Pensione, quando toccherà ai nati negli anni ’60: l’età cambia tutto

L’accesso alla pensione per chi è nato fra il 1960 e il 1963 varia in base ad alcuni dettagli. Primo fra tutti l’Isopensione ma anche i trattamenti anticipati.

Pensione Anni Sessanta
Foto © AdobeStock

La riforma del sistema pensione dovrà garantire un’equità generale, sia per i lavoratori che hanno iniziato la loro attività prima della data limite del 1996 (entrata in vigore del sistema contributivo) che successivamente. Al momento, la strada sembra più che altro quella dell’accompagnamento da un anno all’altro, con il rafforzamento di misure d’anticipo e l’instaurazione di provvedimenti ad hoc per il passaggio alla riforma vera e propria. Una situazione che lascia ancora qualche dubbio per alcune categorie di lavoratori. Una delle incognite, per esempio, riguarda i nati negli anni Sessanta, per i quali vigono regole differenti legate alla posizione contributiva, a seconda che il lavoratore sia nato in un anno piuttosto che in un altro.

Un nato nel 1960, ad esempio, possono valere le opzioni di pensionamento anticipato oppure la Quota 41. Si tratta infatti di lavoratori che compiranno 62 anni nel 2022 e che potranno approfittare di Opzione Donna che, eventualmente, dell’Ape Sociale. Oltre che dell’Isopensione (ovvero l’accompagnamento). A patto di aver raggiunto la contribuzione minima prevista per richiedere tali agevolazioni. Altrimenti, l’opzione resterà attendere la pensione di vecchiaia, prevista al compimento dei 67 anni con un minimo di 20 di versamento contributivo.

Pensione per i nati negli anni Sessanta: quando tocca e a quale età

Chi compirà 61 anni nel 2022, potrà allo stesso modo godere della pensione anticipata. Tramite le stesse modalità. L’alternativa a quella di vecchiaia è il requisito minimo dei 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. I requisiti andranno però maturati obbligatoriamente entro il 31 dicembre. Ai nati nel 1961, inoltre, è concesso l’accesso all’Isopensione, trattamento che si basa su un’intesa stipulata fra dipendente e azienda. Il primo, qualora sia in possesso dei requisiti, potrà richiedere l’accompagnamento alla pensione fino al periodo di pensione di vecchiaia, che di fatto andrà entrare in vigore sostituendo il trattamento. Per quanto riguarda il pensionamento anticipato, nel 2021 e nel 2022, potrà essere richiesto per chi ha iniziato a lavorare prima del diciannovesimo anno di età.

LEGGI ANCHE >>> Pensione, nessuno resterà senza assegno mensile, anche senza contributi: gli importi del 2022

Qualora risultino contributi versati prima del diciannovesimo anno di età, sarà automatica la possibilità di entrare fra i beneficiari di Quota 41, ovvero il trattamento riconosciuto ai lavoratori precoci. Lo stesso valido per chi ha svolto la propria attività in mansioni gravose. I nati nel 1962, quindi, potranno andare in pensione tramite iscrizione all’Assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive o esclusive della stessa. Oppure in caso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, quindi prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema. Chi si troverà in condizione di poter richiedere la pensione come lavoratore precoce, dovrà però figurare in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento o dimissioni o risoluzione. Oppure in stato di invalidità superiore o pari al 74%, o anche in condizione di assistenza a un parente in stato di handicap.