Smart working: cosa cambia con le nuove disposizioni anti covid

Le decisioni del Consiglio dei ministri inerenti l’allentamento delle restrizioni covid avranno delle ripercussioni anche sullo smart working

Ecco come cambierà dal 1 aprile 2022 il lavoro da casa, che in questi due anni caratterizzati dalla pandemia ha stravolto il mondo del lavoro

Smart working
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Tante le novità previste dalle nuove disposizioni emanate dal Governo Draghi per quanto concerne il covid. Tra queste ce ne sono diverse anche sullo smart working. La possibilità di lavorare da casa ha finora tutelato i dipendenti delle varie aziende. Così hanno evitato tutta una serie di contatti potenzialmente pericolosi.

Al contempo hanno anche risparmiato sui costi di trasporto e del pranzo. Le società dal canto loro hanno beneficiato di una diminuzione dei costi in bolletta, dovuta ad un minor dispendio energetico.

Smart working: cosa cambia a partire dal 1 aprile 2022

In virtù di quanto disposto dall’Esecutivo, fino al 30 giugno non sono previsti stravolgimenti. Quindi ci sarà ancora spazio al regime semplificato così come lo svolgimento del lavoro agile per i lavoratori fragili. Dopo la suddetta data, si fa largo l’ipotesi che nel settore privato si possa optare per un accordo individuale tra datore e dipendente. 

Intanto la commissione Lavoro della Camera ha trovato l’accordo per un disegno di legge sulla tematica. Racchiude una decina di proposte di legge arrivate da molti partiti. Affinché diventi leggi e sostituisca la normativa vigente (legge 81 del 2017) è necessaria l’approvazione da parte del Parlamento entro la fine della legislatura.

Oltre alla conferma dell’obbligo dell’accordo individuale (chi non lo fa va in contro a comportamenti antisindacali), la proposta pone l’accento anche su questioni che devono essere per forza di cose regolamentate.

Tra queste ci sono le agevolazioni sullo smart working per alcune categorie particolari come genitori, caregiver e fragili, oltre che il diritto alla disconnessione. Inoltre, l’obiettivo della legge è quello di equiparare a livello economico, di diritti e di sviluppi per la carriera, il lavoro svolto da casa con quello prestato sul luogo fisico, dove ha sede l’azienda.

Lo status di lavoratore agile qualora la nuova legge dovesse essere approvata, sarebbe attribuito solo a coloro che lavorano fuori dall’ufficio per almeno il 30% del tempo.