Antinfiammatori, in questo caso il rischio infarto aumenta del 53%: attenzione

Occhio agli antinfiammatori, in quanto in questo caso il rischio infarto aumenta del 53%. Entriamo nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Uno studio ha posto l’attenzione su come, in determinate situazioni, alcuni antinfiammatori possano contribuire ad aumentare il rischio di infarto. Ecco cosa c’è da sapere.

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Impegni di lavoro, famiglia, tempo libero e chi più ne ha più ne metta. Sono molte le cose con cui dover fare i conti e che richiedono nella maggior parte dei casi il nostro massimo impegno. Non crea stupore, pertanto, che possa capitare a tutti, prima o poi, di acquistare prodotti di vario genere senza nemmeno rendersi conto di ciò che effettivamente stiamo acquistando. Diversi, d’altronde, sono i prodotti presenti sugli scaffali dei vari esercizi commerciali.

Tra questi si annoverano anche i vari medicinali, che sono venduti in confezioni di varie forme e dimensioni e che si rivelano essere particolarmente utili per la nostra salute. Allo stesso tempo si invita sempre a prestare la massima attenzione. Questo in quanto vi sono alcuni antinfiammatori che possono contribuire, in determinati casi, ad aumentare il rischio di infarto del 53%. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Antinfiammatori, in questo caso il rischio infarto aumenta del 53%: tutto quello che c’è da sapere

Come risaputo l’Aifa, ovvero l’Agenzia Italiana del Farmaco, giunge in nostro aiuto segnalandoci tempestivamente eventuali problemi. Numerosi, in effetti, sono i medicinali ritirati dal commercio nel corso del 2021, tra cui ad esempio Astrazeneca. Ma non solo, anche nel 2022 si segnalano nuovi provvedimenti.

Se tutto questo non bastasse, sempre in tale ambito non passano inosservati i risultati di uno studio in base al quale vi sono alcuni antinfiammatori che possono contribuire, in determinati casi, ad aumentare il rischio di infarto del 53%.

Entrando nei dettagli, i dati di uno studio condotto da esperti e accademici in Canada, pubblicati sulla rivista specializzata di settore “British Medical Journal”, hanno posto l’attenzione sul rischio infarto in seguito all’assunzione di medicinali FANS in determinate situazioni.

In particolare a destare preoccupazione non è il tipo di medicinale in sé, bensì la quantità. Nel caso in cui si assuma un dosaggio elevato di antinfiammatori non steroidei, infatti, le possibilità di incorrere in un infarto aumentano in alcuni casi addirittura del 53%.

I FANS potenzialmente più pericolosi, così come riportato su Inran, sono risultati essere i seguenti, ovvero:

  • +24% per il celecoxib;
  • +48% per l’ibuprofene;
  • +50% per il diclofenac;
  • +53% per il naprossene;
  • +58% per il rofecoxib (ritirato dal commercio in Italia da settembre del 2004).

Come già detto, ad aumentare il rischio è un dosaggio eccessivo. Proprio per questo motivo, prima assumere ogni medicinale è opportuno rivolgersi sempre al proprio medico, in modo tale da poter valutare le possibili controindicazioni.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.