Legge 104, permessi e congedo straordinario per i parenti, arriva la svolta: la novità che tutti aspettavano

Occhio alle novità sulla Legge 104 inerenti i permessi e congedo straordinario per i parenti. Arriva la notizia che tutti aspettavano, ecco cosa c’è da sapere.

L’istituto nazionale della previdenza sociale ha di recente fornito importanti chiarimenti in merito ai permessi e congedo straordinario per parenti.

Legge 104 permessi inps
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A partire dalla famiglia fino ad arrivare all’attività lavorativa, sono davvero tante le situazioni che richiedono il nostro massimo impegno, oltre che ovviamente tempo. Riuscire a conciliare tutto quanto, però, può risultare nella maggior parte molto complicato. Lo sanno bene coloro che devono assistere un famigliare in quanto non autosufficiente. In tale ambito, è bene ricordare, è possibile usufruire di misure ad hoc.

Ebbene, proprio soffermandosi su quest’ultime, interesserà che l’istituto nazionale della previdenza sociale ha di recente fornito importanti chiarimenti in merito a delle importanti novità che riguardano proprio i permessi e il congedo straordinario per parenti. Ma di cosa si tratta? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Legge 104, permessi e congedo straordinario per i parenti, arriva la svolta: cosa c’è da sapere

Abbiamo visto come sono diversi i dubbi sui permessi Legge 104, con numerose sentenze che hanno provveduto a fornire ulteriori chiarimenti in tal senso. Soffermandosi in particolar modo sui permessi Legge 104 e sui congedi straordinari, abbiamo già detto che l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha di recente fornito importanti chiarimento proprio in merito. Ma di cosa si tratta?

Ebbene, in base a quanto si evince dalla circolare Inps numero 36 del 7 marzo 2022, è possibile usufruire dei permessi legge 104 e del congedo straordinario retribuito anche per assistere i parenti del partner dell’unione civile.

Legge 104, permessi e congedo straordinario per i parenti: unione civile

Al fine di evitare comportamenti discriminatori nei riguardi di due situazioni giuridiche comunque comparabili (uniti civilmente e coniugi)“, sempre in base a quanto riportato sul sito dell’Inps “va riconosciuto sussistente il rapporto di affinità anche tra l’unito civilmente e i parenti dell’altra parte dell’unione”.

Per questo motivi il diritto ai permessi “va riconosciuto all’unito civilmente, oltre che nel caso in cui in cui questi presti assistenza all’altra parte dell’unione, anche nel caso in cui rivolga l’assistenza ad un parente dell’unito“.

In parole povere, essendo l’unione civile un istituto giuridico, i parenti del proprio partner vengono riconosciuti come affini. Per questo, in tal caso, è possibile richiedere i permessi Legge 104 e il congedo straordinario sia per assistere l’altra parte dell’unione civile che i parenti di quest’ultimo.

Legge 104, permessi e congedo straordinario per i parenti: convivenza di fatto

La situazione è differente, invece, nel caso in cui si tratti di conviventi. Quest’ultimi, infatti, potranno richiedere solo tre giorni di permesso al mese per assistere il proprio convivente, ma non per i parenti di quest’ultimo.

Sempre in base a quanto si evince dalla circolare dell’Inps poc’anzi citata, infatti il “convivente di fatto può usufruire dei permessi di cui alla legge n. 104/1992 unicamente nel caso in cui presti assistenza al convivente e non nel caso in cui intenda rivolgere l’assistenza a un parente del convivente“.

Ma per quale motivo? Ebbene, questo perché “il rapporto di affinità non è riconoscibile tra il “convivente di fatto” e i parenti dell’altro partner, non essendo la “convivenza di fatto” un istituto giuridico, ma una situazione di fatto tra due persone che decidono di formalizzare il loro legame affettivo stabile di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale“.