La rateizzazione delle cartelle esattoriali torna alle regole pre-Decreto Rilancio. Il Fisco applica la suddivisione del debito con regole più stringenti.

Debiti Fisco
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L’adeguamento delle scadenze fiscali è stato uno degli argomenti cardine nel corso del 2021. La situazione portata dalla pandemia ha imposto una sterzata in termini di sostentamento ai contribuenti. La quale si è tradotta perlopiù in una dilazione dei termini di pagamento e, più in là, in agevolazioni fiscali (detrazioni e sconti in fattura vari). Per il 2022, con la ripresa dell’attività di riscossione e solo una mini-proroga per alcuni casi specifici, la rateizzazione delle cartelle esattoriali diventa l’unico vero strumento per contrastare le difficoltà col Fisco. Anche perché in Legge di Bilancio non sono state previste ulteriori agevolazioni “cuscinetto” per i contribuenti.

Questo non toglie che alcune misure specifiche sono state approntate per sostenere le difficoltà del periodo di ripresa. Anche se sono pronti a rientrare dei limiti altrettanto specifici, come la decadenza del piano di dilazione dopo cinque rate non pagate. Stesso discorso per la soglia dei 60 mila euro di debito in caso di situazione di difficoltà economica (a patto che lo stato sia attestato da apposita documentazione). Per il 2022, tuttavia, alcune regole sono destinate a cambiare. E il pagamento a rate rientrerà fra queste anche se, in senso pratico, non cambieranno regolamenti in senso strutturale.

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Debiti col Fisco: cosa succede con la rateizzazione

Fino al 31 dicembre sono rimaste in vigore le agevolazioni del Decreto Ristori, con una rateizzazione messa in modo semplice: 10 rate non pagate prima di perdere la dilazione, soglia di debito a 100 mila euro e nessuna necessità di presentare documentazione attestante lo stato di difficoltà economica. Una pratica estremamente snella, ufficialmente decaduta con l’arrivo dell’anno nuovo. Per questo, chi ha fatto richiesta di rateizzazione col Fisco entro quella data, potrà continuare a beneficiare del piano valido fin tutto il 2021. Niente più agevolazioni dall’1 gennaio 2022. Torna a scendere la soglia per la rateizzazione automatica (attestandosi di nuovo a 60 mila euro), ottenibile comunque tramite il sistema “Rateizza adesso” dell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. E, questa volta, bisognerà presentare documentazione apposita attestante lo stato di bisogno economico.

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Ritorna anche il limite delle 5 rate non pagate per far decadere il beneficio. Inoltre, per gli importi oltre i 60 mila euro, la domanda andrà presentata tramite gli indirizzi PEC riportati nel modello di rateizzazione. Alla quale andranno allegate le documentazioni Isee per dichiarare la condizione di difficoltà economica. In caso di accoglimento della richiesta, il debito potrà essere esteso fino a un massimo di 72 rate. Col Decreto Rilancio, la domanda potrà essere presentata anche in caso di inefficacia della Rottamazione-ter e del Saldo e stralcio. La proroga può essere richiesta solo una volta e si dividerà in ordinaria (ulteriori 72 rate e 6 anni) e straordinaria (120 rate e 10 anni). La richiesta dovrà essere motivata da un peggioramento della condizione economica.