Il rischio è sempre vivo, concreto, quotidiano. La nuova tecnologia però vigila sui cittadini europei più che mai.

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Il rischio che nessun cittadino vorrebbe mai correre. Che sia un semplice consumatore, cliente, oppure esercente oppure anche dipendente di una qualche struttura in cui in qualche modo è prevista la circolazione di monete e contanti. Il rischio di cui si parla, negli anni passati molto concreto, ma oggi di certo non del tutto assente, è quello di imbattersi in denaro contraffatto. Monete, banconote abilmente riprodotte al punto da trarre in inganno anche il più ferrato dei commercianti o cassieri di banca. I tempi ormai sono cambiati.

Prima, pochi accorgimenti potevano subito portare il diretto interessato a scoprire il falso e magari provare a non farselo rifilare. Oggi anche chi si adopera nella fabbricazione di valuta falsa ha ormai acquisito tecniche e capacità forse quasi impensabili, almeno in teoria. Dall’altra parte però, le istituzioni preposte al controllo oppure quantomeno alla formazione di degli stessi cittadini nel riconoscere subito esemplari potenzialmente pericolosi, per cosi dire. La Bce vigila, e da anni fa in modo che il giro di contraffazione più che mai vivo, possa essere meno aggressivo e dannoso possibile.

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I vari paesi membri della comunità europea, quelli insomma dell’area euro, negli anni hanno provato a rendere quanto più difficile possibile la vita ai falsari. Oggi, a vent’anni dalla messa in circolazione ufficiale della moneta unica, possiamo affermare che tecnologia e nuove abilità hanno di certo reso meno possibile quella dinamica che vedeva, di fatto, il falsario infilarsi con la sua merce tra le maglie del sistema senza alcun rischio di vedere andare in fumo il proprio operato. Oggi, la circolazione di valuta falsa è decisamente ostacolata dall’opera costante delle istituzioni.

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La presenza di un laboratorio in Germania, nella città di Francoforte dove regolarmente si procede all’esame ed allo studio delle varie monete e banconote contraffatte rinvenute, al fine di evidenziarne le anomalie e mettere quindi in guardia gli stessi paesi membri dell’area euro, è una realtà in linea di massima abbastanza nota. Li, strumenti innovativi e tecniche altamente tecnologiche fanno in modo di fornire in ogni caso la ricetta giusta ai cittadini, ma non solo per scovare nel minor tempo possibile una banconota potenzialmente falsa.

Eric Languillat, esperto Bce, dichiarato quanto segue, in base all’utilizzo dello stesso laboratorio tedesco: Analizziamo i campioni di tutte le banconote interessanti che abbiamo trovato nell’Unione europea e facciamo una descrizione tecnica molto accurata che inseriamo in un database accessibile a tutti i centri di analisi europei“.

Nel 2020 sono stati ritirati oltre 460mila falsi. Il numero non è certo altissimo se si considera la presenza in circolazione di circa 27 miliardi di euro. Aiuta però a comprendere che lo sforzo messo in pratica dalle istituzioni è più che mai concreto ed efficace. Il più delle volte si arriva a prevenire eventuali immissioni di valuta falsa in commercio. Le nuove tecnologie possono anticipare la messa in circolazione di determinate emissioni fasulle. I cittadini in teoria possono quindi dormire sonni tranquilli, le istituzioni tengono lontani eventuali rischi.

Il falso è più che mai una realtà, ma saperlo riconoscere è un vantaggio non da poco. Conoscere i tratti di un eventuale esemplare fasullo può aiutare lo stesso cittadino a proteggersi dal rischio. Spesso la stessa Bce ha istruito i cittadini, spesso le istituzioni nel pratico lanciano consigli su come imparare a valutare le proprie banconote qualora dovessero arrivare dei dubbi. La strada tracciata è di certo quella giusta, il futuro, in questo senso si avvia ad essere più che mai positivo.