Al Bano, il caso del bonifico fantasma: il ‘colpo’ all’enoteca

Trenta casse di vino pagate con un bonifico falso all’azienda vinicola di Al Bano. La Guardia di Finanza intercetta il carico e il truffatore finisce in tribunale.

 

Trenta casse di vino pagate con un bonifico fantasma. Non si può certo dire che l’affare sia stato fortunato per Al Bano Carrisi, o meglio, per il prodotto dei suoi vigneti pugliesi.

Il noto cantante, proprietario di un’altrettanto famosa azienda vinicola, ha raccontato di essere stato raggirato da un sedicente acquirente intenzionato, almeno sulla carta, a ordinare una discreta quantità del suo prodotto. Secondo quanto affermato dallo stesso Al Bano, la persona in questione, un trentaduenne di Oria, avrebbe architettato il colpo assieme a un’altra persona e, per questo, sarà giudicato con rito abbreviato. Non è cosa di oggi. Il tentativo di truffa risale al 2018, ovvero quando il cantante denunciò i due recandosi di persona in caserma, riferendo di una mail arrivata all’enoteca con l’ordinazione di almeno una trentina di casse di vino. Richiesta arrivata da una persona nemmeno identificata.

Al messaggio, era seguita una seconda mail nella quale era contenuta in allegato la copia del bonifico, con importo pari a 2.538 euro. Pagamento che, a quanto pare, era stato disposto da una banca con sede nella città di Las Palmas, sull’isola di Gran Canaria. Territorio spagnolo quindi, seppure l’arcipelago si trovi al largo delle coste del Marocco. Una situazione che ha fatto sospettare qualcosa, evidentemente, anche se nel messaggio erano fornite addirittura indicazioni per il ritiro della merce. Effettivamente, due uomini si sarebbero presentati il pomeriggio stesso.

Al Bano, truffa all’enoteca: l’operazione delle Forze dell’Ordine

Le circostanze approssimative di quanto stava avvenendo ha convinto Al Bano a contattare le Forze dell’Ordine, le quali hanno intercettato il carico prima che arrivasse a destinazione. Il tutto è stato quasi completamente recuperato, fatta eccezione per parte del carico. Tutto restituito quindi ma la vicenda è tutt’altro che finita lì. Alla denuncia farà infatti seguito un processo che si terrà a maggio, per discussione e sentenza. Nel frattempo, la Guardia di Finanza aveva appurato la natura falsa del bonifico emesso all’enoteca di Cellino San Marco, rendendo quindi evidente la truffa in corso. Il carico intercettato non ha fatto desistere il cantante dal chiedere conto ai truffatori di quanto architettato.

In arrivo una battaglia legale quindi, a seguito ella citazione diretta a giudizio alla quale ha proceduto il procuratore aggiunto di Brindisi, Antonio Negro. Dopo oltre quattro anni, quindi, si avvicina l’epilogo di una vicenda in qualche modo figlia dei nostri tempi, fin troppo soggetti a raggiri di questo tipo eseguiti sfruttando i mezzi del web. Senza contare che, per Al Bano, non è stata l’unica nota dolente dell’ultimo periodo. Recentemente, infatti, il vigneto di uva Negramaro della sua tenuta ha subito il pesante furto di 240 pali in ottone, per un bottino da circa 400 mila euro. In questo caso, però, gli autori del furto sono rimasti ignoti.