Da gennaio 2022 assisteremo all’aumento delle pensioni ma non per tutti. Il ritorno degli scaloni Prodi favorirà solo alcuni pensionati. Scopriamo chi sono i fortunati. 

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La questione “pensioni” è ancora aperta ma forse si intravede uno spiraglio su ciò che l’anno nuovo porterà. Dal mese di gennaio 2022 dovrebbero essere introdotti nuovamente gli scaloni Prodi e, di conseguenza, dovremmo assistere ad una rivalutazione degli assegni pensionistici erogati dall’INPS. Non tutti i pensionati, però, potranno avere una pensione più ricca. Entriamo nei dettagli ed approfondiamo le novità dell’anno nuovo.

Pensioni più ricche, chi sono i destinatari

Il PIL cresce, l’inflazione sale e sicuramente anche le pensioni aumenteranno da gennaio 2022. E’ alquanto improbabile, infatti, che il Governo Draghi attui un blocco delle rivalutazioni nel momento in cui si assiste ad un aumento del carovita. Una decisione in tal senso allerterebbe i sindacati e scatenerebbe una serie di giustificate polemiche. Dopo l’aumento delle pensioni minime, dunque, assisteremo ad una rivalutazione degli assegni pensionistici che costerà allo Stato circa 4 miliardi di euro.

L’INPS dovrebbe introdurre i rialzi dal mese di marzo/aprile ma le rivalutazioni saranno differenti in base al tipo di pensione e all’importo di partenza. Gli assegni più alti, per esempio, potrebbero prevedere una rivalutazione minore se non addirittura bloccata.

Quale potrebbe essere l’ammontare dell’aumento

Se l’idea della reintroduzione degli scaloni Prodi dovrebbe realizzarsi, potremmo assistere ad aumenti degli assegni pensionistici compresi tra 126 euro e 1.027 euro all’anno in base alla pensione percepita. Le rivalutazioni sarebbero differenti qualora all’ultimo momento la scelta cadesse sul metodo Conte – alternativa fino ad ora considerata al metodo Prodi. Gli aumenti sarebbero compresi tra i 126 e i 484 euro all’anno. Ad oggi l’ipotesi più plausibile è quella di un ritorno agli scaloni Prodi ma occorrerà attendere il 1° gennaio 2022 per avere una certezza.

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Per ora un’unica certezza, aumento della pensione minima

Ciò che è appurato è l’aumento della pensione minima fino ad un massimo di 651 euro rispetto ai 515 attuali. Il rincaro avrà un importo differente in base all’età del pensionato e l’accesso al cambiamento si differenzierà anche in base ai requisiti reddituali da rispettare. Si va da un reddito annuo inferiore a 6.702,54 euro fino ad una soglia limite di 20.107,62 euro per i coniugati.