Fisco, il 730 precompilato non sfugge al setaccio: gli errori da evitare

Il 730 precompilato arriverà solo il 23 maggio. Viene già da chiedersi, però, se esistano dei presupposti per un controllo fiscale. Ecco la risposta.

 

Il miglioramento delle relazioni fra cittadino e Pubblica amministrazione è stato un mantra negli ultimi anni. Specie durante la pandemia, con l’incremento della digitalizzazione anche e soprattutto per i servizi essenziali.

Errore 730 precompilato
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Non solo i pagamenti ma anche la semplice consultazione dei propri cassetti fiscali rientra fra i servizi implementati col supporto delle piattaforme web. Indubbiamente una comodità, sia per il periodo in cui agire da remoto era necessario, sia per evitare ora code e attese varie agli sportelli. Niente congestione e, naturalmente, niente assembramenti potenzialmente rischiosi. Il percorso di automatizzazione era comunque iniziato prima dell’irruzione del Covid-19. Il 730 precompilato, ad esempio, è uno strumento introdotto già da alcuni anni, per semplificare il rapporto fra cittadino e Agenzia delle Entrate attraverso una dichiarazione dei redditi già in parte redatta dall’ente stesso.

Una possibilità dettata dal fatto che, proprio attraverso le dichiarazioni, il contribuente consegna al Fisco parte delle proprie informazioni personali, più sul piano dell’identità che del reddito. In questo modo, comunque, l’Agenzia delle Entrate consegnerà un 730 per l’appunto precompilato, ossia mancante solo di alcune voci che andranno inserite e, infine, ripresentate assieme a tutte le altre direttamente all’ente, semplificando e velocizzando la procedura. Un modo per evitare ritardi e per limitare gli affollamenti di Caf e patronati vari. Essendo un documento in parte redatto dall’ente, si potrebbe ritenere al di sopra dei controlli fiscali. Sbagliato.

730 precompilato, ecco quando il Fisco controlla: cosa si rischia

La dichiarazione dei redditi è ormai prossima e molti contribuenti si stanno attivando per radunare documenti e ricevute varie destinate alla detrazione fiscale. Il Fisco, chiaramente, tiene d’occhio tutta la procedura, inclusa quella che riguarda il 730 precompilato. Il contribuente potrà intervenire su quanto già inserito dall’Agenzia delle Entrate, modificando i propri dati esclusivamente per completare o aggiornare quelli già presenti. Il Modello 730 in questione sarà messo a disposizione a partire dal 23 maggio anziché dal 30 aprile. Proroga predisposta in fase di conversione del Sostegni Ter. Il che significa che ogni eventuale modifica dovrà essere posteriore a tale data, o comunque a partire da essa.

E’ chiaro che, in caso di modifica del documento, anche solo per quel che concerne le spese sanitarie detraibili, il Fisco andrà a monitorare i numeri. In particolare, nei casi di interventi sulla determinazione del reddito o dell’imposta. Non vi è infatti alcuna esclusione del controllo formale da parte dell’ente, anche in virtù della celerità con la quale questi vengono eseguiti. Il 730 precompilato, in base alle norme vigenti, può essere quindi soggetto a verifica in situazioni come quella sopra esposta. In caso di rettifica dei dati sugli oneri detraibili, il controllo verrebbe eseguito esclusivamente su questi ultimi. La verifica riguarderà quindi la sussistenza delle condizioni soggettive che determinano l’accesso alle detrazioni. In pratica, un controllo fiscale standard.