Iniziativa della Regione Piemonte per ripopolare le aree montane. Il Bonus casa richiederà determinati requisiti, soprattutto residenziali.

Bonus casa
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Nonostante le difficoltà oggettive della ripartenza, acquistare una casa potrebbe non essere un cattivo affare in questo momento storico. Assieme alle agevolazioni previste per i giovani intenzionati ad aprire un contratto di mutuo, il Governo mette a disposizione anche un Bonus casa, pensato per offrire un importo variabile fra i 10 mila e i 40 mila euro per ogni richiesta. Un’agevolazione pensata dai Comuni (oltre 400 quelli interessati) ma che richiede comunque il possesso di determinati requisiti, sia dal punto di vista reddituale che, appunto, residenziale.

L’iniziativa è stata lanciata dalla Regione Piemonte e ha interessato 465 comuni, soprattutto in aree montane. Si tratta di un bonus destinato all’acquisto di casa ma a persone che scelgono di trasferire la propria residenza in piccoli centri abitati, facendone esclusivamente l’immobile adibito a prima abitazione. Un progetto che si affianca a quello delle case a 1 euro e che mira al ripopolamento delle aree montane, stimolandone l’economia e il contrasto alla marginalizzazione dal contesto sociale. Un progetto interessante, dal momento che mette a disposizione uno stanziamento importante a fronte di immobili dal costo comunque contenuto.

Bonus casa, la mossa contro lo spopolamento: i requisiti

Il Bonus casa destinato al ripopolamento (come nel caso del Piemonte) può essere richiesto dalle persone fisiche titolari del diritto di proprietà, oppure che si impegneranno ad acquisirne uno. L’immobile dovrà essere tassativamente destinato all’uso residenziale e censito al catasto comunale di territori con un numero di abitanti inferiori a 5 mila. Per quanto riguarda i requisiti, bisognerà essere in possesso di cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, oppure extracomunitari con permesso di soggiorno non inferiore ai 10 anni. Richiesta anche la maggiore età e una data di nascita non anteriore al 1955.

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La residenza originaria dovrà tuttavia essere al di fuori di un comune montano e non bisognerà aver ricevuto un contratto pubblico per l’acquisto di un’abitazione. La completezza delle domande verrà analizzata dal Servizio regionale adibito alla verifica. Riservandosi di effettuare ulteriori controlli o di richiedere chiarimenti in caso la documentazione risulti incompleta. Per quanto riguarda gli importi, si va da un minimo erogabili di 10 mila euro fino a un massimo di 40 mila. Somme che potranno essere concesse non in base al valore dell’immobile. In caso di acquisto, saranno erogati contributi non superiori al 50% totale delle spese. Diverso il discorso in caso di lavori di recupero di un immobile già di proprietà. In questa circostanza, l’entità massima non supererà il 50% dell’importo totale dei lavori.