Altro che far quadrato contro la pandemia. L’ibuprofene, secondo un’inchiesta di Striscia la Notizia, sarebbe protagonista di un caso di prezzi gonfiati.

Scandalo ibuprofene farmacie
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Il periodo di emergenza comune, almeno in teoria, dovrebbe spingere una comunità a far quadrato contro le avversità. Indurre i suoi membri a sostenersi reciprocamente, a collaborare per tornare il più presto possibile alla vita precedente. E magari, perché no, riscoprirne quel valore dato per scontato in tempo di tranquillità. La bagarre sui vaccini, con scontri sempre più accesi tra favorevoli e contrari, ha dimostrato che non sempre le cose vanno così. E lo stesso vale per l’aumento esponenziale dei rischi informatici, laddove la pandemia ha necessariamente implementato i servizi fruibili, soprattutto in relazione ai pagamenti. Elementi che portano a credere come, al netto dei tanti esempi virtuosi, quel bisogno di sostegno reciproco non abbia convinto tutti a operare in tal senso.

Se poi una concezione simile si trasferisce anche all’ambito sanitario c’è poco da star tranquilli. L’ultima indagine di Striscia la Notizia, andata in onda nell’edizione del 22 dicembre, svela un nuovo caso di prezzi gonfiati, riguardante uno specifico prodotto di farmacia. Si tratta dell’ibuprofene, ovvero il secondo farmaco più diffuso su scala nazionale, il cui “coinvolgimento” nel caso è stato rivelato dall’inchiesta dell’inviato Max Laudadio. Considerandone la diffusione, quella che arriva via schermo agli italiani è una vera e propria doccia gelata.

Ibuprofene, il caso dei prezzi gonfiati: l’indagine di Striscia

Si tratta del secondo focus del tg satirico di Canale 5 sui farmaci, dopo una prima inchiesta svolta sul paracetamolo. Il problema dell’ibuprofene riguarda ancora una volta un caso di prezzi gonfiati, ovvero la messa in vendita del prodotto specifico a un costo superiore rispetto agli standard di altri Paesi. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, emerso a seguito del confronto tra i prezzi italiani e quelli di alcune Nazioni europee. Quello che ne è venuto fuori ha dell’incredibile. Il rincaro, in Italia, si attesterebbe a percentuali impressionanti rispetto a Paesi come Spagna (+383%) e Regno Unito (+625%). E il confronto sarebbe impietoso anche rispetto ad altri Paesi.

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Secondo Striscia, ad esempio, l’ibuprofene sarebbe più caro rispetto al Belgio, dove una confezione da 30 compresse figura a 0,18 euro a pastiglia. Ovvero, in Italia ci si attesta a un 61% in più. Numeri sconfortanti anche rispetto a Paesi Bassi (222% in più) e Albania (163%). L’inviato del tg ha chiesto informazioni sul tema, ottenendo come spiegazione che i rincari non sono tali da giustificare il prezzo più alto. Il prezzo a cui si fa riferimento è il prezzo consigliato dal produttore, mentre sarebbe necessario risalire al prezzo amministrato come avviene per i farmaci con ricetta.