Il misterioso legame tra Fatima e l’Ucraina: Papa Francesco e il Terzo segreto

Papa Francesco affiderà Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. E per alcuni, esiste un filo tra il Terzo segreto di Fatima e la guerra dell’Est.

 

“Con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra: tutto è sconfitto”. E’ chiara e forte la voce di Papa Francesco, anche al termine dell’Udienza generale del mercoledì.

Papa Francesco udienza
Foto © Vatican Media

Ancora una volta, il Santo Padre ha manifestato il suo cordoglio per le vittime del conflitto in Ucraina, fra coloro che hanno perso la vita e chi è stato costretto ad abbandonare il suo Paese. Ma, di nuovo, dal Pontefice arriva un ammonimento a chi segue la via delle armi, dimenticandosi che il dialogo è l’unica reale via di pace. “Lo Spirito del Signore ci liberi tutti da questo bisogno di auto-distruzione, che si manifesta facendo la guerra. Preghiamo anche perché i governanti capiscano che comprare armi e fare armi non è la soluzione del problema. La soluzione è lavorare insieme per la pace e, come dice la Bibbia, fare delle armi strumenti per la pace”. Un messaggio che Papa Francesco non manca di ripetere a ogni occasione pubblica.

Il suo è un invito all’umanità intera a riconsiderare la propria natura, a far proprie le lezioni avute dalla tragedie del secolo scorso e ad abbandonare il business delle armi. Il vero deterrente alla distruzione totale, in un tragico paradosso che ha sempre caratterizzato la storia dell’uomo. L’augurio è che il ruolo di mediazione del Papa (che nelle scorse ore ha sentito telefonicamente il presidente ucraino Zelensky) possa essere decisivo, come lo fu quello di Giovanni XXIII, che nel 1962 contribuì a smorzare le tensioni portate dalla Crisi dei missili di Cuba con un messaggio “a tutti gli uomini di buona volontà”, che riuscì a far breccia nei cuori induriti dei potenti negli anni della Cortina di ferro. Seguirà la pubblicazione la storica enciclica Pacem in Terris, per un rinnovato impegno attivo della Chiesa per la pace e la stabilità del mondo.

Papa Francesco, la Consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

La figura di Papa Francesco è un riferimento centrale per tutti i cristiani. E a coloro che, oltre che nella preghiera, convogliano il loro impegno nell’assistenza ai rifugiati o, addirittura, vicino a chi è stato costretto a rimanere nei luoghi in cui cadono le bombe. E non manca, il Santo Padre, di rinnovare costantemente il suo invito ad affidare le preghiere a Maria, affinché la sua intercessione possa redimire un’umanità che sempre più affonda nelle sabbie mobili della violenza. Il prossimo 25 marzo, il Papa celebrerà un Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina. Un gesto che ha riportato alla mente quanto rivelato ai pastorelli di Fatima, nel terzo dei Segreti che l’Immacolata mostrò loro.

Un riferimento che, più che altro, appare frutto di alcune coincidenza. E che, peraltro, qualcuno aveva già notato nell’affidamento dell’umanità alla Madonna che il Pontefice fece il 28 marzo 2020, pregando sotto la pioggia di un Piazza San Pietro deserta ma colma dei cuori dell’umanità ferita dalla tragedia del coronavirus. Riferimento, in entrambi i casi, dato da alcune parole, dal “vescovo vestito di bianco” alla “grande città in rovina”.

La medesima cerimonia che verrà celebrata dal Pontefice, sarà compiuta anche dal cardinal Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità, proprio nel Santuario di Fatima. Per qualcuno potrebbe rappresentare un ulteriore segno del legame tra le profezie del 1917 e quanto sta accadendo in Ucraina. Per i credenti, sarà un profondo momento di devozione, nella speranza che l’intercessione dell’Immacolata torni a toccare i cuori degli uomini.