Finisce la Naspi ma c’è una sorpresa: quali sussidi si possono richiedere

La Naspi ha un tempo limitato, ragion per cui quando si giunge al termine bisogna ponderare una soluzione per evitare di rimanere senza un’entrata stabile

Qualora il percettore non abbia ancora trovato lavoro, per far fronte alle possibili difficoltà economiche, può affidarsi ad altri ammortizzatori sociali.

Naspi
Fonte Adobe Stock

Le fasi della vita di una lavoratore sono molteplici e alle volte può capitare anche di perdere il loro in maniera involontaria. Coloro che si ritrovano in questa situazione, qualora abbiano altri fondamentali requisiti indispensabili, si possono avvalere della Naspi, meglio nota come indennità di disoccupazione.

Naturalmente questa misura ha un tempo prestabilito, che varia a seconda della storia lavorativa e contributiva del soggetto richiedente. Ad ogni modo non può andare oltre i 24 mesi, ragion per cui non ci si può cullare a lungo sugli allori.

Naspi: a quali bonus ci si può affidare quando si esaurisce

Al termine del periodo in cui si gode della Naspi sarebbe opportuno trovare un lavoro. Non è detto che però ciò accada. In questa fase di crisi generale non è semplice cercare un impiego stabile e ben retribuito. 

Quindi, bisogna varare delle alternative come ad esempio rifugiarsi in altri sussidi più o meno analoghi. Il primo che balza alla mente è il Reddito di Cittadinanza, che con le modifiche apportate al termine del 2021 garantisce sia un adeguato sostegno economico, sia un percorso più solido rispetto al passato, che indirizza verso l’occupazione. 

Possono avvalersi del beneficio, coloro che hanno redditi e patrimoni bassi, con un ISEE inferiore a 9.360 euro. Dunque, una persona che non lavora con tutta probabilità può rientrare nei suddetti parametri.

Qualora sia eccedente è possibile abbassarlo in maniera del tutto legale attraverso l’ISEE corrente. Si tratta di un indicatore aggiornato e flessibile in grado di dare un’istantanea  reale e costante sui cambiamenti della situazione economica e patrimoniale.

Infatti, si basa sui redditi degli ultimi 12 mesi e in caso di perdita, sospensione o riduzione del lavoro, anche solo quello degli ultimi 2 mesi. Stesso dicasi per l’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari. Chi non ha ancora richiesto l’ISEE 2022 può farlo entro la fine di marzo, in modo tale da poter avere accesso alle varie agevolazioni previste per le fasce meno abbienti.