Aumenta tutto, cittadini disperati: e c’è anche chi fa il furbo con i prezzi

Il momento è particolare, molto, forse troppo. I cittadini sono esausti, aumenta tutto, ogni prezzo è letteralmente schizzato.

In questa particolare fase ci troviamo di fronte ad un momento estremamente particolare per il nostro paese e non solo. La pandemia, la guerra ed una crisi che proprio all’interno di questo scenario ha contribuito ad acuire il momento di estrema crisi. Prezzi in aumento praticamente su tutti i fronti. Dai beni di prima necessità al carburante, passando per i servizi.

Spesa al supermercato
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Quello che possiamo notare in questi giorni è una incredibile corsa all’aumento dei prezzi praticamente in ogni contesto. Aumenta tutto, dai beni di prima necessità al carburante. Aumentano i servizi, aumenta ad esempio l’energia elettrica, il gas, tutto. I cittadini stremati hanno chiesto ripetutamente l’intervento dello Stato in questa fase tanto delicata. Per ora le risposte arrivano con il contagocce e spesso peggio di prima non si arriva a fine mese.

I cittadini stremati insomma sperano che questo momento passi il prima possibile. La situazione è complicata, niente sembra anticipare momenti migliori ed allora in alcuni casi partono le proteste. I social, le associazioni dei consumatori. In una fase delicatissima insomma tutto sembra andare a rotoli ed anche i giornali, le tv segnalano gli aumenti indiscriminati che in alcuni casi sono partiti a piccoli passi per cosi dire, pochi centesimi ad esempio, anche nei supermercati. Poi la botta finale, quella che insomma non ti aspetti.

Aumenta tutto, cittadini disperati: pane, caffè, farina, ogni cosa aumenta e chissà fino a quando

Secondo l’Istat in questa fase l’inflazione corre, davvero tanto. +6,2% su base annua, +6,3 ad aprile rispetto al 5,8% di marzo per quel che riguarda il solo settore alimentare. Mauro Antonelli dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc) ha cosi in merito dichiarato: “Lungo la catena che porta il cibo dal coltivatore alla tavola – dice – spesso si insinuano speculazioni. Pensiamo alla pasta. Potremmo immaginare che la colpa sia della guerra di Putin si sente dire spesso. Non è esattamente così – continua – gli spaghetti si fanno con il grano duro e Russia ed Ucraina soddisfano solo il 2,3% dell’export mondiale“.

L’aumento sarebbe insomma ingiustificato, guardando i numeri e le reali dinamiche che alle spalle di certi ingranaggi gravitano stabilmente. Furio Truzzi presidente di Assoutenti, parla poi della questione pane, altro bene di prima necessità aumentato a dismisura negli ultimi tempi: “Il grano ucraino verrà raccolto solo a luglio e non è ancora stato immesso nel mercato”. Nonostante ciò però vediamo quanto ad esempio in quel settore di parli di aumento di farina e quant’altro. Nel milanese si è passati in alcuni casi da 4 a 4,50 euro al chilo. Per non parlare dell’aumento di ogni prodotto che riguarda ad esempio le pizzerie. Prezzi alle stelle nel giro di pochissimi giorni.

Quello che al momento manca in un certo senso è una regola che valga per tutti che in qualche modo possa dare un segnale forte ed equilibrare i prezzi, stabilire insomma dei limiti perchè in teoria si potrebbe arrivare a qualsiasi cifra, la legge di certo oggi non lo vieta. Occhio anche ai bar, con aumenti indiscriminati praticamente rispetto ad ogni prodotto venduto.  Maximiliano Gioia, del Cin Cin Bar di Cernusco sul Naviglio ha cosi dichiarato: “In giro ho visto brioche congelate passare nell’ultimo mese da 1 euro a 1,30». Di certo non può essere colpa della guerra in Ucraina. Non in questo settore. Altri baristi, in anonimato, confermano che molti hanno scelto di chiedere 10 o 20 centesimi in più per il caffè. Anche se per ora il rincaro «non sarebbe giustificato”.
In mezzo i cittadini, letteralmente piegati da una situazione che di certo non era prevedibile. Un momento drammatico certo, che sta avendo ripercussioni letteralmente su tutto il continente. Lo Stato in questo senso non fa sentire la sua voce, cosi come si dovrebbe, ed il cittadino ed in continua, profonda difficoltà.