L’estensione a tre mesi del congedo per la paternità avverrà ma non subito. I tempi sono ancora lunghi ma resterà l’allungamento deciso nel 2021.

Congedo paternità
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Sarà un anno di transizione sotto diversi punti di vista il 2022. Dalla riforma delle pensioni a quella del Fisco, dagli adeguamenti del sistema lavorativo a un contesto post-pandemico ad altri aspetti della vita ordinaria da ridisegnare in funzione delle nuove esigenze, le novità da tenere d’occhio saranno numerose. Nelle ultime ore è circolata qualche indicazione circa la possibilità di una modifica del congedo di paternità obbligatorio. Un’ipotesi che, in realtà, seguirebbe dei cambiamenti già adottati nel 2021, anno in cui è stato deciso di portare il periodo di assenza dal lavoro a 10 giorni dai precedenti 7.

Non è chiaro se accadrà nel 2022 ma il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, ha fatto sapere che il congedo di paternità verrà esteso addirittura a tre mesi. Una modifica sensibile che, probabilmente, richiederà qualche tempo per essere messa a punto. Qualche ulteriore indicazione potrebbe arrivare dal Cdm che ha approvato il Documento programmatico di Bilancio. Meglio ancora dalla futura Manovra ma aspettare la Legge di Bilancio richiederebbe qualche altro mese.

Congedo di paternità: le modifiche della Legge di Bilancio

Sommando tutti gli addendi, il risultato più logico sembrerebbe essere la permanenza delle modifiche del 2021 anche per il 2022. Ovvero, il congedo di paternità obbligatorio esteso di 10 giorni. La futura Manovra probabilmente sarà rivelatrice in questo senso, dal momento che appare improbabile che una simile misura venga approvata a così stretto giro. Il Documento programmatico di Bilancio, a ogni modo, ha messo sul tavolo indicazioni abbastanza chiare su una Legge di Bilancio da 23 miliardi di euro. L’aumento dei giorni di fruizione anticipato dal ministro, in sostanza, avverrà ma in modo graduale. Della misura, infatti, si è discusso con il Family Act, che ancora deve passare per il voto delle Camere.

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La Manovra del 2022 avrà quindi un ruolo fondamentale. Di fatto, si andrà a delineare le risorse da impiegare sul fronte della ristrutturazione del dopo-pandemia, con l’orizzonte del 2023 come primo anno di vera ripresa. Almeno secondo le previsioni. La Legge di Bilancio confermerà anche delle misure già in atto in modo provvisorio, come l’Assegno unico per i figli. A partire da gennaio entrerà in vigore in modo strutturato, accorpando numerosi bonus pensati per le famiglie. L’estensione del congedo di paternità (a disposizione per lavoratori dipendenti entro e non oltre il quinto mese dalla nascita) andrebbe quindi ad accorparsi a provvedimenti già rafforzati.