Siti pirata: guardi la partita gratis ma non puoi immaginare quanto rischi

Ammontano già a 300mila gli euro in multe sollevate ai siti pirata. A pagare, però non sono solo le aziende illecite, ma anche gli utenti

Siti pirata

La Guardia di Finanza smantella regolarmente attività illecite sulla diffusione di contenuti perlopiù in streaming: partite di calcio, film e serie TV. Le multe sono salatissime, ma esistono anche altri pericoli

Un italiano su 3 non conosce i rischi legati alla fruizione di contenuti illeciti. Alcune indagini mostrano come ci sia molta poca conoscenza dei problemi a cui si può andare incontro attivando abbonamenti fasulli. Quello che può sembrare all’inizio un risparmio, si può pagare in seguito, ad un prezzo anche molto salato.

L’indagine condotta da Fact: quello che è emerso è sconcertante

Un’organizzazione britannica di nome Fact, impegnata nella protezione delle proprietà intellettuali, ha indetto lo scorso anno un’indagine, coinvolgendo un migliaio di persone, per comprendere le dinamiche dell’uso dei siti pirata. Dalle domande e risposte date dai partecipanti, ne fuoriesce una totale “ingenuità” su quali possono essere i reali rischi di coloro che usano i servizi offerti da piattaforme illegali. Il 14% degli intervistati non immaginava neanche lontanamente che ciò che stava facendo (esempio guardare le partite di calcio su canali non ufficiali) mentre l’86% ne era consapevole, ma non percepiva in alcun modo un potenziale pericolo. Un 60% coinvolto nell’indagine, dopo aver saputo cosa rischiava nel concreto, ha deciso di prestare più attenzione e ha cambiato idea sulla realtà dei siti pirata. Il 40% di questi, ha poi dichiarato che avrebbe sconsigliato ad amici e parenti di utilizzare siti pirata per spendere di meno. Perché, come ha illustrato Fact, ciò che si può andare a pagare in seguito può essere davvero tanto.

Il CEO di Fact, Kieron Sharp ha poi dichiarato a conclusione dell’indagine che: “Sembra esserci scarsa conoscenza dei rischi cui vanno incontro gli utenti di certi servizi. Di conseguenza, in molti si espongono inconsapevolmente ai pericoli legati a questo fenomeno. Eppure, il furto di identità, le frodi, i malware e virus per i dispositivi sono dei rischi molto concreti.” Andiamo allora a scoprire quali sono questi rischi reali.

La pirateria è una criminalità organizzata

Accedere a siti pirata per vedere contenuti gratis o a prezzi ridotti può sembrare molto allettante. In fondo, si tratta di un’attività svolta all’interno della propria abitazione, per cui potrebbe sembrare di essere al sicuro. Certamente non piace a nessuno pagare abbonamenti a grandi realtà per vedere partite di calcio o sport, film o cartoni animati. Per non parlare poi della pubblicità, dei canoni obbligatori anche per la Tv di Stato e per la connessione ad Internet. Si potrebbe aprire un dibattito eterno. Chissà quali sarebbero le conclusioni. Di fatto, però, se qualcosa viene dichiarato illegale, è molto rischioso “far finta di niente”. La Legge non a caso non ammette ignoranza. Basterebbe pensare che chi diffonde questi contenuti è un criminale a tutti gli effetti. Non è un “animo buono” che per chissà quale motivo vuol far risparmiare gli utenti.

Malware, furto d’identità e conto corrente svuotato

Chi sta dietro a siti pirata fa parte di organizzazioni molto ben strutturate, che tentano gli utenti con “oggetti del desiderio”. In realtà vogliono solo fregare soldi. Ma come possono farlo? Viene da chiedersi. Anche senza essere esperti informatici si può cercare di capire le dinamiche. Chi accede a questi siti offre, inconsapevolmente, una porta d’accesso ai propri dati. Questi dati, anche se protetti, possono essere scovati e usati per le più svariate attività illecite. Una su tutte è il furto di identità. I malviventi possono clonare il numero di telefono e utilizzarlo per eseguire crimini. Una volta che il proprio nome spunta fuori da qualche indagine di Polizia, come si va a spiegare di non essere coinvolti? Un avvocato difensore sicuramente potrà togliere dai guai il malcapitato, ma di sicuro costerà molto di più che un abbonamento a Netflix, tanto per citarne uno.

Fragilità digitali

Non sono meno “costosi” i danni che si rischiano se i criminali si appropriano di credenziali bancarie, password di social e via discorrendo. Sono capaci di svuotare il conto in pochi clic, e soprattutto ottenere (tramite la rubrica o i contatti personali dell’utente) altre potenziali ghiotte vittime a cui sottrarre tutto il sottraibile. L’accesso ai dispositivi mobili, infatti, rende fragili verso ulteriori frodi: dallo spam che semina virus nel Pc (altro prezioso scrigno colmo di informazioni personali) a SMS che tentano di far effettuare acquisti (magari fasulli) con carta di credito, fino al furto delle foto presenti nel cellulare (pensiamo a tutti coloro che hanno foto di figli piccoli) che possono finire in mani molto pericolose. E perché no, si può diventare anche vittime di ricatti veri e propri, magari perché si è visionato del materiale pornografico o perché si tengono nel cellulare video molto molto personali.

Basta far due conti velocissimi per capire che, forse, è davvero meglio pagare una quota mensile a società serie che offrono un reale servizio, e guardare film e partite senza pensieri.

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Multe da capogiro

Anche i più “reticenti” a credere che si possa subire un danno ingente utilizzando siti pirata, dovrebbero però ricredersi leggendo un po’ i titoli dei giornali. Mentre noi ci godiamo il campionato, la Guardia di Finanza non smette di lavorare e produce ottimi risultati. Forse qualcuno avrà sentito parlare dell’”Operazione Perfect Storm” del 2020, che ha portato allo smantellamento di oltre 700 siti web e 300 piattaforme IPTV pirata. Nonché all’arresto di un componente della banda. Sono stati sequestrati anche più di 10 milioni di euro e sono stati segnalati 5 milioni di fruitori di suddetti servizi illegali. All’inizio di quest’anno, invece, la GDF di Varese ha arrestato un cittadino con l’accusa di “reati di contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni, violazione della proprietà intellettuale e frode informatica”. Ma non è tutto. I reati fiscali sono stati contestati anche ai fruitori dei servizi in abbonamento offerti dal malvivente e sono state elevate multe per 300 milioni di Euro. La legge parla chiaro. Chi crea un sito pirata deve pagare, ma gli utenti non vengono considerati “da meno” rispetto ai criminali. Sono previste pene pecuniarie e anche l’arresto. Infatti, chi viene sorpreso a usufruire di contenuti illegali rischia una multa da 150 Euro che può arrivare anche oltre i 1000. Attenzione dunque, forse conviene approfittare delle offerte del momento e attivare un abbonamento sicuro e legale.