Reddito di cittadinanza, è l’ora della verità: addio soldi per tanti percettori

Reddito di cittadinanza, non verrà più erogato a tanti percettori. Non solo, dovranno restituire quanto ottenuto illegittimamente.

E’ paura tra i percettori del Reddito di Cittadinanza. L’INPS è pronto ad aumentare i controlli al fine di individuare i “furbetti” della misura e chiedere indietro i soldi.

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Sapere che i controlli sono serrati e continui non ferma i furbetti che tentano di ingannare il Governo accedendo illegalmente alle misure attivate per aiutare economicamente i cittadini in difficoltà. E’ risaputo che per accedere a bonus e agevolazioni occorre soddisfare specifici requisiti soprattutto se la prestazione richiesta è riservata ad una ristretta platea di beneficiari. E’ inoltre noto come l’ente erogatore e il Fisco verificheranno la veridicità di quanto riferito e in caso di rilevazione di incongruenze procederanno con richieste di chiarimenti e sanzioni. Nonostante queste consapevolezze i cittadini che tentano l’inganno sono ancora numerosi. Di conseguenza i controlli diventano sempre più serrati e oltre a soffermarsi sui requisiti reddituali verteranno su un’altra condizione richiesta per accedere al Reddito di Cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e residenza, scattano i controlli

Il Comando delle Fiamme Gialle di Crotone ha riscontrato più di cento false dichiarazioni legate al requisito della residenza. Sono scattate, così, 102 denunce per falsa testimonianza nella Dichiarazione Sostitutiva Unica. L’accesso al Reddito di Cittadinanza è concesso solamente se il richiedente soddisfa diverse condizioni di cittadinanza, residenza e soggiorno.

Il primo requisito è essere un cittadino maggiorenne italiano o appartenente all’Unione Europea; un cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per un lungo periodo oppure un cittadino apolide con permesso di soggiorno UE; un cittadino di paesi terzi con un familiare italiano o comunitario, titolare del diritto di soggiorno permanente e semplice, e, infine, un cittadino titolare di protezione internazionale.

Altra condizione è la residenza in Italia da almeno dieci anni di cui gli ultimi due in modo continuativo. Per la falsa dichiarazione riguardante quest’ultimo punto sono scattate le denunce di 102 extracomunitari a Crotone.

Le sanzioni per chi dichiara il falso

Il reato di falsa dichiarazione nella DSU viene punito severamente dalla Legge. I cittadini che si sono resi o si renderanno colpevoli di tale reato saranno chiamati a pagare sanzioni pecuniari, perderanno il diritto alla misura e rischieranno la reclusione da 2 a 6 anni. Infine, verrà chiesto loro di restituire tutti i soldi ottenuti illegalmente.

Queste conseguenze verranno applicate non solo per le dichiarazioni fallaci sulla residenza ma anche per qualsiasi altra falsa asserzione in relazione agli altri requisiti di accesso al Reddito di Cittadinanza. Le condizioni di riferimento sono un ISEE inferiore a 9.360 euro all’anno, un patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro, un patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro (con maggiorazioni in base al numero dei componenti del nucleo familiare) e un reddito familiare inferiore a 6 mila euro all’anno moltiplicato per la scala di equivalenza. In più, il percettore dell’RdC (così come ogni altro membro del nucleo) non dovrà essere titolare di un autoveicolo immatricolato nei sei mesi precedenti all’inoltro della richiesta, con cilindrata superiore a 1.600 cc o di un motoveicolo con cilindrata superiore a 250 cc. Non potrà possedere nemmeno navi e imbarcazioni da diporto.