Boeing, nuova tragedia: costi e standard di sicurezza dei 737

Il disastro aereo di Guanxi ha coinvolto un modello Boeing 737-800, uno dei più comuni e sicuri del mercato. E fra i più utilizzati.

 

Per definire cause e dinamica del disastro ci vorrà del tempo. Per il momento restano i numeri della tragedia che ha coinvolto il volo MU5735 della China Eastern, precipitato al suolo nella provincia cinese del Guanxi.

Boeing sicurezza
Foto © AdobeStock

A bordo del velivolo c’erano 132 persone, fra le quali 123 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio. Un filmato amatoriale mostra l’aereo cadere in picchiata, in una zona non distante dalla città di Wuzhou, nella contea di Teng. L’epilogo drammatico di un volo partito da Kunming e diretto a Guangzhou. Nessuna conferma sulla presenza di sopravvissuti, anche se la dinamica dell’incidente (incendio finale compreso) lascia ben poche speranze. Lo schianto del velivolo, un Boeing 737, segue quanto accaduto alla stessa China Eastern nel giugno del 2013, quando fu un Embraer a rimanere vittima di un incidente, andando fuori pista durante l’atterraggio all’aeroporto di Shanghai.

Un disastro che torna a coinvolgere un modello Boeing. Non il 737 Max, che fu tragico protagonista degli incidenti mortali di Jakarta, nel 2018, e dell’Ethiopia Airlines, nel 2019, ma il modello precedente, un 737-800. Si tratta di velivoli con un altissimo standard di sicurezza, appartenenti alla cosiddetta Next Generation e in produzione dal 1997. Un durissimo colpo per l’azienda, che proprio a seguito dei disastri di qualche anno fa, avvenuti in rapidissima successione e costati 346 vite, aveva visto i propri 737 Max messi a terra per aggiornamenti degli standard di sicurezza. L’incidente della China Eastern ha fatto crollare le azioni di Boeing, scese del 6,8%, così come quelle della compagnia aerea coinvolta (6,4%), che hanno sede proprio alla borsa di Shanghai.

Boeing, il modello dello schianto: quanti sono e quanto sono sicuri

La China Eastern, per ragioni di sicurezza, ha deciso immediatamente di lasciare a terra tutti i propri Boeing 737-800. Una decisione inevitabile, specie dopo gli aggiornamenti richiesti alla compagnia a seguito degli incidenti del 2018 e del 2019, che avevano riguardato prettamente i modelli 737 Max. I velivoli in questione fanno parte della famiglia che include aerei come i 600, 700/700ER e 900/900ER. Tutti di produzione Boeing e ritenuti gli aerei bimotore a corridoio unico in assoluto più sicuri sul mercato, anche in virtù delle avanzate tecnologie di cui dispongono.

Il modello più utilizzato

Del resto, il 737 è il modello più utilizzato per le tratte a corto e medio raggio. Fornito alle compagnie aeree in modo corposo, vista la semplicità della strumentazione e i ridotti costi, sia operativi che di manutenzione. Basti pensare che entrambi i gruppi dei 737, Next Generation e Classic, hanno visto già al 2006 posare 5.268 carrelli sulle piste di tutto il mondo. Mentre altri 6.828 esemplari sono già sotto ordinazione. A fronte di altri modelli di maggiore potenza e dimensioni, un modello come il 737-800 consente dei costi abbastanza accessibili anche alle compagnie low cost. Le cifre sono variabili, a seconda degli standard della compagnia, fra i 70 e i 440 milioni di euro.

La messa a terra dei 737Max

A ogni modo, dalla sua fondazione nel 1916, l’azienda statunitense Boeing ha visto crescere progressivamente la propria egemonia sul mercato dell’aviazione, almeno fino allo stop imposto dalla Federal Aviation Administration (FAA) nel 2019, subito dopo lo schianto del volo del 10 marzo del volo 302 dell’Ethiopian Airlines. La rapida successione di due incidenti mortali (dopo quello dell’ottobre precedente avvenuto in Indonesia) convinse l’autorità aeronautica americana a disporre il blocco dell’aeronavigabilità del modello 737 Max. Con un effetto domino scontato, che ha visto le varie autorità aeronautiche (fra le quali quella cinese) interdire al volo il medesimo modello.

L’indagine che seguì, spinse gli investigatori a ritenere il software automatizzato Mcas (Maneuvering Characteristics Augmentation System) la principale causa degli incidenti, in quanto avrebbe portato i velivoli direttamente in posizione di picchiata. Il rapporto finale sull’incidente di Jakarta, tuttavia, individuò nove fattori riconducibili a difetti di progettazione dell’aeromobile. Le conseguenze sulla produzione dei modelli era stata devastante per Boeing. Nell’ordine di una ventina di miliardi di dollari secondo gli esperti. E non solo per la messa a terra ma anche per l’impossibilità di portare a termine le consegne dei velivoli ordinati e risarcimenti vari. Per il ritorno in aria saranno necessari una serie di test specifici, già annunciati dalle varie autorità aeronautiche mondiali.