Le pensioni del 2022 seguiranno un calendario preciso. Minime le variazioni. Possibile l’erogazione anticipata almeno fino a marzo.

Pensioni calendario 2022
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Il tempo delle pensioni non è uniforme per tutti. E non lo abbiamo certo imparato durante la pandemia. Ottenere un trattamento pensionistico, da un punto di vista della data in cui, effettivamente, si cesserà la propria attività lavorativa, godendo del ritorno dei contributi versati una vita, è una variabile difforme da un contribuente all’altro. Nel corso dell’emergenza sanitaria, però, si è assistito a una sorta di regolazione perlomeno sul piano dell’erogazione. Una decisione assunta per limitare l’afflusso incontrollato agli sportelli postali ma che, anche nel periodo successivo alla fase più critica della pandemia, è stato mantenuto per regolare sia l’erogazione che le file.

La chiamata per ordine alfabetico sembra comunque aver funzionato. Così come l’erogazione della pensione in modo anticipato, con inizio dei versamenti già alla fine del mese precedente. Ora, con l’entrata in scena del 2022, le date dei pagamenti delle indennità previdenziali sono state rese note mese per mese, sia per quanto riguarda l’Inps che l’Inail. Una procedura che avviene a ogni inizio anno nel rispetto di una “consuetudine”. Ovvero quella di effettuare i versamenti nel primo giorno del mese utile al pagamento e considerato lavorativo per la banca.

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Pensioni, il calendario del 2022 mese per mese

Questa volta, va considerato che il 2022 è iniziato in un modo diverso rispetto agli anni precedenti. A gennaio, infatti, il versamento è stato effettuato nel secondo giorno lavorativo, ovvero martedì 4. Una coincidenza fortuita dovuta alle festività. Per il resto, tutto dovrebbe funzionare come sempre, tenendo però conto che il 31 marzo dovrebbe finire lo stato di emergenza e, quindi, le modalità di erogazione previste durante la pandemia. Nel frattempo, gli istituti stanno procedendo al ricalcolo delle pensioni in base all’adeguamento al costo della vita. Il che, a ogni modo, non dovrebbe influire sulle erogazioni, le quali seguiranno le date che gli istituti di previdenza decideranno di adottare. Almeno fino a marzo, i criteri saranno quelli del periodo i emergenza.

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Poste Italiane erogheranno anche di sabato, considerato giorno lavorativo. Le banche seguiranno il loro calendario senza variazioni, se non quelle possibili dovute allo stato di emergenza. A febbraio, ad esempio, le Poste pagheranno le pensioni martedì 1, così come gli altri istituti di credito. Lo stesso avverrà a marzo e ad aprile (l’1 sarà un venerdì). A maggio, i pagamenti scatteranno lunedì 2 per tutti gli istituti di credito, mentre da giugno a settembre si riprenderà con l’1 di ogni mese. Piccola variazione a ottobre: Poste pagherà le pensioni a partire da sabato 1, mentre gli altri istituti attenderanno lunedì 3. A novembre si partirà il 2, mentre a dicembre di nuovo l’1 (giorno in cui sarà allegata anche la gratifica della tredicesima).