ISEE 2022, le differenze che potrebbero ‘bruciarti’ il Reddito di Cittadinanza

Entro il 31 gennaio tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza devono comunque produrre il nuovo ISEE.

Rdc obbligo
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Dopo la corsa ai centri di consulenza fiscali, però, è necessario controllare bene le variazioni apportate. C’è il rischio di perdere l’assegno. Vediamo quali sono i fattori che possono abbattere o addirittura cancellare il sussidio.

L’assegno erogato nel 2021 ai percettori del Reddito di Cittadinanza continuerà anche nel 2022, o comunque fino ai 18 mesi previsti dalla pratica. Anche chi lo percepisce da poco tempo però, entro la fine del mese di gennaio deve rifare l’ISEE, dichiarando tutte le entrate e la situazione familiare in riferimento all’anno 2019.

Chi ha le medesime condizioni, patrimoniali, economiche e familiari, si ritroverà una sorta di ISEE “fotocopia”. In realtà quest’anno sono state introdotte alcune novità per quanto riguarda la compilazione. Ad esempio, chi nel 2019 ha percepito sussidi di vario tipo (ad esempio il contributo affitto) deve dichiararli. Ecco che quindi non è del tutto scontato che il nuovo ISEE garantirà lo stesso importo nell’assegno del Reddito di Cittadinanza.

Reddito, attenzione ai dati sul nucleo familiare

Compilando il nuovo ISEE verrà chiesta, come sempre, la composizione del nucleo familiare. Anche una minima variazione può compromettere la prosecuzione dell’assegno. Più precisamente, se uno dei componenti che figurava nell’ISEE precedente ha lasciato la residenza, si dovrà presentare una nuova domanda per l’RDC.

La Legge parla chiaro: L’INPS, attraverso la circolare 43/2019 chiarisce quali sono gli obblighi in caso di variazione del nucleo familiare. Ai sensi dell’articolo 3, comma 12, del decreto-legge n. 4/2019, “in caso di variazione del nucleo familiare rispetto a quanto dichiarato ai fini ISEE vi è l’obbligo di presentare una DSU aggiornata entro due mesi dalla variazione, pena la decadenza del beneficio.”

La DSU è quella parte che si compila quando si fa richiesta di ISEE. Si tratta della documentazione dove vengono inseriti tutti i dati anagrafici del nucleo familiare del richiedente, e ha validità fino al 31 dicembre del medesimo anno in cui viene elaborata. In caso di qualsiasi cambiamento, dunque, è necessario presentare una nuova domanda di Reddito di Cittadinanza. Ci vorrà in ogni caso almeno un mese per i controlli, quindi è molto probabile che a febbraio l’assegno non venga erogato.

Cosa succede nel nucleo familiare con una nascita o un decesso

Può capitare che durante l’anno in cui si percepisce il Reddito di Cittadinanza avvengano dei cambiamenti al nucleo familiare, come la nascita di un figlio o il decesso di uno dei componenti. In questo caso sempre l’INPS chiarisce che: “Sia nel primo che nel secondo caso si presenta una nuova DSU solo dietro effettiva richiesta da parte dell’ente erogatore il beneficio o su scelta del dichiarante.”

Le variazioni economiche che tagliano l’assegno

Attenzione ovviamente anche all’aumento delle entrate. Mettiamo il caso che nel 2019, anno di riferimento del nuovo ISEE, uno o più componenti del nucleo familiare hanno prodotto un reddito. Anche se non si supera il tetto dei 9.360€ complessivi, l’importo dell’Assegno RDC verrà comunque ricalcolato e con ogni probabilità sarà molto inferiore ai mesi precedenti.