Disoccupazione, mano sulla spalla: a chi spettano i nuovi aiuti

Il tasso di disoccupazione scende ma l’emergenza lavoro resta primaria. Per chi è senza lavoro, però, scatta un ingente sistema di aiuto.

 

L’esplosione del conflitto in Ucraina ha creato una sorta di cassa di risonanza in Occidente. La connessione dell’invasione russa con il tessuto economico è diretta e abbraccia, in una morsa drammatica, anche aspetti decisamente prossimi alla vita quotidiana.

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Il quadro, però, era già stato abbondantemente compromesso dallo scoppio della pandemia. La frenata improvvisa del sistema produttivo e dei consumi, ha portato un numero ingente di lavoratori a restare senza impiego, oltre che altrettanti imprenditori a chiudere bottega. Il risultato non è stato solo l’innalzamento del tasso di disoccupazione (con picchi di oltre il 10% nei periodi peggiori dell’emergenza sanitaria) ma anche la creazione di nuovi contesti di povertà. Anche perché, nonostante la risalita del tasso occupazionale degli ultimi mesi, la ricerca concreta del lavoro resta complicata. Soprattutto per i più giovani.

Niente di strano che, in questo momento storico, il Governo italiano stia cercando di sopperire all’emergenza lavorativa (inaugurata ben prima della pandemia) rafforzando gli strumenti a disposizione degli aspiranti lavoratori per tamponare la momentanea sospensione della propria attività. Disposizioni necessarie visto che, già durante i mesi del lockdown, alcuni redditi erano letteralmente precipitati. Senza che, al contempo, fosse possibile ammortizzare del tutto i pagamenti. Ora come ora, con la cessazione dello stato di emergenza e la ripresa della piena attività fiscale, il terreno per i disoccupati si è fatto ancora più scivoloso. Uno spiraglio, però, sembra esserci.

Disoccupazione, nuovi aiuti in arrivo: a chi toccheranno

Accanto alle misure ordinarie, come l’indennità di disoccupazione Naspi e il Reddito di Cittadinanza, l’Assegno sociale e la pensione di invalidità (tutti aiuti cumulabili con l’Assegno unico per i figli, entrato in vigore nel 2022), il Governo starebbe studiando un’ulteriore mossa per alleviare la sofferenza economica di chi ha perso il proprio lavoro senza essere riuscito a trovarne uno nuovo. E’ proprio l’Assegno unico ad aver cambiato le carte in tavola, ridisegnando i piani assistenziali al netto delle nuove emergenze. Il contributo per i figli potrà essere richiesto da chiunque, lavoratori e disoccupati, e andrà a sommarsi a eventuali sostegni già presenti.

Aiuti cumulabili

Pietra su pietra, il muro anti-default potrebbe arrivare su cifre comprese fra 780 e 1330 euro al mese, forse anche di più. E questo vale anche per chi, al momento, è senza lavoro. Al netto della necessità di possedere tutti i requisiti richiesti dalla Legge, l’Assegno unico potrebbe cumularsi sia con il Reddito di Cittadinanza che con la Naspi. Il primo consente di ottenere un importo massimo di 780 euro al mese. Cifra che potrebbe salire per le famiglie di chi è in disoccupazione, con il versamento dell’Assegno unico direttamente sulla card del RdC. Si tratta di persone con Isee familiare non superiore ai 9.360 euro. Considerando che la nuova misura consente di ottenere 175 euro a figlio se il reddito è compreso fra 0 e 15 mila euro, potrebbe essere toccata quota 1.130 euro al mese.

Ancora più interessante, ovviamente in proporzione alla condizione di disoccupazione, il profilo di chi, accanto al RdC e all’Assegno unico, può far conto anche sulla Naspi. Cumulabile con il Reddito solo se il disoccupato presenta una nuova dichiarazione Isee con condizione economica variata. A fronte di un RdC di 520 euro, si andrà ad aggiungere la quota ottenuta dalla Naspi più i 175 euro a figlio dell’Assegno unico. Il totale potrebbe superare anche quota 1.600 euro. Più di uno stipendio medio.