Attenti ai pagamenti che effettuate con carte di credito o bancomat. Vi sono, infatti, dei movimenti che il Fisco non perdona.

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Come diceva Marilyn Monroe: “Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò“. I soldi, d’altronde, pur non essendo garanzia di felicità, aiutano a risolvere un bel po’ di problemi. Sono tante in effetti le volte in cui ci si ritrova a dover mettere le mani nel portafoglio per pagare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Operazioni di per sé semplici, ma che possono in alcuni casi attirare l’interesse dell’Agenzia delle Entrate. Ne sono un chiaro esempio alcuni movimenti con carte di credito o bancomat che il Fisco non perdona. Ma di quali si tratta? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo assieme cosa c’è da sapere in merito.

Carte di credito e bancomat, i movimenti che il Fisco non perdona: tutto quello che c’è da sapere

Spesso non ci facciamo caso, eppure è sempre bene ricordare che il Fisco sa tutto di noi. L’Agenzia delle Entrate, infatti, è in grado di controllare i nostri vari movimenti, in modo tale da verificare la presenza o meno di comportamenti sospetti, riconducibili ad attività di evasione fiscale. Proprio per questo motivo, onde evitare possibili problemi con il Fisco è sempre bene prestare attenzione a ciò che facciamo.

In particolare, in determinate circostanze, si rivela opportuno effettuare dei versamenti con bancomat, carte di credito o bonifici. Ne sono un chiaro esempio le spese detraibili al 19% ai fini Irpef. In base a quanto stabilito dalla legge, infatti, questa operazione deve essere tracciabile, eccetto per i versamenti effettuati per le spese in farmacia e quelle sanitarie.

Stesso discorso vale per il pagamento di alcuni bonus, come ad esempio quello per le ristrutturazioni edilizie. In questo caso, infatti, pagare in contanti potrebbe far perdere il diritto alla detrazione. Ma non solo, tra i pagamenti che è bene siano tracciabili si annoverano quelli per il canone d’affitto e le spese di condominio. Ricordiamo, infatti, che non si può superare la soglia di 1.999,99 euro in contanti.

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Nel caso in cui non si rispetti tale regola, si rischia di incorrere in pesanti sanzioni. A tal proposito ricordiamo che a partire dal 1° gennaio 2022 tale limite dovrebbe essere ulteriormente abbassato sotto i mille euro. Sono vari, quindi, i movimenti che il Fisco controlla e per questo motivo è bene stare attenti, onde evitare spiacevoli inconvenienti.