La tendenza al risparmio è aumentata in pandemia. Tuttavia, le giacenze troppo elevate sono un costo anche per le banche. Ecco cosa succede.

Banche conto corrente
Foto © AdobeStock

Il 2022 sarà un anno diverso da quello che va a chiudersi, sotto numerosi punti di vista. Innanzitutto, verranno riviste le regole circa il denaro liquido. E questo per una ragione ben precisa, legata all’aumento delle giacenze medie sui conti correnti e, di conseguenza, del rischio di stagnazione. Una mossa attesa ma che, in qualche modo, è già stata anticipata da alcune mosse precise, come la possibilità della chiusura dei conti superiori a 100 mila euro e la disposizione di strumenti di investimento per evitare contraccolpi non solo ai clienti ma anche alle banche stesse.

E’ infatti acclarato che un conto corrente troppo esoso e immobile non sia solo un costo per chi lo possiede, visti i costi di commissione, ma anche per gli istituti di credito. Un rischio che viene declinato anche alla negatività raggiunta dai tassi di interesse della Banca centrale europea. Al momento, le banche che depositano la liquidità a Francoforte, sborsano lo 0,5% di interesse. Ecco perché la stasi sui conti correnti diventa un cattivo affare per tutti. Ed è sempre per questo che gli istituti di credito hanno deciso di adottare delle misure per contenere la tendenza al risparmio e favorire le forme di investimento.

Conto corrente e tassi negativi: le mosse di 5 banche

Lo scalino dei tassi di interesse verrà deviato sui titolari di un conto corrente troppo elevato e statico. Al momento, tale situazione si rifà più che altro alle imprese ma non è escluso che anche alcuni privati possano ritrovarsi a far fronte alla commissione. Anzi, per la verità alcune banche si sono già mosse, disponendo delle limitazioni precise per i propri correntisti. Ad esempio, i clienti della N26 iniziano a sborsare pesanti commissioni già oltrepassata la soglia dei 50 mila euro. Ai privati viene applicata una commissione dello 0,5% l’anno. Intesa Sanpaolo, invece, dirotta la sua attenzione sulla clientela corporate, alla quale applica una commissione dello 0,033% (33 euro) qualora il conto superi i 100 mila euro di giacenza mensile.

LEGGI ANCHE >>> Conto corrente, occhio alle operazioni: ecco per chi scattano sanzioni

Anche altre banche, come Unicredit, viaggiano sui tassi negativi. Per esempio, per quanto riguarda le imprese, la commissione è dello 0,5% per tutti i conti superiori a 100 mila euro in termini di giacenza giornaliera. Bper Banca, invece, applica il giro di vite ai liberi professionisti. I conti aperti per la gestione di attività professionali con una giacenza media di 100 mila euro come saldo trimestrale, dovranno sborsare 100 euro. Qualora la liquidità superi il milione di euro, si passerà a 125 euro. Va anche peggio ai clienti BNL, i quali potrebbero ritrovarsi a versare anche 4 mila euro l’anno qualora gli importi superino il milione. Si tratta di casi forse lontani dal quotidiano ma comunque pane quotidiano per le banche.