Postepay, prestito di 3 mila euro senza busta paga: sarà vero?

Poste Italiane offre piccoli prestiti ai possessori di PostePay Evolution, ma quali sono le reali condizioni?

In tempi di “magra” è possibile risolvere qualche debito o affrontare una spesa imprevista grazie ai mini prestiti, erogati da finanziarie o istituti bancari secondo svariate formule. Anche Poste Italiane, che a tutti gli effetti può essere considerata una banca, offre diversi prodotti: dai contratti per la telefonia alle assicurazioni auto, e persino piccoli finanziamenti. Tra le ultime novità, il prestito fino a 3.000€ riservato ai possessori di Carta Ricaricabile con IBAN PostePay Evolution. Ma forse non è tutto oro quel che luccica.

Cos’è il MiniPrestito BancoPosta con PostePay

A chi non è mai capitato di entrare alle Poste e vedersi “rifilare” svariati volantini pubblicitari? Si tratta di prodotti in vendita offerti dall’azienda Poste S.p.a e attivabili a richiesta dell’utente. Il quale, per accedervi, deve avere comunque un rapporto in essere con la suddetta società: un conto corrente, un conto telefonico, un libretto postale o una PostePay Evolution. Tra i prodotti in vendita viene sponsorizzato anche il MiniPrestito, ovvero la possibilità di ottenere fino a 3.000€ in pochi giorni e di rimborsarlo comodamente tramite addebito appunto sulla PostePay Evolution (la carta ricaricabile con IBAN n.d.r). Un prodotto del genere può rivelarsi davvero utile per molteplici esigenze: un viaggio, una cura medica specialistica, un acconto per un affitto eccetera. In più, stando alle informazioni presenti sul sito stesso delle Poste e su altri canali di comunicazione, è erogabile anche a chi non ha la busta paga.

3 fasce di finanziamento e 22 mesi per restituirlo con PostePay

Gli importi richiesti, che possono essere di 1.000€, 2.000€ o di 3.000€, vengono erogati direttamente sulla carta PostePay. Verranno prelevate rate mensili rispettivamente di 50€, 100€ e 150€. Alla fine del prestito, l’utente avrà speso – sempre rispettivamente – 100€, 200€ e 300€ di “interessi”. Tra le varie opzioni, sussiste anche il diritto di recesso, che si può far onorare dopo 14 giorni dall’attivazione del finanziamento. In caso di recesso anticipato, e dunque se l’utente vuole restituire l’importo rimanente, verranno ricalcolate le spese. Si tratta dunque di un prodotto flessibile, che richiama alla memoria altri dello stesso tipo.

Il Prestito Specialcash di Poste per chi non ha la busta paga

Un altro prodotto in vendita per “chi non ha la busta paga” – e poi capiremo come mai l’uso delle virgolette – è lo Specialcash. È rivolto ai possessori di PostePay Classica, quella gialla per intendersi o quella nuova denominata “green”. Gli importi disponibili possono variare dai 750€ ai 1.500€ e, a differenza dell’altro tipo di finanziamento, offre più variabili di rate e tempistiche di restituzione. L’addebito in questo caso può avvenire su un conto corrente BancoPosta, sulla PostePay o PostePay Evolution, ma anche sul conto corrente bancario o tramite il classico bollettino postale. Sembrerebbe un’opportunità appetibile per un giovane che non riuscirebbe a ottenere prestiti presso la Banca o altri Istituti finanziari, e sembra anche che Poste offra tempistiche di accredito veloci, solamente pochi giorni, a differenza di altre realtà che per erogare il denaro talvolta impiegano tempi biblici. Ma c’è il risvolto della medaglia.

Cosa succede quando si vuole richiedere un finanziamento alla Posta senza busta paga

Dopo aver letto il volantino promozionale o articoli in rete nei quali si sponsorizza il prodotto, viene voglia di andare in Posta e chiedere il nostro bel finanziamento. Un lettore di uno di questi articoli ci ha provato, ed ecco cosa è successo. Prima di tutto ha dovuto fissare un appuntamento presso un ufficio postale, quindi il finanziamento non è richiedibile allo sportello. Ha dovuto poi rispondere a quelli che sono i requisiti richiesti per l’accesso al credito che, sia per quanto riguarda il MiniPrestito che lo SpecialCash sono i seguenti: essere titolari di carta Postepay nominativa e ricaricabile o della Carta Postepay Evolution e avere un’età compresa tra i 18 e 70 anni al momento della richiesta.

La richiesta di un documento attestante il reddito

Al momento di esibire la documentazione necessaria, però, sorgono delle incongruenze. Oltre al documento d’identità valido, la tessera sanitaria e nel caso di cittadino straniero il permesso di soggiorno, è richiesto un “Documento attestante il reddito”. Cosa significa esattamente? Se non si è in possesso di busta paga, come si fa a dichiarare il reddito? Certo, esistono delle alternative, come ad esempio il 730, che certifica le entrate di chi lavora come autonomo.

Oppure pensiamo alla pensione di anzianità o di invalidità (ma su questo si dovrebbe aprire una parentesi poiché, come è risaputo, la pensione di invalidità non è confiscabile e quindi non è considerata un reddito vero e proprio), oppure si può anche dimostrare che si lavora con ritenuta d’acconto e valgono i bonifici ricevuti? Insomma, se bisogna dare una “garanzia” che non sia solamente il possesso della PostePay, allora le condizioni sono le medesime delle altre finanziarie o banche. Dove risieda il vantaggio, dunque, non è chiaro.

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Attenzione alle pubblicità poco chiare

Bisogna chiarire che sul sito ufficiale di Poste Italiane, nella pagina dedicata ai prodotti come il MiniPrestito, sono elencate tutte le informazioni utili. Compresa quella in cui si richiede di: “essere titolare di una Carta Postepay Evolution, un’età compresa tra i 18 e 76 anni non compiuti a fine rimborso, risiedere in Italia e avere un reddito da lavoro/pensione dimostrabile prodotto in Italia”. Non c’è nessuna truffa, insomma, ma solo la possibilità di errata interpretazione delle parole usate per sponsorizzare il prodotto, ovvero “senza busta paga”.

Per i non addetti, è facile cadere in confusione e credere di poter ottenere un finanziamento senza soddisfare determinati requisiti. È necessario dunque leggere sempre bene TUTTE le informative presenti nelle pagine web/cartacee messe a disposizione da Poste e da qualsiasi realtà che vende un prodotto/servizio. L’ignoranza non è ammessa, ed è giusto così. Attenzione però alla faciloneria con cui si è inviati a comprare questo o quel prodotto/bene/servizio. Due minuti di approfondimento faranno quantomeno evitare di perdere tempo.