Scopriamo in quali casi è possibile la pensione anticipata senza subire tagli per chi è alle prese con patologie croniche 

Pensione anticipata
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Man mano che ci si avvicina alla pensione, si diventa anche più anziani. E più si va avanti con l’età, peggiori possono essere le condizioni di salute, proprio perché con l’età che avanza potrebbero insorgere alcune patologie.

Andare al lavoro tutte le mattine potrebbe divenire problematico, ma d’altronde cosa si può fare altrimenti? Si può andare in pensione in anticipo (da 1 a 5 anni) rispetto alla data di pensionamento prestabilita. Al contempo però questo prevede nella maggior parte dei casi una perdita sull’assegno mensile. Non tutti i casi però è così. Cerchiamo di vedere quando si può ottenere tutto senza dover fare rinunce.

Pensione anticipata senza tagli per chi ha problemi di salute: ecco quando è possibile

L’insorgere del covid ha di fatto peggiorato la situazione delle persone alle prese con una o più malattie. Infatti recarsi al lavoro può diventare un grosso rischio, visto che in caso di contagio le conseguenze potrebbero essere più drastiche.

Arrivati a 60 anni e con 39 anni di anzianità contributiva alle spalle si può richiedere la pensione di vecchiaia anticipata. Si può anche uscire dal mondo del lavoro a 56 anni a patto che si possano dimostrare almeno 20 anni di contribuzione (a prescindere dal sesso dell’individuo).

Questo però a patto che venga riconosciuta un’invalidità civile pari o superiore all’80%. Il beneficio non può essere richiesto dai dipendenti pubblici e dai lavoratori autonomi mentre possono usufruirne gli impiegati del settore privato. 

Inoltre è necessario ottenere l’invalidità pensionabile così come stabilito dal Decreto Legislativo 22/1984. Ciò significa che non è sufficiente una condizione generica di disabilità. Per questo è bene conoscere le patologie croniche che rientrano nell’elenco degli stati invalidanti riconosciuti dall’INPS.

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Possono ottenere il pensionamento anticipato senza decurtamenti coloro che sono affetti da malattie oncologiche che si sottopongono a cicli chemioterapici. In queste circostanze infatti viene riconosciuta l’invalidità al 74% utile per il riconoscimento della disabilità. Anche chi soffre di disturbi psichici come depressione e attacchi di panico può fare richiesta della pensione in anticipo.