La ricerca avanza ma le malattie neurodegenerative restano un campo ancora per la maggior parte da esplorare. Per questo vigono agevolazioni per chi ne soffre.

Malattie neurodegenerative
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La ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha dedicato particolare attenzione alle cosiddetta malattie neurodegenerative. Patologie difficilmente contrastabile, come suggerisce il loro nome, e purtroppo sempre più frequenti in tempi recenti. L’implementazione della ricerca ha portato a ipotizzare che alcuni ritrovati, quali i probiotici e i prebiotici, potessero a rallentarne gli effetti e la progressione. Di lavoro però ce n’è ancora molto. E malattie quali la demenza o il morbo di Alzheimer restano frontiere decisamente complesse da varcare per la scienza. Alcuni scienziati della Jiangnan University, in Cina, hanno avviato alcuni studi in questo senso, cercando di determinare quanto, effettivamente, i probiotici possano influire su Alzheimer o MCI.

Al di là di alcuni risultati definiti incoraggianti, il campo resta ancora perlopiù da esplorare. E chi è affetto da malattie simili deve affidarsi a quanto la scienza è riuscita finora a mettere a disposizione in termini di diagnosi precoce più che di cura. Ecco perché, in presenza di patologie come Parkinson e lo stesso Alzheimer, vengono messi a disposizione dei sostegni specifici, volti sia a un piano assistenziale che di cura. Questo perché, oltre a gravare su chi ne è affetto, la malattia può farlo anche su chi assiste.

Malattie neurodegenerative, come ottenere un assegno di accompagnamento

Le patologie in questione danno diritto a una percentuale di invalidità civile, determinata da una Commissione medico legale. Questo perché, in modo progressivamente più incisivo, finiscono per interferire con le attività quotidiane, sia domestiche che lavorative. E, in questi casi, l’assistenza più o meno continuativa diventa imprescindibile. Ad esempio, qualora venga riconosciuta un’invalidità al 100%, si potrà ottenere l’accompagnamento senza che vi siano limiti reddituali o di Isee a pesare sul riconoscimento. Il verbale di accertamento ai sensi della Legge 104, dovrà riportare chiaramente la necessità di un accompagnamento per handicap grave. Il quale si traduce ad esempio nell’impossibilità di deambulare o di compiere anche gli atti più basilari della vita quotidiana.

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Qualora la domanda vada a buon fine, si otterrà la cosiddetta indennità di accompagnamento, ovvero dodici mensilità ottenibili già a partire dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda. La quale, per inciso, dovrà essere presentata all’Inps. L’assegno si affianca ad altre agevolazioni specifiche, attribuite in base alla gravità della patologia. Si va da prestazioni economiche ad altre di tipo assistenziale. E anche lavorative, traducibili in giorni di permesso e congedo straordinario fino a due anni. Va però ricordato che, in caso di ricovero del richiedente (presso strutture statali) per più di 29 giorni, l’assegno verrebbe sospeso momentaneamente.