Malattie cardiache e depressione, importante scoperta: l’una provoca l’altra, come evitarle

Le malattie cardiache e depressione sono tra le patologie più diffuse. Un recente studio ha scoperto una forte correlazione tra loro.

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel nostro paese. Il rischio di morte, però, aumenta con l’avanzare dell’età, ma presenta delle differenze tra i due sessi.

Malattie cardiache e depressione,

Generalmente le donne manifestano i sintomi delle patologie cardiovascolari con almeno 10 anni di ritardo rispetto agli uomini. In effetti, prima della menopausa le donne hanno un importante alleato: la protezione ormonale. Superata tale fase, le donne rischiano più degli uomini.

Secondo alcuni studi, esiste una forte correlazione tra malattie cardiovascolari e depressione. Quest’ultima è la malattia mentale più diffusa in entrambi i sessi, ma colpisce con una maggiore incidenza le donne.

Queste due patologie hanno fattori di rischio comuni e pare che la depressione colpisca più facilmente le persone che hanno malattie cardiache, rispetto alla popolazione generale. Allo stesso modo, i soggetti sani, che hanno sintomi depressivi, hanno una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiache.

In sostanza, le due patologie sono strettamente collegate tra loro, pertanto è importante trovare un metodo che aiuti a prevenire sia l’una che l’altra.

Malattie cardiache e depressione: come evitarle

Le malattie cardiache e la depressione sono due patologie che colpiscono sia le donne che gli uomini, sia i giovani che gli anziani. Tuttavia, ci sono delle caratteristiche che rendono queste patologie più influenti. Tra queste abbiamo: l’età, la componente ereditaria e lo stile di vita.

Se i primi due fattori (età e genetica) sfuggono al nostro controllo, non si può dire lo stesso dello stile di vita che dipende unicamente dalle nostre scelte quotidiane.

Alcuni studi hanno evidenziato come una dieta ipocalorica ed è un regolare esercizio fisico riducano notevolmente i sintomi depressivi.

Gli autori dello studio hanno, infatti, osservato che: dopo 2 anni i sintomi depressivi di tutti i partecipanti erano notevolmente ridotti, rispetto alla media.

Le manifestazioni di depressione erano diminuite soprattutto in coloro che avevano già un basso rischio di malattie cardiovascolari. Ad influire sul rischio contribuisce anche la dieta seguita. Dallo studio, infatti, è emerso che coloro che stavano già seguendo una dieta mediterranea ipocalorica e un programma di attività fisica hanno un rischio basso di contrarre malattie cardiache.

Un’altra importante scoperta, che proviene dallo stesso studio, riguarda la correlazione tra i livelli di colesterolo e glicemia rispetto alla depressione. I risultati hanno evidenziato che avere bassi livelli di colesterolo e di glicemia produce sintomi depressivi più bassi dopo 2 anni dal cambio di alimentazione.

Malattie cardiovascolari nelle donne: maggior incidenza della depressione

Lo studio condotto dai ricercatori ha analizzato i dati raccolti in base al sesso. Da tale analisi, è emerso che il rischio di contrarre malattie cardiovascolari è più alto se i soggetti con sintomi depressivi sono donne.

Questo dato conferma la maggiore predisposizione delle donne alla depressione, rispetto alla popolazione maschile. Inoltre, dimostra come la popolazione femminile affetta da malattie cardiache ha livelli di depressione più alti, rispetto agli uomini con le malattie cardiovascolari.

Come ridurre il rischio di malattie cardiovascolari

Come abbiamo visto lo stile di vita è un fattore che incide notevolmente sulla possibilità di contrarre malattie cardiovascolari e depressione.

Oltre ad una alimentazione ipocalorica e ad una regolare attività fisica, ci sono anche altre abitudini che influiscono in maniera positiva sulla questione. Ci stiamo riferendo alla possibilità di smettere di fumare, che permetterebbe ad ogni persona di guadagnare fino a 4,81 anni in più di salute cardiaca.

Secondo gli studiosi, utilizzare una terapia farmacologica in caso di patologie cardiovascolari, permette di guadagnare 4,83 anni in più di salute cardiaca.

È dunque chiaro che abbandonare l’abitudine di fumare produce gli stessi effetti ottenuti con l’assunzione di ben tre farmaci.

Inoltre, i benefici che questo cambio di abitudine provocherebbero non riguardano soltanto la salute cardiovascolare, ma anche altri ambiti come: la riduzione della possibilità di contrarre il cancro e malattie polmonari.

Per concludere, ricordiamo che il 50% dei decessi per malattie cardiovascolari risultano evitabili nei fumatori. Ciò vuol dire che la metà delle persone che muoiono per malattie cardiache sarebbero potuti sopravvivere se non fossero stati anche fumatori.