INPS e Legge 104: nuovi beneficiari e un’importante esclusione

L’INPS comunica l’allargamento della platea dei beneficiari della Legge 104 ma resta un’esclusione importante. Scopriamo quali sono le nuove direttive.

Una circolare dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale informa i cittadini dell’estensione di benefici e permessi della Legge 104 ma ribadisce un’importante esclusione.

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L’ente della Previdenza Sociale eroga numerose agevolazioni economiche e assistenziali ai cittadini che risultano essere titolari di Legge 104. Inoltre, prevede l’erogazione di benefici e permessi per i caregiver, i familiari che assistono la persona con disabilità. Tante opportunità, dunque, ma per poterle ottenere sarà necessario rispettare specifici requisiti e dimostrare con una documentazione completa la reale presenza di una patologia tale da permettere l’accesso alla Legge 104. Periodicamente l’INPS può aggiornare le direttive, modificarle allargando la platea dei destinatari oppure inserendo nuove agevolazioni. Vediamo quali sono gli aggiornamenti previsti con l’ultima circolare dell’ente.

INPS e Legge 104, nuovi beneficiari e una grande esclusione

Con una circolare l’INPS ha comunicato l’estensione di benefici e permessi ai familiari del coniuge dell’unione civile. I parenti del partner dell’unione civile possono ottenere agevolazioni e permessi ad alcune condizioni. La decisione è stata presa per assecondare l’esigenza di mettersi in linea con le direttive europee volte al superamento delle discriminazioni legate all’orientamento, alla retribuzione e alla condizione di lavoro.

I familiari del partner, dunque, possono richiedere agevolazioni ad un’unica condizione. Devono fornire assistenza al titolare di Legge 104 che versa in condizioni di gravità. Nella circolare numero 36 del 7 marzo 2022 si legge che i cambiamenti riguarderanno i tre giorni di permessi mensili retribuiti per il lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile. Il congedo straordinario deve seguire un ordine di priorità dei soggetti articolato in coniuge convivente o parte dell’unione civile convivente del titolare di Legge 104; padre o madre della persona disabile grave; figli conviventi; fratelli o sorelli; parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona disabile; un figlio non ancora convivente a condizione che la convivenza scatti successivamente.

Come cambiano le direttive

L’INPS in relazione al congedo straordinario ha stabilito che i parenti di una parte dell’unione civile hanno il diritto di assistere l’altra parte dell’unione civile e di conseguenza possono usufruire dei permessi. L’ente non ha modificato il limite del terzo grado di parentela così come ha confermato il requisito di convivenza tra familiare che assiste e persona con disabilità grave.

Chi sono i grandi esclusi dal cambiamento? Restano fuori dalla platea dei beneficiari i conviventi di fatto. Diverso il discorso per le unioni civile tra persone dello stesso sesso. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha infatti reputato di dover associare le disposizioni che si riferiscono al matrimonio, alla parola “coniuge” ed equivalenti ad ogni parte dell’unione civile anche se tra persone dello stesso sesso. Questo per garantire la tutela dei diritti come previsto dalla normativa in atto.