Broccoli, attenzione se avete questa patologia: buoni ma…

Il loro apporto può essere fondamentale ma, per alcuni, potenzialmente deleterio. Ad alcuni consumatori i broccoli potrebbero non far bene.

Broccoli patologia
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Alimentarsi con frutta e verdura assume un’importanza fondamentale nell’economica del nostro corpo. Avere nel proprio frigorifero ortaggi e frutti di stagione dovrebbe essere alla base di qualunque persona che tenga alla propria alimentazione. E quindi al proprio benessere. E’ un conetto praticamente assodato: le verdure fanno bene, per le loro proprietà e per ciò che portano all’organismo di chi le mangia. A patto, naturalmente, di consumarle in un certo modo, senza eccedere con condimenti e quant’altro. Tuttavia, tutte le diete hanno bisogno dei consigli di esperti del settore. Il fai-da-te, infatti, il più delle volte può risultare deleterio.

Dai sali minerali alle vitamine, sono diversi i benefici che possono derivare dal consumo di determinati alimenti. I broccoli sono fra questi. Amati da molti, detestati da altri, l’erbacea della famiglia delle Crocifere (o Brassicacee) rappresenta una di quelle verdure che, in qualche modo, sono sempre presenti nei nostri frigoriferi. Anche per via delle sue proprietà benefiche, fra le quali l’apporto di vitamina A, B e C e delle fibre. Un alimento importante quindi, che tuttavia potrebbe nascondere qualche insidia se chi lo consuma patisce una particolare patologia.

Broccoli e patologie: ecco perché a qualcuno potrebbero non far bene

Posto che i dietologi tendono a inserirli sovente fra gli alimenti che compongono le varie diete, i broccoli rientrano fra quegli ortaggi che, al pari di altri come il cavolfiore, portano al proprio interno una fonte di goitrogeni. Un componente in grado di interferire con l’assunzione di iodio. Il che potrebbe essere un cattivo affare per persone con problemi di ipotiroidismo. Una patologia, questa, che di fatto sconsiglia di consumare broccoli e altre verdure appartenenti alla famiglia delle Crocifere. Anche se, naturalmente, la decisione finale spetta sempre al medico curante, al quale andrà il compito di compilare la nostra dieta. Chi non ne segue una, però, potrebbe incappare in alcuni fastidi non essendo a conoscenza della controindicazione.

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Le crucifere, peraltro, non sarebbero gli unici vegetali a poter provocare tale problema. Fra le verdure di largo consumo si annoverano per esempio gli spinaci, ma anche la soia rientrerebbe nel gruppo. Ecco perché il consulto medico resta fondamentale: eventuali effetti collaterali potrebbero non essere direttamente ricollegabili al consumo di tali verdure. E prima di avviare una dieta, un consulto clinico e un quadro complessivo del proprio stato di salute sono entrambi altamente consigliati.