Metaverso, la realtà aumentata sostituirà il tuo medico: ecco come

La tecnologia più innovativa per curare alcune malattie entra nel Metaverso: si potranno risolvere alcuni problemi comodamente da casa grazie alla realtà aumentata

Teletrasporto e Metaverso

Ci sono importanti novità che riguardano quello che sarà il nuovo modo di vivere, ovvero il Metaverso. Non solo videogiochi, shopping, lavoro o concerti con gli amici: le nuove tecnologie ci stanno portando verso un approccio completamente diverso anche in ambito medico. Tutto ciò è possibile grazie alla realtà aumentata, che di fatto – si perdoni il gioco di parole – è una realtà già affermata e che attende solo di espandersi. Ma quali malattie si potranno curare? Ecco quali sono le applicazioni mediche attuali e cosa ci aspetta nel (vicinissimo) futuro.

Realtà aumentata e realtà virtuale sono la stessa cosa?

Prima di scoprire quali sono le nuove frontiere della medicina, vale la pena soffermarsi un attimo sulle definizioni, anche perché alcuni concetti sono relativamente nuovi per molte persone e quindi un po’ più difficili da “digerire”. Realtà aumentata e realtà virtuale sono due tipi di tecnologia (ed esperienza) molto diverse tra loro, e una volta compresi i meccanismi si riesce anche a visualizzare meglio in quali comparti siano più adatte.

La realtà virtuale, conosciuta anche come VR, è quella che comunemente viene associata ai videogiochi: grazie a tecnologie innovative viene creato un ambiente totalmente digitale e artificiale, anche molto simile alla realtà o comunque capace di far provare esperienze molto intense a chi vi entra. Parliamo ad esempio dei visori, che permettono ad una persona di guidare una macchina, pilotare un aereo o esplorare un pianeta alieno, tanto per dirne alcune, e farla sentire così partecipe che può sembrare tutto molto reale.

La realtà aumentata, o AR, invece è in grado di offrire un’esperienza non solo più immersiva, ma anche in grado di coinvolgere direttamente tutti i sensi: grazie a software e dispositivi altamente tecnologici (sistemi audio integrati, cyber-gloves, ma anche veri e propri arti virtuali) si ha la percezione di essere davvero in un determinato ambiente/situazione e di poter interagire attivamente con tutto il corpo, la testa e gli arti. E ovviamente di poter spostare oggetti, manipolarli e tutto ciò che si farebbe in un mondo reale con oggetti reali.

Quali malattie potremo curare nel Metaverso

Dalle considerazioni di cui sopra, si evidenziano dunque le enormi potenzialità che verranno sviluppate in tantissimi comparti. Compreso quello medico. Sì, perché attivando determinati tipi di esperienza si potranno curare problematiche sia fisiche (ad esempio nel comparto della riabilitazione) sia psicologiche (patologie o fobie mentali). Ma anche effettuare diagnosi accurate con la telemedicina. Oppure “telecomandare” un mini robot che possa effettuare vari tipi di intervento. Per esempio una fasciatura, un’iniezione, piccoli medicamenti o interventi chirurgici che attualmente vengono fatti per lo più di persona.

Ad oggi in effetti i mini robot sono una presenza sempre più frequente nelle sale operatorie. È stato già dimostrato che il robot offre numerosi vantaggi, come ad esempio l’accuratezza delle incisioni e le conseguenti minor cicatrici. Inoltre, la degenza dei pazienti si è rivelata anche più corta e meno fastidiosa nella fase post-operatoria. In pochi anni si potrebbe entrare nel Metaverso e ricevere un’analisi accurata, espletare delle sedute di fisioterapia senza muoversi dal salotto, oppure sperimentare cure psicologiche, magari indossando un “Avatar” anonimo per preservare la privacy.

Aracnofobia? Mai più

È notizia di pochi mesi fa. Alcuni ricercatori dell’Università di Basilea hanno sviluppato un’app per smartphone basata sulla tecnologia della realtà aumentata per curare una fobia molto diffusa tra le persone: la paura dei ragni. Il funzionamento dell’app segue la teoria “dell’esposizione”. In pratica fa provare all’utente l’esperienza di toccare un ragno o prenderlo tra le mani per arrivare a sviluppare una sorta di “abitudine” ad affrontare la paura, fino a sconfiggerla. Nell’app ci sono ovviamente più livelli da superare e valutazioni finali che suggeriscono come procedere.

I risultati di un sondaggio condotto dagli stessi ricercatori su un campione di 66 persone hanno evidenziato come – dopo l’utilizzo dell’applicazione – molti abbiano avuto reazioni emotive più lievi di fronte a ragni veri. Naturalmente, non si tratta ancora di una cura efficace per i casi più gravi. Infatti gli stessi sviluppatori suggeriscono di rivolgersi a specialisti in caso di fobie altamente limitanti. In definitiva, però, è già un primo passo molto importante che non può che migliorare ed espandersi per curare altre “paure”.

Terapia attiva nei disturbi psichiatrici

Immaginiamo allora che lo stesso tipo di tecnologia e meccanismo verrà applicato anche ad altri disturbi mentali, più o meno importanti. Grazie alla realtà aumentata, i medici potranno sottoporre i pazienti a test molto più efficaci di quelli attuali, potendo far vivere esperienze “vere” e quindi analizzare le reazioni altrettanto “vere” dei malati. E di conseguenza attuare e programmare attività di vario tipo a scopo curativo e, appunto, terapeutico. Il tutto, non dimentichiamolo, “comodamente da casa”. In totale sicurezza per tutti gli attori coinvolti.

Metaverso e realtà aumentata utile nella riabilitazione fisica

La tecnologia della realtà aumentata offre interessanti sviluppi anche nel trattamento di problematiche di mobilità del corpo legate a traumi, incidenti, patologie degenerative o anche psichiche. Grazie alla “Telepresenza immersiva virtuale” si potranno simulare determinati scenari in cui “immergere” il paziente, che sarà stimolato a reagire.

Pensiamo a chi soffre di Parkinson o di limitazioni motorie derivanti da Ictus, oppure a chi ha fobie (ad esempio dell’altezza o dei luoghi chiusi) o poca coordinazione dovuta ad Autismo o altri problemi psichiatrici. Con apposite terapie, il paziente potrà superare i vari tipi di disturbo agendo sul fattore mentale e su quello fisico grazie ad appositi strumenti e sensori, il tutto sempre “a distanza” ma in totale sicurezza.

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Pronto Soccorso a portata… di visore

Anche all’esterno del Metaverso, potrebbe succedere di aver bisogno di aiuto. Ecco che alcuni studenti hanno già creato un prototipo di strumento AR, chiamato “Smart Helmet”. Si tratta di un vero e proprio casco dotato di occhiali a realtà aumentata, che permette al medico/utente di supportare un intervento di primo soccorso. Mentre si attende l’ambulanza, infatti, si possono inviare i parametri vitali del paziente o chiedere aiuto “virtuale” a medici in tutto il mondo. E non da ultimo trasmettere tutte queste informazioni a scopo formativo ad altri utenti o specializzandi.

I mezzi ci sono tutti, dunque, per poter vivere quella che è già chiamata Medicina 4.0 o Medicina Robotica, e migliorare la qualità della vita in ogni suo aspetto. Anche nel Metaverso.

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