Con l’esteensione del listone delle attività professionali considerate gravose, verrà rafforzata l’Ape Sociale per tutto il 2022. Altro caso per Opzione Donna.

Ape Sociale lavori usuranti
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Un anno di proroga, poi si vedrà. Opzione Donna e Ape Sociale si affiancheranno, per il prossimo anno, alla misura ponte di Quota 102, sistema pensionistico del 64+38 (età anagrafica e contributi) che rimpiazzerà Quota 100 per i prossimi 12 mesi. Un allungamento dell’efficacia che verrà implementato dal rafforzamento della misura, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al pensionamento anticipato per i lavori usuranti. Opzione Donna resta un discorso a parte visto che, assieme alla proroga, scatteranno effetti collaterali quali l’innalzamento delle sogli anagrafiche.

Diverso il caso dell’Ape Sociale. Il rinnovo di dodici mesi significherà un altro per anno per richiedere l’accesso al pensionamento anticipato qualora si svolgano lavori considerati usuranti o gravosi. Il rafforzamento, in questo caso, passa dall’allargamento del listone delle categorie professionali rientranti in queste categorie. Al momento, sono 82 le professioni considerate tali, aumentato di ulteriori 23 unità rispetto all’elenco precedente. Restano comunque alcuni requisiti base, dall’età anagrafica (63 anni) ai contributi (36).

Ape Sociale, i 23 nuovi lavori gravosi. E Opzione Donna…

Non cambierà solo il numero dei lavori considerati gravosi. Il rinnovo dell’Ape Sociale manda in soffitta il requisito di accesso dei tre mesi dalla fine della Naspi. Verrà invece mantenuto il tetto massimo dell’importo, pari a 1.500 euro, da erogare fino al raggiungimento dell’età pensionabile, a patto che le mansioni gravose siano state svolte per 6 anni negli ultimi 7, oppure per 7 anni degli ultimi 10. Potranno andare in pensione in modo anticipato, ad esempio, gli insegnanti della scuola primaria e pre-primaria ma anche magazzinieri, artigiani, operai specializzati, agricoltori e conduttori di impianti e macchinari.

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Per quanto riguarda Opzione Donna, come detto, la proroga prevede un innalzamento dell’età minima per la pensione transitoria. Per quanto riguarda gli ultimi scampoli del 2021, le lavoratrici che entro l’anno compiranno 60 0 61 anni con 35 di contributi, potranno usufruire dell’agevolazione. La misura si autofinanzierà con il ricalcolo dell’assegno contributivo con taglio stimato del 33%. Per il resto, il tutto è demandato direttamente al 2023. L’anno che verrà dovrà garantire un adeguato passaggio a un sistema altro rispetto a quello della Legge Fornero che, allo stato delle cose, tornerebbe a regime proprio dal 2023. Il lavoro non mancherà.