Pensioni 2022: la speranza di vita fa marcia indietro e favorisce chi è vicino alla fatidica data

Diversi indici incidono sul trattamento pensionistico. In particolare la speranza di vita è oggi favorevole al lavoratore.

L’uscita dal mondo del lavoro e il conseguimento del trattamento pensionistico è l’obiettivo clou di tutti i lavoratori ormai avanti con gli anni. Essi debbono sapere che la speranza di vita 2022 gioca a loro vantaggio.

PENSIONE E SPERANZA DI VITA
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Tutti coloro che sono ormai vicini al pensionamento, si staranno domandando qual è la situazione a livello di regole nel 2022. Non pochi i lavoratori che temono di dover aspettare ancora prima di uscire dal mondo del lavoro e godersi il meritato trattamento pensionistico.

Ebbene, si può tirare un sospiro di sollievo a riguardo. Infatti, per il 2022 vi sono notizie confortanti sul fronte previdenziale, in particolare per chi è prossimo alla pensione.

La cd. speranza di vita, per la seconda volta di seguito, non allontana il momento dell’effettivo pensionamento. Da rimarcare che è risultata negativa a causa delle conseguenze della pandemia, e a ciò si lega il dato per cui non scattano modifiche al requisito anagrafico per il diritto alla pensione fissato al prossimo anno (dal primo gennaio 2023).

Vediamo allora un po’ più nel dettaglio qual è il quadro della situazione sul fronte pensioni 2022, speranza di vita e attuale scenario. Ciò in quanto si tratta di informazioni che interesseranno sicuramente una foltissima schiera di lavoratori, con molti anni di contribuzione alle spalle.

Pensioni 2022: che cos’è la speranza di vita?

Abbiamo citato la speranza di vita, ma che cos’è esattamente? Ebbene, essa altro non è che il numero di anni di vita che ogni individuo di età X presumibilmente vivrà ancora, quantificato in base alla esperienza di morte (desunta da tavole di mortalità ad hoc), che una popolazione ha avuto nel periodo di riferimento.

In altre parole, la speranza, o aspettativa, di vita consiste in un indicatore dei livelli di sopravvivenza di una popolazione considerata. Nel dettaglio essa misura il tempo medio di permanenza in vita a cominciare da una certa età. Essa ha oggi un indubbio valore, anche e soprattutto sul fronte previdenziale e delle pensioni.

In passato, la durata media della vita oltrepassava i 35 anni appena. Oggi tutto è cambiato e, per esempio, in Giappone l’aspettativa di vita delle donne ha superato gli 85 anni. Lo stesso vale per alcuni paesi europei ed anche in Italia il dato della speranza di vita è positivo.

In tema di rapporti tra pensioni e speranza di vita, notiamo altresì che quest’ultima dipende di fatto da diverse variabili tra cui: lo stile di vita, l’accesso alla sanità, lo stato economico, la nutrizione ecc. Vero è tuttavia che si tratta di un dato legato alle media per cui è vero che un certo soggetto (pensionato o meno) può vivere per molti anni di più, o di meno, rispetto a quanto previsto.

Pensioni 2022: la pandemia ha mutato lo scenario

Per aver ben chiaro lo scenario che si pone innanzi agli interessati, sintetizziamo per punti:

  • A 5 anni di costante allontanamento dell’età di pensione per un totale di 11 mesi (2 mesi dal 2013, 4 mesi dal 2016 e altri 2 mesi dal 2019), ha fatto seguito una sorta di ‘tregua’;
  • detta tregua porta di fatto a 6 gli anni, dal 2019 fino al 2024, nell’ambito dei quali sarà stabile a 67 anni l’età per la pensione di vecchiaia.

In termini pratici cosa significa ciò? Ebbene, il suddetto scenario avvantaggia soprattutto coloro che compiranno il 67° anno di età o l’hanno già compiuto in questo lungo lasso di tempo pari a sei anni.

In altre parole, per guadagnarsi il diritto a percepire la pensione non si è più costretti a lavorare alcuni mesi in più. La pandemia, come sopra accennato, ha invertito la tendenza e le simulazioni effettuate negli anni passati. In precedenza infatti le analisi valutavano un effetto positivo della speranza di vita.

Gli indici che incidono su diritto e misura della pensione

Per quanto riguarda i rapporti tra pensioni e speranza di vita, appare opportuno ricordare altresì quanto segue – in modo da contribuire ad orientare coloro che sono prossimi alla data fatidica del pensionamento effettivo. Ebbene, fino a qualche anno fa, non vi erano calcoli complessi per individuare il diritto e la misura della pensione (ovvero l’importo). In altre parole, il trattamento pensionistico altro non era che una quota della retribuzione.

La situazione odierna è invece profondamente mutata rispetto al passato. In estrema sintesi, chiariamo infatti che su diritto e misura delle pensioni intervengono distinti indici finanziario-attuariali. Ma i principali sono sicuramente i due che seguono:

  • la citata speranza di vita, ossia l’indice al quale è affidato il compito di adeguare l’età di pensionamento;
  • i cd. coefficienti di trasformazione, i quali sono aggiornati periodicamente, e che indicano di fatto l’importo della pensione contributiva.

Concludendo, è chiaro che oggi la determinazione del diritto e della misura delle pensioni non può prescindere da questi parametri e ciò vale anche per coloro che sono prossimi al pensionamento e che pensano di andare in pensione nel 2022.