Contributi a fondo perduto per negozianti: c’è la data!

Contributi a fondo perduto per i negozianti, al via l’inoltro delle domande. Scopriamo da quando e come funziona l’agevolazione.

Dal 3 maggio 2022 è possibile fare richiesta dei contributi a fondo perduto dedicati ai commerciati. Ecco i requisiti di accesso e le modalità di invio della domanda.

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Il settore del commercio al dettaglio ha bisogno di un sostegno economico da parte del Governo. Al pari delle famiglie e delle imprese in generale, i negozianti si trovano schiacciati dai rincari e dalle conseguenze di una pandemia che dura da più di due anni. Ora è il momento di alzare la testa, riprendere la strada del successo ma da soli è difficile riuscirci dato che è intervenuta la guerra in Ucraina a frenare nuovamente l’uscita dal baratro. L’aiuto arriva dal Ministero dello Sviluppo Economico, più precisamente dalla Direzione Generale Incentivi, attraverso un decreto che stabilisce l’erogazione di contributi a fondo perduto per il commercio al dettaglio.

Contributi a fondo perduto per i negozianti

Il fondo per il rilancio delle attività economica vanta un plafond di 200 milioni di euro. Gli aiuti verranno erogati sotto forma di contributi a fondo perduto a beneficiari differenti, ognuno con un codice Ateco ben definito. Il requisito principale per accedere all’agevolazione è un volume di ricavi nell’anno 2019 inferiore a 2 milioni di euro accompagnato da una riduzione del fatturato del 30% o più nel 2021.

L’importo del contributo è variabile in base alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi ottenuti nel 2021 e lo stesso ammontare nel 2019. In tutto ci sono tre fasce. Quella più ricca prevede il 60% di perdita per i negozianti con ricavi inferiori a 400 mila euro nel 2019. La seconda fascia comprende i soggetti con ricavi compresi tra 400 mila e 1 milione di euro nel 2019 con perdita del 50% mentre nella terza fascia ricadono i commercianti con perdita del 40% e ricavi nel 2019 compresi tra 1 e 2 milioni di euro.

I codici Ateco che identificano gli ammessi al contributo sono quindici (47.19, 47.30, 47.43, 47.5, 47.6, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89 e 47.99).

Le direttive sull’inoltro della domanda

A partire dal 3 maggio, le domande potranno essere inoltrate telematicamente seguendo la procedura presente nella piattaforma del Mise. L’accesso al portale è consentito tramite Carta Nazionale dei Servizi e ad inviare la richiesta potranno essere esclusivamente i rappresentanti legali.

Tra i requisiti citiamo la sede legale in Italia dell’azienda al momento della presentazione della domanda e la regolare costituzione nonché l’iscrizione e l’attivazione nel Registro delle Imprese. Inoltre l’impresa non dovrà trovarsi in liquidazione volontaria oppure sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatorie. Allo stesso modo, non dovrà essere destinataria di sanzioni interdittive. Al momento della compilazione della domanda occorrerà indicare anche i requisiti reddituali di accesso con i relativi ricavi del 2019 e 2021.

Concludiamo ricordando che i fondi verranno erogati indistintamente ai richiedenti non creando alcuna graduatoria legata alle tempistiche di inoltro della domanda. Nel caso in cui i fondi stanziati dovessero risultare insufficienti, il Ministero procederà con la riduzione proporzionale del contributo a fondo perduto.