Codice della strada: “nominarlo invano” ti può costare 300 Euro di multa, a lui è successo

Probabilmente in alcune Regioni d’Italia più di altre, ci si può chiedere se bestemmiare è reato. Cosa dice in merito la Legge.

Indipendentemente dall’aspetto religioso, è davvero punibile con una sanzione bestemmiare in pubblico? Esiste una Legge specifica? Qualcuno ha sperimentato recentemente una bella multa da 103 Euro. E probabilmente starà continuando a imprecare. Ma in silenzio.

bestemmiare è reato
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I fatti sono avvenuti di recente a Genova. Un corriere durante il turno di lavoro ha parcheggiato in un’area non consentita per la sosta. Arriva il Vigile e gli schiocca la (giusta) multa. Come spesso accade, il lavoratore ha provato a giustificarsi, sperando nel “buon cuore” del garante del Codice Stradale. Ma non c’è stato niente da fare. Il cittadino, una volta visto l’importo della sanzione (197€), ha imprecato.

Ci immaginiamo la scena, la rabbia del corriere, e lo sfogo. Una bestemmia bella e buona. Ma la giornata di questa persona doveva essere particolarmente sfortunata. Il Vigile, dopo aver sentito le “blasfeme parole” ha aggiunto alla multa un’ulteriore sanzione: ben 103€. A quel punto possiamo comprendere quale sia stato l’umore del corriere. Una giornata di lavoro sfumata, praticamente. E subito dopo viene da chiedersi se davvero è contro la Legge bestemmiare. Andiamo a scoprire cosa dice il nostro Ordinamento.

Bestemmiare è reato? Cosa succede a chi lo fa

Partiamo dal presupposto che offendere Dio o imprecare malamente non è certo una forma educata di esprimere i propri sentimenti. È anche vero che l’Italia è un Paese dove le “espressioni colorite” sono usate frequentemente. In alcune Regioni, poi, rappresentano una sorta di “costume”, che non viene mal visto. Pensiamo alla Toscana, o al Veneto. Ma anche al Friuli Venezia Giulia. La bestemmia non viene pronunciata solamente in caso di “rabbia”, ma tutte le volte che le affermazioni hanno bisogno di quel “decibel” in più, per dare “enfasi” alle altre frasi che vanno ad accompagnare il riferimento a Dio o alla Madonna.

Purtroppo, però, se queste espressioni vengono usate in pubblico – e davanti ad un Pubblico Ufficiale – sono davvero guai. Perché la Legge prevede proprio il divieto di farlo, e dunque delle sanzioni. Viene contemplato come reato disciplinato dall’articolo 724 del Codice penale. L’ambito è quello del “buon costume”.

In effetti, bestemmiare, imprecare, magari urlando, può disturbare la sensibilità altrui. E non ci riferiamo solo ai “rappresentanti supremi” della religione cattolica. Infatti, nel 1995, la Corte Costituzionale aggiunse alle normative già vigenti la non diversità tra le varie religioni. Quindi bestemmiare qualsiasi “entità superiore” è reato.

L’art. 724 del Codice Penale

Fino al 1999 l’articolo che regolava la posizione delle bestemmie in fatto di reato recitava così: “Chiunque, a titolo di bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti, chiunque pubblicamente bestemmiasse, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato, con l’ammenda da Lire 100 a 300 mila e, successivamente, con l’ammenda da Lire 20 mila a 600 mila. Alla stessa pena soggiaceva chi ponesse in essere qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti“.

Le cose sono leggermente cambiate. Con l’intervento dell’allora Governo D’Alema, il reato di blasfemia in pubblico venne depenalizzato e trasformato in illecito amministrativo. Ad oggi, quindi, viene comunque sanzionato in caso di infrazione del suddetto articolo. Più precisamente, chi bestemmia in pubblico rischia una multa che va dai 50 fino ai 306 Euro.

Non solo: un’ulteriore sentenza della Cassazione nel 2007 ha stabilito che anche bestemmiare sui social network rappresenta lo stesso tipo di reato, quindi bisogna fare ancora più attenzione alle “forme espressive”. Soprattutto perché “verba volant scripta manent“, dunque scrivere una bestemmia è una prova schiacciante e non ci sono scuse che tengano.

Dio no, la Madonna e i Santi sì

Per chi è uso a bestemmiare, però, c’è una “buona notizia”: può sembrare davvero strano ma la Legge prevede che se l’oggetto di offesa sono la Madonna oppure i Santi, la multa non scatta. Insomma, solamente a “nominare invano” Dio si porta a casa un verbale bello corposo.