“Le stazioni Eni regalano 10.000 Buoni benzina”: cosa succede su WhatsApp

Sta girando da diversi giorni un messaggio su Whatsapp inerente il caro benzina. Vediamo di cosa si tratta e a cosa devono prestare attenzione gli utenti

Il meccanismo si avvale della tecnica del phishing, ampiamente utilizzato da chi compie questo genere di azioni.

Caro benzina
Fonte Adobe Stock

Problema nuovo, truffa nuova. Si potrebbe sintetizzare così il trend che solitamente caratterizza l’entrata in scena di un tentativo di raggiro. Stavolta i cybercriminali stanno cavalcando l’onda del caro carburanti per impossessarsi del denaro delle persone.

Il mezzo per arrivare al subdolo obiettivo è il malcapitato Whatsapp, che da sempre ci tiene a sottolineare la sua estraneità a questi atti criminali. Tramite l’applicazione più rinomata di messaggistica istantanea stanno facendo girare un sms che per chi non è troppo avvezzo alla materia potrebbe risultare deleterio.

Caro benzina: come avviene la truffa del buono carburante

Il messaggio fa leva sul momento di estrema difficoltà che tante famiglie del Bel Paese stanno attraversando a causa dei continui rincari, in particolar modo quello di diesel e benzina. 

Nello specifico, il testo incriminato (scritto con un forma orripilante) è più o meno il medesimo: “Da oggi tutte le stazioni Eni, regaleranno 10.000 Buoni benzina per protesta contro il governo e contro la guerra. Qui sotto è spiegato come ricevere il buono prima che finisce”.

La truffa scatta nel momento in cui si clicca il link in allegato e si viene reindirizzati in una pagina in cui vengono richiesti i dati personali, come carte di credito o conti bancari.

Fortunatamente il portale Bufale.net ha smascherato la pericolosa truffa. È bene specificare che Eni non ha attivato nessun genere di campagna per erogare buoni carburanti da 100 euro. 

D’altronde non ne avrebbe motivo visto che in questa fase nolenti o dolenti gli automobilisti non possono che adeguarsi a questi prezzi esorbitanti. Dunque qualora ci si ritrovi dinanzi a questa comunicazione, non bisogna fare altro che non divulgarla e soprattutto cancellarla.

Al contempo sarebbe opportuno spargere la voce circa la truffa in atto in questa fase. In modo tale che chi ci si dovesse imbattere, saprebbe bene come agire e quindi in che modo scongiurare la clamorosa trappola.