Guai a dimenticarsi il Bollo auto: dopo il controllo arriva la mazzata

Il monitoraggio fiscale sulle tasse è costante. E omettere il pagamento del Bollo auto potrebbe portare sanzioni pesanti.

 

Nessuna tassa gode della simpatia dei contribuenti. Alcune in particolare, però, fanno parte della consistente schiera delle meno apprezzate, se non altro per l’imposizione su beni o servizi che non figurano come un investimento.

Bollo auto controlli stangata
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L’esempio del Canone Rai è il più lampante, ma nemmeno il Bollo auto gode di una buona fama. La tassa sul possesso dell’automobile risulta peraltro una di quelle a cui, tendenzialmente, il contribuente presta per così dire meno attenzione. Non è un caso che, nella scorciata delle cartelle esattoriali operata qualche mese fa sui debiti più antichi, la maggior parte delle pendenze rimosse riguardava proprio delle rate del Bollo auto, risalenti ad anni compresi fra il 2000 e il 2010. A ogni modo, l’unica soluzione per evitare il pagamento è quella di figurare fra le categorie che hanno diritto all’esenzione. Tolta questa possibilità, la tassa dovrà essere pagata regolarmente di anno in anno.

A questo proposito, un dettaglio da tenere in considerazione è quello della data di scadenza, in quanto difforme in base all’immatricolazione della vettura. Non essendoci una data generale da ricordare, il contribuente sarà quindi tenuto a monitorare la regolarità fiscale del proprio veicolo, così da evitare di incappare in situazioni spiacevoli dovute al mancato pagamento della tassa. Anche perché il Fisco non manca di verificare la situazione dei contribuenti, parallelamente a quanto fa la Regione, che detiene l’amministrazione della tassa.

Bollo auto, il controllo è efficace: per chi scattano le sanzioni

Come spiega Il Giornale, nel caso di un veicolo di nuova immatricolazione il Bollo auto andrà pagato entro l’ultimo giorno del mese in cui è stata immatricolata. L’unica eccezione che porta al mese successivo risulta nel caso in cui l’iscrizione al Pubblico registro delle automobili sia avvenuto negli ultimi dieci giorni di quello in corso. La verifica di corretta iscrizione potrà avvenire rapidamente, consultando la carta di circolazione e il foglio di via della Motorizzazione. Le eventuali riduzioni, esenzioni o regole divergenti circa l’immatricolazione, possono differire da una Regione all’altra. Questo perché la gestione della tassa è stata demandata alle amministrazioni territoriali (tranne che in un paio di casi). In Lombardia, ad esempio, il primo pagamento può essere effettuato entro la fine del mese successivo.

Per le auto già in circolazione da almeno un anno, il Bollo auto dovrà essere pagato durante il mese seguente alla scadenza dell’ultima tassa versata. Anche qui, da Regione a Regione, le regole possono cambiare, anche se non più di tanto. Norme che vanno comunque tenute in debito conto, in quanto il monitoraggio sulla regolarità dei versamenti sarà costante. Tanto più che, contrariamente a quanto si era ipotizzato nella fase più acuta della pandemia, il Bollo resterà a far compagnia agli italiani nel carnet di tasse richieste. Omettere di pagare il dovuto alla scadenza, può comportare sanzioni pesanti. Ritardare di un mese è consentito senza sovrattasse ma più tempo passerà e più alte saranno le multe applicate. Una morosità di tre anni consecutivi potrebbe costare la radiazione della vettura dal Pra. Meglio non rischiare: l’annullamento dei vecchi debiti non capita di frequente.