Pizza surgelata, un’altra vittima: “Nostra figlia non reagisce più”

I genitori di una dodicenne di Nancy, in Francia, hanno raccontato che la loro figlia è entrata in coma dopo una cena con una pizza surgelata.

 

Sembrava una sera come le altre. Una delle tante, da trascorrere serenamente pensando agli impegni dell’indomani, tra scuola e lavoro. In pochi attimi, la quotidianità domestica si è trasformata in un incubo.

Stato vegetativo Francia pizza
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La piccola Léna, di soli 12 anni, ha accusato un malore al termine della cena, consumata con una semplice pizza surgelata. E la testimonianza rilasciata dai genitori Sophie e Cédric al quotidiano L’Est Républican è l’emblema più tragico dell’inizio del calvario: “Ha tirato fuori la lingua, ha visto doppio, i suoi occhi hanno cominciato a girare”. La corsa all’ospedale della loro città, Nancy, nel nord-est della Francia, il coma artificiale e infine il risveglio. Niente, però, sarà più come prima. La dodicenne si è svegliata “con gravi disturbi neurologici”, vicina ai suoi genitori eppure lontanissima. Un incubo, iniziato così repentinamente che anche il racconto costa dolore e commozione.

Léna è ora in uno stato vegetativo e, come spiegano i genitori, “oggi è il nulla totale. E’ come rinchiusa in un corpo che non gestisce più. Non sappiamo nemmeno se è a conoscenza di quello che sta succedendo“. Un calvario che dura ormai da tre mesi, ossia da quando la dodicenne ha accusato il primo malore. Una serata come tante, iniziata con l’acquisto di una pizza surgelata a una supermercato vicino casa. Senza lontanamente immaginare che sarebbe stato l’ingresso in un tunnel dal quale, al momento, non si vede nessuna luce.

Pizza contaminata, il caso di Nancy: cosa sarebbe successo

Léna sarebbe rimasta dunque vittima di una pizza contaminata da escherichia coli, conosciuto anche come E. Coli., un batterio individuato dalle autorità sanitarie francesi nell’impasto di alcuni prodotti del marchio Fraich’Up della Buitoni. Un controllo reso necessario dal sospetto che i diversi casi di infezione fossero connessi proprio a tale prodotto. Il collegamento, inizialmente solo sospettato, è stato confermato proprio dalle indagini di laboratorio, eseguite sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico. All’ufficializzazione del legame fra pizza e sindrome da E. Coli., il prodotto (non venduto in Italia) era già stato ritirato dal mercato in via precauzionale. I casi, 50 in tutto, si era stabilizzati pressoché immediatamente.

Le infezioni avevano già provocato due vittime però. Due bambini, infettati dal batterio come accaduto nella quasi totalità dei casi (solo due hanno riguardato persone adulte, entrambe sopra i 90 anni). Le indagini erano state condotte su un campione trovato nel congelatore di una famiglia francese. La famiglia di Léna, come riferiscono i media francesi, avrebbe sporto denuncia, mentre i medici stanno accertando se la condizione della piccola possa essere attribuita, come sostengono i genitori, interamente all’aver ingerito il prodotto contaminato. Dall’ospedale, ormai da mesi, non arrivano buone notizie.

I casi di contagio da escherichia coli hanno destato scalpore in Francia. Lo stesso avvocato della famiglia di Léna ha fatto sapere di avere diversi dossier riguardanti l’infezione. I minori potrebbero essersi infettati mangiando una pizza forse non cotta a sufficienza. Tali prodotti, infatti, essendo composti da un impasto crudo, con lievitazione e cottura nel forno, richiedono tempi più lunghi. Una delle ipotesi su cui lavorano le autorità. Perché nel frattempo è stata aperta un’indagine per determinare origine e cause una volta per tutte.