Prelievi, dalle commissioni alla trasparenza: cosa sta succedendo davvero

Cambieranno davvero i prelievi nel 2022? E come funzionerà con i costi di commissione? Alcuni chiarimenti arrivano direttamente da… Bancomat.

Prelievi commissioni basse
Foto © AdobeStock

Negli ultimi mesi, specie dopo l’introduzione di normative più stringenti contro evasione e riciclaggio, in merito ai prelievi bancari si è detto davvero di tutto. Tanto da rendere difficile capire effettivamente quali saranno le nuove regole, fra commissioni, sanzioni e limitazioni varie. Anche perché nel discorso rientrano direttamente i contanti, quindi il denaro liquido da utilizzare per le commissioni più impellenti. Il punto è che la situazione non è chiara nemmeno da questo punto di vista, se non sul lato del tetto massimo per i pagamenti (e quindi per i prelievi stessi) che scenderà a 999,99 euro.

Tuttavia, le maggiori incomprensioni riguardano proprio il futuro dei bancomat, o meglio, degli sportelli Atm. Il cui futuro appare incerto, visto che alcuni istituti di credito hanno optato per la chiusura e altri per l’applicazione di pesanti commissioni per chiunque non è proprio cliente. Un quadro piuttosto variabile. Dietro al quale, però, come detto c’è più di qualche perplessità. Secondo quanto riferito a Il Giornale da Alessandro Zollo, amministratore delegato di Bancomat (l’Spa formata da 120 gruppi bancari che forniscono carte di credito), in Italia avvengono ogni anno “circa 550 milioni di prelievi tramite atm”. In modo peraltro gratuito se questi avvengono nella propria banca.

Prelievi, quale futuro? Il quadro generale secondo Bancomat

Secondo Zollo, solo il 30% dei prelievi avviene presso banche altre. Ma la commissione è un costo interbancario “che non paga nulla alla banca dove si reca”. Questo significa che, dal momento che sia la gestione che la manutenzione e l’ammortamento dell’atm hanno un costo di un euro per ogni prelievo, la banca fornisce “un servizio in perdita”. Quanto riceve, infatti, sarebbe appena 0,49 euro. Un costo che non verrebbe ripagato dalla commissione, in quanto “la banca che addebita… non è quella in cui si preleva” ma “quella dove ha il conto il cliente che fa il prelievo”. Un sistema che l’ad definisce poco trasparente e che non consente a chi offre il servizio di rientrare delle spese.

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Un quadro complesso ma che Bancomat punta a superare tramite un nuovo modello, proposto all’Antitrust. E il tutto, senza fermare la pratica dei prelievi. Anzi, l’idea sarebbe di mantenere la procedura azzerando la commissione interbancaria di 49 centesimi e, in secondo luogo, consentire l’applicazione di una commissione alla banca che gestisce l’atm. Chiaramente in riferimento a un cliente di altro istituto di credito che effettua un prelievo presso quegli sportelli lì. Secondo quanto spiegato nell’intervista, la trasparenza deriverebbe dal mostrare al cliente “l’entità esatta della commissione applicata, con la possibilità di annullare la transazione”.