Lavorare alle Canarie è un’ottima scelta per chi intende cambiare vita e trovare occupazione in un luogo dai costi nel complesso minori che in Italia.

lavorare alle canarie

L’arcipelago delle Canarie non è soltanto un luogo in cui ogni anno si recano moltissimi turisti, europei e non. Tenerife, Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria sono isole dell’Oceano Atlantico, che meritano di essere considerate anche come eventuale meta per un trasferimento. Ebbene sì, da quelle parti vi sono vari elementi di interesse. Risaltano laddove il potenziale expat italiano stia valutando di trasferirsi lontano dal nostro paese, per vivere e lavorare alle Canarie.

Di seguito intendiamo offrire una guida pratica su ciò che è importante sapere prima di prendere l’aereo alla volta di questo affascinante arcipelago. Pertanto ci soffermeremo sulle caratteristiche tipiche della società del luogo, sugli aspetti legati alla posizione geografica delle Canarie, sulle peculiarità del mondo del lavoro locale. Daremo anche un’occhiata a quelli che sono i valori degli stipendi per alcune categorie di lavoratori, molto richiesti in questi luoghi. Tutto ciò ovviamente al fine di contribuire ad orientare colui che intende partire. A schiarirgli le idee in vista di un possibile trasferimento nell’Oceano Atlantico.

Canarie: meta ideale per giovani, adulti e pensionati

In più elementi, le isole Canarie si differenziano non poco dal nostro paese. Clima mite tutto l’anno, minor pressione fiscale, mondo del lavoro meno frenetico e più compatibile con la propria vita privata. Sono già tre aspetti che, indubbiamente, fanno ritenere l’arcipelago una meta interessante e da prendere in considerazione per un eventuale trasferimento definitivo.

Le isole Canarie non sono affatto sconosciute agli italiani, tutt’altro. Oltre che meta turistica tra le più gettonate, si tratta di luoghi già scelti da varie decine di migliaia di nostri connazionali, per vivere e lavorare stabilmente, e dunque per risiedere proprio in questo arcipelago ricco di storia.

Ambite anche dagli imprenditori che intendono avviare una nuova e remunerativa attività. O dai pensionati che, in virtù del citato sistema fiscale vantaggioso, possono godere di un miglior trattamento pensionistico. Proprio così. Alcuni dei motivi per cui si va a vivere all’estero in pensione, sono rappresentati dal costo della vita e dalle norme fiscali.

In linea generale, vivere e lavorare alle Canarie costa molto meno che vivere nel nostro paese. Non solo in ragione delle agevolazioni fiscali di cui questo lembo di Europa nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico gode.

Vita tranquilla ma ricca di occasioni di svago, spiagge bellissime e un mercato del lavoro aperto e dinamico, anche in considerazione di una fiscalità che premia gli investimenti, sono altri elementi che certamente giocano a favore di un eventuale trasferimento alle isole Canarie e che rendono questi luoghi una meta assai ambita per i giovani che cercano un lavoro; per gli adulti che intendono avere maggiori occasioni di carriera e di guadagno, e per i pensionati.

Insomma, non stupisce affatto che sempre più connazionali decidano di andare a lavorare alle Canarie, magari aprendo qualcosa di proprio, nell’ambizione di migliorare il proprio status economico.

Ovviamente per poter vivere e lavorare a lungo alle Canarie, sarà fondamentale imparare e perfezionare l’uso dello spagnolo, una lingua in verità non così diversa dall’italiano. Per padroneggiarla, vi sono numerosi corsi sia in Italia che nell’arcipelago. Anche un periodo di permanenza nel luogo, magari svolgendo un lavoro stagionale, potrà consentire da un lato di capire se le Canarie sono la meta desiderata, e dall’altro di migliorare l’uso della lingua spagnola.

D’altronde, la lingua ufficiale alle Canarie è lo spagnolo e i suoi abitanti, trovandosi geograficamente molto vicini all’Africa, si ritengono una sorta di ponte tra Europa, Africa e continente americano.

Canarie: il clima è un punto di forza dell’arcipelago

Se in Italia ogni anno bisogna fare i conti con almeno qualche mese di freddo e temperature anche talvolta sotto lo zero per svariati giorni, alle isole Canarie le cose stanno molto diversamente. Nelle isole in questione non è mai troppo caldo nè mai troppo freddo: si passa da un inverno a 14 gradi centigradi, ad una estate di 30°. Ma sostanzialmente le temperature sono comprese tra i 18 e i 25 gradi per buona parte dell’anno, tanto che si usa dire che alle isole Canarie è sempre (o quasi) primavera.

Dal punto di vista geografico, le isole Canarie si trovano all’incirca di fronte al Marocco, ma gli arabi non le conoscevano. Infatti, la storia ci indica che i primi abitanti sono stati proprio gli spagnoli che le hanno colonizzate e rese di fatto isole spagnole. Conseguentemente, oggi ci vive una popolazione in larga parte spagnola per cultura, lingua e religione. Pertanto, sotto questi aspetti, differenze sostanziali con l’Italia, non ve ne sono.

Le isole Canarie consistono in un arcipelago di isole grandi in tutto circa 7 mila chilometri quadrati. Per fare un paragone, praticamente tutte le Canarie sono grandi quanto l’Umbria, terra di oltre 8 mila chilometri quadrati. Pertanto, per conoscerle tutte non occorre molto tempo. Gli abitanti dell’arcipelago sono soliti usare spesso la nave per spostarsi da un’isola all’altra, ed è sufficiente un mezzo a due ruote come uno scooter, per visitare ampiamente le varie isole e farsi così un’idea ‘sul campo’ del luogo in cui eventualmente trasferirsi in futuro. Ci sono collegamenti tra le isole in traghetto a distanza di non più di tre ore.

La relativa vicinanza al nostro paese, e in generale al continente europeo, rappresenta un altro vantaggio per chi intende vivere e lavorare alle Canarie. In 4 ore, infatti, è possibile giungere a Tenerife o Gran Canaria, partendo da un qualsiasi aeroporto italiano, in 3 ore e mezzo a Lanzarote e Fuerteventura. Non poche le compagnie che compiono queste tratte, e ci riferiamo in particolare a Ryanair, Iberia, Easyjet, Meridiana e Vueling Airlines.

Non ci sono differenze sostanziali dal punto di vista del fuso orario delle Canarie rispetto all’ora del nostro paese. Bisogna infatti considerare la differenza di un’ora indietro per le Canarie, perciò molto poco.

Da notare un particolare piuttosto interessante, e che chi intende vivere e lavorare alle Canarie vorrà certamente conoscere. Da quelle parti non esistono termosifoni nelle abitazioni, per il semplice motivo che non ce n’è bisogno. Con un clima del genere, non si spendono soldi per cappotti, giacconi invernali, guanti, sciarpe, scarponi ed altri capi di vestiario invernale. Ed anche le spese per il riscaldamento sono molto contenute, in ogni caso sono decisamente più basse che in Italia.

Vero è che alle isole Canarie non mancano eruzioni vulcaniche: infatti le sette isole e i sei isolotti che formano l’arcipelago delle Canarie non sono altro che le punte di una vasta catena montuosa vulcanica. Ma si tratta di eruzioni nel complesso non pericolose e comunque mai tali da mettere a rischio la permanenza nelle isole da parte della popolazione.

Lavorare alle Canarie: costo della vita, stipendi e stabilità politica

Come accennato sopra, se teniamo conto del costo della vita da quelle parti, la scelta di vivere e lavorare alle Canarie non è azzardata. Il costo è più basso rispetto a quello nel nostro paese. E ciò non vale non soltanto per le varie agevolazioni fiscali applicate. Interessante notare che si risparmia – in modo massiccio – nelle spese per la propria abitazione, per le bollette e anche per il cibo. Vero è che occorrono meno di 1000 euro al mese per vivere in modo dignitoso alle isole Canarie.

Anzi abitare alle Canarie significa poter risparmiare circa un 30-40% al mese per tante altre spese ricorrenti come abbigliamento, trasporti e carburante. Inoltre, scegliendo di vivere in uno dei maggiori centri dell’arcipelago, il risparmio sarebbe comunque tangibile, rispetto alla vita in una grande città italiana come Roma o Milano.

Tra i pro che giocano a favore dell’arcipelago, anche la sicurezza, dato che tutte le isole sono abbastanza tranquille e con scarsa criminalità.

Per quanto attiene all’argomento stipendi, il loro ammontare cambia sulla scorta de tipo di contratto (full time o part time). In linea di massima gli stipendi non sono molto alti, ma sono proporzionati al livello del costo della vita. Attenzione però: è altrettanto vero che si può vivere bene alle Canarie solo se si può godere di una entrata fissa e non accontentandosi di lavori saltuari. Per l’expat italiano che arriva qui l’obiettivo è dunque sempre quello di svolgere un lavoro duraturo e con una buona entrata mensile.

I lavori stagionali, e magari sottopagati, possono rappresentare solo il primo step, tipico per i giovani che debbono acquisire familiarità con il luogo. Ma in seguito, per poter vivere a lungo in queste terre e non avere problemi a far quadrare i conti, occorre comunque avere un reddito fisso e pari ad almeno un migliaio di euro mensili.

Da notare altresì che alle isole Canarie c’è una sostanziale stabilità politica, e ciò contribuisce a rendere meno imprevedibile il contesto economico e quello lavorativo. Ecco perché l’intraprendenza imprenditoriale e gli investimenti non sono di certo una rarità da queste parti.

Non bisogna dimenticare inoltre che le Canarie, pur essendo parte della Spagna, sono caratterizzate da una autonomia molto avanzata, sul piano culturale ma anche politico. Dal 1982 esiste la Comunità Autonoma delle Canarie. In buona sostanza, ciò significa che per molte questioni, le attività di natura politica sono compiute da un governo e da un parlamento locali. Ecco perché non è sbagliato affermare che detta autonomia ha anch’essa contribuito a creare un clima economico intraprendente e vivace e, soprattutto, attrattivo per molti investimenti, anche dall’estero e anche dal nostro paese.

L’arcipelago è zona ultra-periferica: che cosa vuol dire?

Lanzarote, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura, La Palma, La Gomera e El Hierro sono le 7 isole dell’arcipelago e in ognuna di esse, l’expat italiano potrà trovare uno dei regimi fiscali più vantaggiosi del pianeta. Infatti le Canarie sono situate nella zona cd. “ultra periferica” (regione ultra periferica – R.U.P.). Ma che cosa significa esattamente?

In sintesi si tratta di una zona nella quale sono applicati vantaggi economici e fiscali. R.U.P. è l’acronimo di regione ultraperiferica e appunto sta a indicare quella parte di territorio di alcuni Stati UE, che si trova in aree del pianeta lontane dal continente e dai principali traffici. Proprio in ragione della loro posizione geografica, dette regioni si trovano ad affrontare una serie di difficoltà: la lontananza, l’insularità, la superficie ristretta, la topografia peculiare, per citarne alcune. Si tratta insomma di elementi che sono di fatto un vincolo per il potenziale di sviluppo futuro.

Le isole Canarie sono dunque regione ultraperiferica e sono soggette all’applicazione delle leggi comunitarie, potendo avvalersi di tutti i diritti e restando comunque vincolate a tutti gli obblighi correlati all’adesione all’UE, fatte salve specifiche misure o deroghe. Ma appunto, data la loro particolare posizione geografica e le collegate difficoltà, si è reso obbligatorio adeguare le politiche UE alla loro situazione speciale. Le misure attengono in particolare alle politiche doganali e commerciali, politica fiscale, zone franche, politiche in materia di agricoltura e di pesca e condizioni di fornitura delle materie prime e beni di consumo primari. Non solo, in base alle norme UE vigenti, anche le norme inerenti agli aiuti di Stato e alle condizioni di accesso ai fondi strutturali e ai programmi orizzontali dell’Unione possono essere adeguate alle esigenze di queste regioni.

Lo status di regione ultraperiferica è dunque un dettaglio di cui tener conto per vivere e lavorare alle isole Canarie. Infatti, ciò comporta una serie di misure e manovre del Governo centrale, nella precisa finalità di promuovere lo sviluppo economico e sociale e la diversificazione produttiva dell’arcipelago. In altre parole, dette misure si traducono e definiscono un regime fiscale ed economico sicuramente vantaggioso per imprenditori ed investitori, non solo spagnoli ma anche di altri paesi.

Tuttavia attenzione anche al seguente dettaglio: rientrare nelle zone cd. R.U.P. non significa essere inclusi tra i “Paradisi Fiscali”. Pertanto le isole Canarie non sono inserite nella “Black List” di riferimento.

Lavorare alle Canarie: documenti da possedere e burocrazia da rispettare

Dal punto di vista burocratico, è necessario fare alcune precisazioni. Sicuramente saranno di sollievo per i cittadini italiani. Come è ben noto, le isole Canarie sono incluse nell’area UE. Pertanto se si decide di vivere e lavorare in questo arcipelago, non è obbligatorio ottenere un visto ad hoc (se si è cittadini europei appunto).

In altre parole, il percorso è semplificato. Per avere accesso al paese, è sufficiente portare con sé un documento di riconoscimento, vale a dire carta di identità o passaporto in corso di validità. Si tratta evidentemente di un oggettivo vantaggio, in particolare per gli italiani che vogliono cercare lavoro sul posto e non dall’Italia.

Tuttavia ogni expat italiano che intende vivere e lavorare alle Canarie, deve pur sempre ricordare che occorre rendersi ’visibili’ alle autorità locali, se lo scopo è di restare a lungo nell’arcipelago. Per quanto riguarda i documenti specifici per lavorare, sottolineiamo che alle isole Canarie si può lavorare senza residenza ma, comunque, saranno indispensabili:

  • il NIE (Número de Identidad de Extranjero): vale a dire un numero di identificazione dei cittadini stranieri, che è necessario per poter vivere e lavorare alle Canarie;
  • l’Empadronamiento: nella prassi emesso dal Comune in cui si andrà a vivere e che comprova la presenza e residenza sul territorio dell’arcipelago in questione. Il documento è essenziale poiché, in mancanza di esso, non si può fare domanda per il NIE;
  • il Numero de Seguridad Social: è uno step fondamentale, che si compie via web o presso uno degli uffici preposti della Tesoreria della Seguridad Social. Questo numero identificativo è anch’esso fondamentale, in quanto serve per ottenere prestazioni sanitarie, per i disoccupati e la pensione.

Non possiamo poi dimenticare che l’interessato a vivere e lavorare alle Canarie dovrà anche aprire un conto corrente spagnolo e ottenere una Sim Card spagnola. Inoltre, vero è che il sistema sanitario copre l’assistenza di base, ma a questa è possibile aggiungere un’assicurazione privata, al fine di aver accesso a molti servizi specialistici.

Inoltre, per tutti coloro che intendono avviare un’attività imprenditoriale alle Canarie, è consigliabile prendere contatti con un commercialista o con un fiscalista del posto. Questi infatti potrà dare tutte le informazioni di dettaglio ed essenziali per la fase iniziale dell’attività.

Lavorare alle Canarie: settori chiave, imprenditoria, ricerca del lavoro

Di certo non sorprende che il settore di punta delle isole Canarie è e resta quello turistico. Il turismo è infatti il fiore all’occhiello dell’arcipelago ed anzi rappresenta il principale pilastro economico della comunità autonoma, contribuendo al PIL in modo molto consistente. Ogni anno, milioni e milioni di persone fanno una vacanza qui, perciò si tratta di una buona destinazione per tutti coloro che hanno una formazione e un’esperienza professionale nell’ambito (cuochi, camerieri, baristi ecc.) e per coloro che, in veste di imprenditori, intendono investire qui.

Il lavoro al bar, in albergo o il lavoro estivo per i giovani sono tutto sommato facili da trovare. Nei mesi estivi, c’è una forte richiesta di baristi, commessi, camerieri, addetti alle pulizie e personale di sicurezza nei locali.

Ma non c’è solo il turismo. Gli altri pilastri economici della regione sono l’edilizia e l’agricoltura. Infatti pur essendo isole di origine vulcanica, vi sono molte coltivazioni di pomodori, patate e una ampia gamma di altre verdure e frutta. Ecco perché trovare lavoro in qualche azienda agricola locale, non sarà di certo impresa impossibile.

Vero è che nella prassi, la maggioranza degli italiani che sceglie di vivere e lavorare alle Canarie, non lo fa per trovare un lavoro subordinato ma, se mai, per crearsi qualcosa di proprio. Vale a dire un’attività imprenditoriale ed indipendente, che consenta di fare di guadagnare in modo soddisfacente.

Anzi, nello specifico caso in cui si abbia intenzione di avviare un’impresa o di trasferire alle Canarie la propria attività lavorativa, la prima cosa da fare è assicurarsi che nell’arcipelago sussistano le condizioni necessarie per svolgerla. Per fare un esempio concreto, se il potenziale expat lavora con il web e internet, è auspicabile assicurarsi che i luoghi in cui si intende andare a vivere, siano ben forniti a livello di servizi di comunicazioni e che sia in concreto possibile gestire i propri clienti in remoto. Oggi, in tempi di forte diffusione dello smart working, si tratta di considerazioni che hanno grande peso.

Se, invece, l’intenzione è quella di trasferirsi e vivere alle Canarie, per cercare un lavoro, ad es. nel settore della ristorazione o del turismo, è opportuno programmare l’arrivo nell’arcipelago prima della stagione turistica. Ciò al fine di avere il tempo per ‘tastare’ il terreno e per presentare il proprio CV allo scopo di trovare lavoro.  Va da sé che è meglio compilare il CV sia in spagnolo che in inglese, stando ben attenti a non commettere errori ortografici.

Se ci si domanda quale delle 7 isole dia maggiori opportunità, dobbiamo rispondere che ogni isola ha qualcosa da offrire. Ma forse l’isola migliore da cui partire per cercare lavoro è Gran Canaria, in cui è presente tra l’altro una vasta comunità italiana e sono situati sono molti uffici e imprese.

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Lavorare alle Canarie: quali sono gli stipendi?

Il salario medio per chi lavora alle Canarie è di circa 1000 euro al mese: si tratta certamente di una cifra non elevata, ma – come accennato in precedenza –  il costo della vita è più basso che in Italia, e dunque proporzionato alla minor entità della retribuzione.

Effettuando alcune ricerche sui portali del lavoro che si occupano anche dell’occupazione alle Canarie, è possibile tracciare un quadro di sintesi degli stipendi in questo arcipelago. Ma attenzione: quelle che seguono sono pur sempre stime, e possono differire dal contratto e dal caso concreto dell’expat italiano che trova lavoro là. Ecco dunque le cifre per alcune professioni molto diffuse, che aiutano a farsi un’idea dello stipendio:

  • Segretario: 1.000 – 1.200 euro;
  • Ragioniere: 1.500 – 1800 euro;
  • Architetto: 1.800 – 2.400 euro;
  • Muratore: 1.100 – 1200 euro;
  • Ingegnere: 2.200 – 2.500 euro;
  • Traduttore: 1.300 – 1.600 euro;
  • Cameriere d’albergo: 1.000 – 1.200 euro;
  • Cuoco: 1.200 – 1.800 euro;
  • Idraulico: 1.100 – 1.200 euro;
  • Medico: 4.000 – 4.500 euro;
  • Dentista: 4.500 – 5.000 euro;
  • Farmacista: 2.800 – 3.000 euro;
  • Infermiera: 1.500 – 2.000 euro;
  • Insegnante: 1.500 – 1.800 euro.

Concludendo, è chiaro che elementi come la conoscenza della lingua spagnola (e inglese), un buon titolo di studio (in particolare laurea tecnica o di ambito medico) e una solida esperienza professionale, sono in grado di fare la differenza e consentire di svolgere un lavoro ben remunerato. Mentre per quanto attiene alle attività imprenditoriali, pur piuttosto diffuse nell’isola (specialmente in ambito turistico e edile), non è ovviamente possibile dare delle indicazioni di massima. Sarà il singolo imprenditore a dimostrare di avere tutte le capacità per generare un profitto all’interno di un arcipelago ricco di opportunità.