Lavorare nella finanza: soldi e opportunità, non alla portata di tutti

Lavorare nella finanza è un obbiettivo di molti giovani, in quanto le opportunità di lavoro con un ottimo stipendio non mancano. Ecco come fare.

L’ambizione di svolgere un lavoro stabile e ben remunerato può essere soddisfatta, ma non c’è spazio per l’improvvisazione e occorre studiare per inserirsi in questo mondo affascinante.

Lavorare nella finanza

Se c’è un settore che continua ad attrarre l’interesse dei giovani e di tutti coloro che stanno cercando una professione appagante e che consenta di fare carriera, questo è senza dubbio la finanza. Pertanto chiedersi come lavorare nella finanza è una domanda assolutamente legittima, ed anche in un contesto come quello odierno – caratterizzato dalle turbolenze delle economie a seguito prima della pandemia e poi della crisi dei prezzi e dei rincari delle materie prime.

Insomma quello della finanza è un settore per così dire ‘evergreen’ e in grado di offrire opportunità di lavoro molto interessanti, specialmente nei confronti di chi ha una solida preparazione universitaria oppure una discreta esperienza lavorativa.

Di seguito intendiamo dunque soffermarci su quelli che sono i percorsi per lavorare nella finanza in modo durevole nel tempo, analizzando le professioni dell’ambito più gettonate e tali da rappresentare oggi un’ottima opportunità di inserimento professionale. Come lavorare nella finanza? Quale lavoro scegliere? E quali sono alcuni degli stipendi più interessanti? Scopriamolo in questa sintetica guida pratica.

Lavorare nella finanza: il contesto di riferimento

Lo abbiamo appena accennato: tra i settori produttivi che meno di tutti subiscono – o patiscono – le influenze del contesto nel quale il mondo sta vivendo, c’è senza dubbio la finanza. Si tratta infatti di un ambito del sapere sempre attuale, in continua evoluzione e fermento. Il mondo della finanza necessita costantemente di professionisti preparati e in gamba, con una ottima formazione dal taglio pratico e con una mentalità innovativa, costruttiva e talvolta anche imprenditoriale.

D’altronde non vi sono dubbi a riguardo: lavorare nella finanza suscita entusiasmo negli studenti, affascinati dalle prospettive che presenta, e dal fatto che la domanda di professionisti in questo ambito continuerà ad aumentare nel prossimo futuro.

Interessanti sono, ad esempio, le statistiche pubblicate dal Bureau of Labor Statistics – un’agenzia del governo USA – che ci indica come nel settore finanziario l’occupazione dovrebbe salire di molti punti percentuale entro il 2026, introducendo varie centinaia di migliaia di posti di lavoro sul mercato. Insomma, con l’evoluzione del settore, le aziende stanno correndo per trovare nuovi talenti.

Sulla stessa linea è il report curato da Unioncamere-Excelsior per il periodo 2019-2023. In base ad esso i profili economico-statistici saranno molto richiesti nei prossimi anni. Pertanto la scelta di formarsi nell’ambito, e lavorare nella finanza, potrebbe garantire un lavoro stabile nel medio-lungo termine.

Non deve sorprendere l’alto numero di richieste di figure professionali in ambito finanziario: la ricerca guarda alle persone specializzate in ambito impresa, o nei settori mercati finanziari o intermediari finanziari come le banche.

Ed è da rimarcare quanto segue: nonostante la crisi e le polemiche che interessano questo mondo, si registra tuttora una diffusa necessità di trovare figure con una formazione specifica in ambito finanza. Infatti, la sostanziale carenza di adeguate competenze nel settore e la difficoltà a trovare i profili giusti, conduce non poche aziende e datori di lavoro a continuare a cercare soggetti con un buon CV e percorso professionale.

Ecco perché investire in questo settore, svolgendo degli studi specifici, può consentire davvero di avere tutte le carte in regole per lavorare nella finanza con un contratto di lavoro stabile.

Quali percorsi intraprendere per lavorare nella finanza

Nessun dubbio a riguardo: in tutte le migliori e più affermate aziende c’è sempre bisogno di una buona conoscenza del mondo dell’economia e della finanza. Sia che si voglia lavorare come dipendenti, sia che si voglia invece diventare imprenditori o liberi professionisti e dunque scommettere tutto su se stessi, in ogni caso bisogna cominciare a studiare.

Ma attenzione: non sempre la laurea deve essere intesa come fondamentale per lavorare nella finanza. Non tutte le offerte di lavoro nell’ambito, infatti, la prevedono come requisito obbligatorio del candidato.

Vero è però che i corsi di laurea, le specializzazioni e i master possono essere assai formativi, e rappresentano in ogni caso un ottimo biglietto da visita del candidato.

Tuttavia oggi vi sono altresì svariate imprese che operano online, le quali offrono una rete di servizi insieme alla vera e propria formazione personale. Sono delle academy di finanza, che hanno come obiettivo quello di formare professionisti della finanza. Pensiamo ad es. alle scuole che preparano all’attività di trading: oggi ve ne sono moltissime, anche in considerazione del fatto che il settore del trading è assai in voga. Anch’esse sono utili per poter lavorare nella finanza.

Il percorso di laurea: le migliori Università italiane

Coloro i quali intendono fare carriera all’interno degli uffici di un’azienda, magari anche molto grande, debbono però considerare che è preferibile, in ogni caso, portare a termine un percorso di istruzione formale, ottenendo così il diploma di laurea.

Tra le università più conosciute e rinomate nel nostro paese per il settore finanziario – in base alla analisi di cui QS Top Universities Ranking, ossia una delle più note classifiche mondiali di università – ci sono le seguenti:

  • La Sapienza di Roma;
  • Commerciale Bocconi di Milano;
  • Università di Bologna;
  • LUISS Guido Carli di Roma;
  • Cattolica del Sacro Cuore di Milano;
  • Università degli studi di Venezia Ca’ Foscari;
  • Federico II di Napoli;
  • Università degli Studi di Padova.
  • Tor Vergata di Roma
  • Università degli Studi di Pisa.

Rispetto ad un corso di finanza, come quelli che si possono trovare online – anche molto ben fatti ma che servono tendenzialmente a formare coloro che intendono investire in prima persona – le università hanno una utilità diversa.

Queste ultime infatti offrono una formazione più estesa, ampia ed approfondita. In altre parole, più che rendere autonomi, consentono di diventare dei consulenti preparati e dei conoscitori della finanza in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli teorici. Le università formano infatti i professionisti della finanza del domani, impegnati a lavorare nelle aziende.

Non solo: attraverso agli studi universitari non di rado è possibile compiere dei tirocini propedeutici, che possono trasformarsi in una carriera presso aziende di alto livello.

Scegliere il corso di laurea in Economia o Finanza?

Chiaro che in molti – prima di iscriversi all’università – si potrebbero chiedere se è preferibile puntare ad un percorso generale in economia, per poi magari specializzarsi con qualche master in finanza, oppure se è meglio – già da subito – orientarsi ad un corso di laurea in cui la finanza è tema principale del percorso delle lezioni e degli esami.

Ebbene, la risposta che diamo è che una laurea in Finanza, rispetto a un percorso generale in Economia, assicura di certo più opportunità occupazionali e sbocchi lavorativi nel mondo corporate e delle società di consulenza a livello internazionale. Per questa via, lavorare nella finanza è un po’ meno difficile.

In altre parole, una specializzazione in un’università di finanza, conseguita già durante l’iter della laurea triennale – ad es. scegliendo un percorso in finanza bancaria o nella gestione dei mercati finanziari internazionali – o durante le lauree specialistiche, consente ad un giovane di emergere con un po’ meno difficoltà, rispetto a coloro che conseguono il titolo in economia e commercio, giusto per fare un esempio classico. Senza contare le migliaia e migliaia di laureati in economia, sfornati ogni anno.

Pertanto, chi si ‘butta’ subito su un percorso in business e finance, o in generale intende conseguire – nel minor tempo possibile – una laurea in finanza, non sceglie soltanto di lavorare a stretto contatto con il mondo delle quotazioni in borsa, ma può avere qualche opportunità in più di accedere a professioni di consulenza di primissimo livello.

Lavorare nella finanza: quali sono le aziende che ricercano persone

Ci si potrebbe altresì domandare quali sono i settori aziendali in cui un laureato o una laureata in Finanza ha chance di trovare lavoro, direttamente collegato al proprio percorso formativo. Ecco di seguito la risposta:

Società di consulenza

come PwC, Accenture, KPMG e non solo. Si tratta infatti di realtà frequentemente alla ricerca di laureati in ambito finanziario, da immettere in progetti di consulenza nei confronti di banche e assicurazioni;

Banche e istituti di credito

Di dimensione nazionale e internazionale, come ad es. UniCredit, Intesa Sanpaolo, BNP Paribas, Crédit Agricole. Essi sono periodicamente alla ricerca di profili formati in ambito finanza. Basta dare un’occhiata alla mole di offerte di lavoro nel settore, pubblicate sul web, per rendersene conto facilmente.

Banche d’affari e società di gestione del risparmio

Pensiamo ad es. a Barclays o a JP Morgan Chase e a tante altre realtà molto note nel mondo dell’investimento.

Autorità di vigilanza e banche statali

Vale a dire enti che monitorano la tenuta del sistema del credito nel nostro paese e nel resto del globo. Facciamo ovviamente riferimento alla Banca d’Italia, alla Banca Centrale Europea, all’Associazione delle Banche Italiane (ABI), al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, al Fondo Monetario Internazionale. Insomma, anche in questo comparto, le opportunità non mancano.

Assicurazioni

Si tratta di società le quali sono articolate altresì in dipartimenti e divisioni rivolte all’investimento e alla gestione dei cosiddetti fondi assicurativi.

Ambito Fintech e trading

Ossia un’area assai vivace e particolarmente innovativa nella quale molte start-up operano come facilitatori tecnologici per gli investimenti e i prestiti tra privati. Chi oltre alla finanza, ha una naturale predisposizione all’uso delle moderne tecnologie, potrà trovarsi a suo agio nel settore.

Venture capital

Ossia forme di investimento di medio-lungo termine.

Società di consulenza finanziaria

Un segmento caratterizzato dalla pluralità di firme e realtà corporate che supportano le aziende e le organizzazioni internazionali, per quanto attiene all’investimento e alla gestione dei bilanci operativi.

Lo si può notare da quanto appena riportato: le realtà che cercano costantemente figure con una solida formazione in finanza, di certo non mancano. Ecco perché è opportuno sostenere che un brillante percorso formativo nell’ambito può consentire di avere un profilo formativo e professionale molto ben spendibile nel mondo del lavoro.

Le professioni della finanza: ecco quali sono quelle più gettonate

Alla luce della nostra analisi, vediamo ora quelle che sono alcune delle attività lavorative del mondo della finanza, che possono dare maggiori soddisfazioni sia sul piano della carriera, sia sul piano dei compensi. In quali ruoli lavorare nella finanza? Scopriamolo.

Consulente finanziario

A differenza dell’intermediario finanziario, il consulente finanziario non gestisce i capitali degli altri, ma ha comunque una significativa responsabilità. Egli infatti ha il ruolo di consigliare le più efficaci strategie sia amministrative, sia di investimento a società e singoli imprenditori. Si tratta di un vero esperto dei mercati e, proprio in virtù delle sue competenze, può suggerire ottime soluzioni in ambito di investimento, previdenza e credito.

Cosa fa un analista finanziario

In altre parole, detta figura professionale studia i mercati finanziari e dà consulenza ai propri clienti sulle migliori alternative di investimento. Spiegando a questi ultimi vantaggi, costi e pericoli di ciascuna alternativa proposta dai vari istituti di credito, banche d’affari o società di intermediazione immobiliare.

Il consulente finanziario aiuta dunque il proprio cliente nel gestire il patrimonio e i risparmi, nella finalità di garantirgli il benessere economico e un futuro sicuro, attraverso un piano finanziario ad hoc.

Per supportare nel miglior modo possibile chi si affida alla sua esperienza, il consulente finanziario solitamente incontra di persona i propri clienti, in modo da rintracciare le loro precise esigenze e gli obiettivi da porre nel breve e lungo termine.

Ecco perché occorre avere una approfondita conoscenza del business o dello specifico settore nell’ambito del quale si lavora come consulente finanziario. Praticamente superfluo dire che non ci si può improvvisare, anche in considerazione della concorrenza assai agguerrita.

Consulenti liberi professonisti o dipendenti

I consulenti finanziari possono essere figure indipendenti e perciò liberi professionisti, o lavorare per società di investimento, banche, aziende assicurative o istituti finanziari. Di solito per aggiornare le proprie conoscenze, in considerazione anche della volubilità del mercato finanziario e del contesto economico, si recano ad eventi e conferenze e seguono corsi di aggiornamento periodici.

Per quanto riguarda i compensi, essi sono molto variabili, specialmente se si tratta di libero professionista. Hanno molto peso infatti fattori come il numero di clienti, l’articolazione dei servizi offerti e il livello di esperienza. Possiamo stimare che un giovane consulente finanziario può guadagnare circa 30-40mila euro all’anno, potendo anche arrivare a 80mila se non anche 100mila euro, in caso di figure senior e assai stimate nel proprio campo.

Analista finanziario

La figura dell’analista finanziario consiste in un esperto che dà una dettagliatissima assistenza finanziaria ai clienti. Solitamente lavora per un istituto di credito, per il quale si occupa dell’analisi della situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Interessante notare che detta figura può fornire indicazioni circa l’amministrazione e la gestione di un’azienda, fondamentali per l’approvazione di un finanziamento.

Cosa fa un analista finanziario

Un’analista finanziario svolge tipicamente le seguenti attività:

  • Analisi delle condizioni operative e finanziarie dell’azienda, valutazione del reddito e del posizionamento sul mercato;
  • Individuazione dei punti di forza e di debolezza;
  • Definizione, sulla scorta del finanziamento da concedere, delle indicazioni di carattere finanziario che la banca prescrive all’azienda per garantirle la necessaria redditività.

Da non dimenticare che la figura è assai ricercata anche da realtà come KPMG o firme internazionali della consulenza economica e banche d’affari. Giacché determina la struttura capitale ottimale delle società, e il loro fabbisogno di finanziamento tramite equity, debito e titoli derivati. Insomma, se si intende lavorare nella finanza, anche questa è un’ottima soluzione.

Un’analista finanziario in genere lavora alle dipendenze di un istituto di credito, un’assicurazione, una società di investimento, una SIM, una società di gestione del risparmio. La retribuzione varia a seconda della posizione e degli anni di esperienza, ma si va dai 30.000-35000 euro ai 90.000-100000 euro all’anno.

Trader, broker e intermediari finanziari

Si tratta di ruoli non di rado rivestiti da liberi professionisti e consulenti in proprio, che svolgono le loro attività quotidiane sui mercati finanziari per conseguire un profitto.

Attenzione. Soltanto chi ha una approfondita formazione in finanza può compiere investimenti speculativi utilizzando fondi e capitali di altre aziende o soggetti terzi.

Chiaro insomma che non ci si può assolutamente improvvisare. Quello del trading è oggi un ambito davvero competitivo. Non basta avere i titoli o la formazione in aula o online, ma bisogna essere davvero bravi. D’altra parte se si lavora sui soldi, non c’è di certo spazio per il dilettantismo o l’improvvisazione.

Ecco perché non deve stupire che tra le competenze di questo profilo vi siano quelle legate al mondo digitale. Ci riferiamo ovviamente all’utilizzo di piattaforme di online trading, anche se non bisogna dimenticare che figure di questo tipo sono sempre più spesso ingaggiate dalle start-up e aziende fintech, che applicano a meccanismi di investimento le tecnologie blockchain.

Per quanto riguarda un trader dipendente lo stipendio base parte da 20mila euro annui circa, ma può salire e superare i 100mila euro, in caso di professionisti davvero preparati ed esperti. I broker solitamente guadagnano uno stipendio tra i 20-25mila euro annui e i 40-50mila, ma i più bravi possono ambire a cifre ancora maggiori.

Compliance officer

Altra figura molto ricercata dalle aziende per il suo alto grado di specializzazione, è il compliance officer. Si tratta peraltro di una figura obbligatoria per banche, società di gestione del risparmio, assicurazioni e Sim.

Un professionista di questo tipo deve verificare che sia assicurato il rispetto delle regole e delle norme del settore su cui opera l’azienda datrice di lavoro. Egli deve dunque gestire il rischio che il mancato adeguamento conduca non solo a sanzioni e a costi finanziari, ma anche e soprattutto a un gravoso danno di reputazione per l’azienda. Lavorare nella finanza come compliance officer significa dunque doversi assumere un elevato grado di responsabilità.

Cosa fa il compliance officer

Ecco perché la figura professionale in oggetto ha le seguenti mansioni:

  • Interpretazione, applicazione e gestione delle tematiche di regulatory legata a particolari aree di business;
  • Certificazione e monitoraggio dei processi seguiti a livello interno, in campo di compliance;
  • Emissione di pareri e consulenza in materia di risk & compliance;
  • Individuazione delle transazioni finanziarie sospette e delle operazioni richieste dalla clientela che possono implicare rischi di riciclaggio di denaro sporco;
  • Coordinamento dei rapporti tra internal ed external stakeholders.

Come accennato, la richiesta di detta figura professionale è molto forte, specie negli ultimi anni. Ecco perché gli stipendi sono assolutamente buoni e generalmente oscillano da un minimo di 50mila ad un massimo di 150mila, in base alle dimensioni dell’azienda per cui si lavora.

Risk manager

Altra figura di rilievo, se ci si chiede come fare a lavorare nella finanza, è quella del risk manager. In buona sostanza, ci riferiamo ad un tecnico che all’interno di un’azienda compie costantemente l’analisi dei rischi. Il risk manager si trova soprattutto all’interno delle grandi società, ma anche quelle medio-piccole ne stanno ormai comprendendo l’importanza strategica.

Egli è una figura chiave in quanto si trova fin da subito ad assumere varie e complesse decisioni, legate ad attività specifiche. Ciò avviene al fine di ottimizzare il rapporto tra i costi di copertura dei rischi e i benefici sulle attività aziendali.

Cosa fa il risk manager

Più nel dettaglio, si tratta di un ruolo di controllo e analisi preventiva essenziale all’interno delle banche, delle società di gestione del risparmio, degli intermediari mobiliari e delle compagnie di assicurazione. Chi esegue questo lavoro deve infatti tener conto della rischiosità di operazioni di investimento, acquisizione o fusione rispetto alla solidità dell’azienda o dell’istituto per cui si lavora alle dipendenze.

Chiaro che si tratta di una figura interna all’azienda con un ruolo carico di responsabilità e autonomia decisionale. Data la sua posizione centrale, non deve stupire che un risk manager abbia di solito a che fare con tutti i reparti aziendali. Questa figura assai qualificata lavora dunque in costante contatto con i responsabili della produzione, del marketing, della logistica, delle vendite. Lo scopo è quello di analizzare nel dettaglio ciascuna fase dell’attività e identificare gli eventuali passaggi critici e i rischi.

In considerazione della delicatezza del compito che gli spetta, non deve sorprendere che il compenso sia piuttosto alto e parta da un minimo di 30-40mila euro, a salire anche fino a 70-80mila euro annui.

Commercialista

Infine, con riferimento al tema di come lavorare nella finanza, non possiamo dimenticare un evergreen delle professioni dell’ambito, ovvero il commercialista. Il commercialista, o dottore commercialista, è la figura professionale che offre servizi di consulenza a privati e aziende in campo commerciale, economico, finanziario, tributario e di ragioneria.

In altre parole, egli svolge un’attività di servizio e consulenza nei confronti di imprese o privati per quanto riguarda: adempimenti fiscali (ad es. la compilazione della dichiarazione dei redditi), contabili (ad es. la tenuta della contabilità e la redazione dei bilanci), diritto societario (ad es. la costituzione di una società), diritto fallimentare e del lavoro. Come si può agevolmente notare, quella del commercialista è una figura caratterizzata da una serie di conoscenze e competenze trasversali e assai tecniche, non soltanto legate al mero ambito della finanza.

Cosa fa un commercialista

Nella prassi quotidiana, il commercialista svolge operazioni molto complesse: infatti, redige il bilancio d’esercizio del cliente, gestisce le operazioni fiscali e previdenziali, e le relazioni con il Fisco.

Ecco perché il percorso per lavorare stabilmente e in autonomia come commercialista non è breve. In particolare, si ottiene il titolo di dottore commercialista, avendo conseguito la laurea magistrale o specialistica e avendo svolto un periodo di praticantato di almeno 18 mesi presso un dottore commercialista iscritto all’albo da almeno 5 anni.

Inoltre, il tirocinio è un requisito obbligatorio richiesto per poter effettuare poi la domanda di ammissione all’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Dottore Commercialista.

Sul piano dei compensi, una figura professionale di questo tipo guadagna mediamente sui 30mila euro al mese, ma in ipotesi di professionisti affermati, non è raro superare anche i 50-60mila euro annui.