye al referente unico: una novità sui permessi 104 che fa piacere a molti

In seguito ad una direttiva Europea del 2019, il Parlamento sta vagliando un decreto legislativo che potrebbe introdurre un’importante novità nell’ambito dei permessi con legge 104.

Lo scopo è quello di eliminare la figura del referente unico, ovvero del familiare che può beneficiare, in via esclusiva, dei permessi retribuiti.

Nel frattempo quest’opportunità è già concessa ai genitori, sia adottivi che affidatari, con figli affetti da gravi disabilità. Per questa categoria di persone, infatti, è possibile godere dei permessi retribuiti con legge 104 in maniera alternata.

Il diritto resta unico, pertanto non può essere fruito nello stesso giorno da entrambi i genitori. Questa caratteristica sarà conservata anche quando avverrà l’eliminazione del referente unico, che permetterà a più di un familiare di avere permessi retribuiti per assistere il parente disabile.

Bye bye referente unico: attenzione a non abusare dei permessi 104

Con l’eliminazione della figura del referente unico, il diritto a godere di permessi retribuiti grazie alla legge 104 sarà esteso ha più di un familiare che intende prendersi cura del parente affetto da disabilità.

Lo scopo della direttiva Europea, alla quale l’Italia è tenuta a rispondere, è quello di consentire una migliore ripartizione dei compiti, che consentono di prendersi cura dei familiari disabili.

In ogni caso, bisogna ricordare che esistono regole ben precise da rispettare, per poter fruire in maniera legittima di tale diritto

In effetti, quella sui permessi della legge 104 è una norma che, nel corso degli anni, è stata interpretata in molteplici modi, sia per quanto riguarda la fruizione che gli abusi.

I suddetti permessi, ad oggi, vengono concessi al lavoratore disabile o al familiare chi assiste un parente disabile.

Lo scopo dei permessi è quello di consentire l’assistenza di carattere permanente del parente affetto da disabilità.

Per poter beneficiare di questo diritto, non è previsto il requisito della convivenza. Inoltre, l’assistenza può essere offerta anche in orari diversi da quelli lavorativi.

Numerose sentenze della Corte di Cassazione hanno confermato, laddove ce ne fosse il bisogno, che fruire dei permessi concessi dalla legge 104 per finalità diverse dalla assistenza al familiare rappresenta un abuso.

Tuttavia, nelle suddette sedi, i giudici hanno anche specificato che non bisogna essere troppo “fiscali” sui parametri essenziali dell’assistenza offerta al parente disabile.

In sostanza, chi gode dei permessi legge 104 deve avere la possibilità di prendersi cura anche dei propri interessi, personali e familiari. Ci stiamo riferendo ad attività di recupero e al riposo.

Novità in arrivo

Dal momento che si ha la consapevolezza di quanto possa essere gravoso dover assistere un familiare disabile, potrebbe arrivare un decreto legislativo. Lo scopo è quello di eliminare l’obbligo del referente unico. In questo modo, si assisterà ad un’espansione della platea dei familiari che possono godere del diritto.

Così facendo, più persone possono fruire dei permessi lavorativi retribuiti per dare assistenza al familiare non autosufficiente.

Resta comunque fermo il carattere dell’alternanza. In pratica, il diritto è riconosciuto a più persone ma non può essere goduto simultaneamente. Perciò non è ammesso che due familiari, che intendono assistere un parente affetto da gravi disabilità, fruiscano contemporaneamente dei permessi concessi dalla legge 104.