Emergenza nucleare, c’è il piano del governo: cosa fare se succede il peggio

L’Italia ha già pronto un piano da attuare in caso di emergenza nucleare: ecco in cosa consiste e quali sono i punti principali 

L’auspicio è che non sia necessario doverlo attuare, ma dopo la pandemia il Ministero della Salute non vuole più farsi trovare impreparato.

Emergenza nucleare
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L’Italia è pronta a cautelarsi da una potenziale emergenza nucleare. Il Governo ha in mente un piano per cercare di evitare conseguenze catastrofiche nel caso il conflitto tra Russia e Ucraina dovesse lasciare scorie anche nel Bel Paese.

È bene precisare che allo stato attuale non c’è alcun indicatore di rischio. Vista l’esperienza della pandemia è bene farsi trovare pronti. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa prevede la strategia ideata dai nostri organi politici.

Emergenza nucleare: in che modo l’Italia potrebbe fronteggiarla

Nel caso entreranno in gioco le Squadre Speciali di intervento Nucleare e Radiologico presenti in ogni regione ad eccezione del Molise e dell’Umbria. Il personale ha conoscenze teoriche e pratiche. Dispone di attrezzature e dispositivi di protezione individuale in grado di sopperire a condizioni in cui dovesse esserci un severo incidente ad una centrale nucleare.

Il tutto verrebbe attuato solo dopo le valutazioni dosimetriche che attestino la necessità di intervenire per ridurre l’esposizione a radiazioni ionizzanti. Ciò può avvenire in maniera diretta (inalazione da aria contaminata) a seguito del passaggio di nubi radioattive o in maniera indiretta (ingestione di alimenti e bevande contaminate).

Le sostanze radioattive a cui bisognerebbe prestare attenzione se dovesse realmente palesarsi questo rischio sono lo Iodio 131 (che può causare l’insorgere di tumori tiroidei in particolar modo tra i giovanissimi).

Il Ministero della Salute però è pronto ad ogni evenienza. Stando alle indiscrezioni raccolte dal Corriere dispone di un numero di scorte piuttosto consistente di farmaci a base di ioduro di potassio. 

Ad ogni modo si attende l’ufficialità di questa strategia che avverrà grazie all’approvazione del Governo, che si riunirà con le Regioni per fare il punto sulla situazioni. I presidenti dal canto loro hanno già dato il via libera. La via della prevenzione è stata tracciata. L’auspicio è di non doverla percorrere. Di questi tempi però è meglio non dare nulla per scontato.