Simbolo della pandemia, le mascherine chirurgiche non sarebbero tuttavia monouso. Anzi, se soggette a un giusto lavaggio, potrebbero essere usate fino a 10 volte.

Mascherine
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Simbolo della pandemia e, perlopiù, ancora compagne della nostra quotidianità, le mascherine facciali hanno probabilmente contribuito a segnare la nostra epoca recente. Emblema di uno dei periodi più difficili della nostra storia e, per questo, portatrici di sentimenti non troppo edificanti. Ma il significato simbolico di questo strumento resta solo una parte, seppur rilevante, della loro reale connotazione. Le mascherine, infatti, vengono indicate ancora come il fattore base in grado di limitare il contagio, soprattutto nei luoghi più affollati. E questo nonostante la parziale normalità che stiamo vivendo.

Un recente studio condotto da ricercatori francesi e pubblicato sulla rivista Chemosphere, tuttavia, ha aperto uno spazio di riflessione importante sulle modalità d’uso. Nel senso che, il pensare comune che finora ci ha portato a ritenere che le mascherine chirurgiche fossero monouso, non sarebbe corretto. Il lavaggio, infatti, sarebbe possibile. Addirittura fino a un massimo di 10 volte. Un sistema che limiterebbe l’acquisto frequente e, quindi, garantirebbe un risparmio. E che lo avrebbe garantito ancora di più nei periodi più duri dell’emergenza.

Le mascherine chirurgiche sono lavabili: cosa dice lo studio

In sostanza, gli studiosi smontano quella che finora si riteneva essere una certezza. Le mascherine usa e getta, infatti, non perderebbero la loro azione protettiva dopo il primo utilizzo. Azione che si caratterizza in realtà da una serie di protezioni, che vanno dalla traspirabilità alla barriera contro gli agenti patogeni. Il requisito indispensabile è che vengano lavate in lavatrice, al pari di qualsiasi altro indumento. Un’opportunità di economizzare e anche di preservare l’ambiente, in nome di una svolta ecologica sempre più necessaria. Niente cambio di mascherina una volta al giorno, quindi. Il lavaggio rappresenterebbe una buona soluzione alternativa. Anche per limitare al massimo la diffusione di plastica per la produzione dei dpi, addirittura fino a dieci volte.

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Lo studio, naturalmente, si è basato sull’analisi dei vari passaggi del lavaggio in lavatrice. E dai risultati sarebbe emerso, appunto, che la capacità di protezione rispetto al contagio si protrarrebbe fino a dieci lavaggi. Secondo uno dei ricercatori, il professor Philippe Cinquin del Centre Hospitalier Universitaire Grenoble Alpes, una mascherina chirurgica soggetta a lavaggio funzionerebbe persino meglio di una in tessuto. Una condizione che andrebbe tenuta bene in considerazione. Basti pensare che nella sola Francia sono state utilizzate più di 10 miliardi in media di mascherine l’anno. Ovvero, oltre 40 mila tonnellate di rifiuti non riciclati. Altro che svolta green.