Un’ipotesi galleggia nel limbo del futuro fiscale italiano. Dal prossimo anno, il Canone Rai potrebbe essere esteso anche ai dispositivi mobili? 

Canone Rai smartphone
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Fra poche settimane, guardare la tv in casa sarà un’abitudine che cambierà radicalmente. A fine mese, infatti, arriverà il primo assaggio del nuovo Digitale terrestre, che diventerà definitivamente operativo a partire dal nuovo anno. Ma non è l’unica bega che attanaglia il futuro della televisione. Nelle ultime settimane, infatti, il Canone Rai finisce regolarmente sul tavolo del dibattito pubblico, non tanto per la tassa in sé, quanto per la possibilità che con il 2022 possa cambiare qualcosa nelle procedure di pagamento. L’ultima voce riguarda il possibile ritorno del bollettino separato rispetto alla bolletta dell’elettricità.

Al momento, tuttavia, si ragiona per ipotesi. A tale rango, invece, il ragionamento sul possibile aumento non ci è nemmeno arrivato. L’amministratore delegato del gruppo Rai Carlo Fuortes, infatti, aveva raffrontato l’importo della tassa italiana con quella che altri Paesi europei applicano sulla televisione pubblica, mostrando che Stati come Francia, Germania e Svizzera viaggiano su soglie decisamente più alte. Lasciando intendere, quindi, come il rapporto tra tassa e servizio risulterebbe incongruo nel nostro Paese.

Canone Rai e smartphone: cosa c’è da sapere

In Italia, però, il Canone Rai è tutt’altro che amato. E la decisione di inserirlo nella fattura dell’elettricità, mossa decisa nel 2016 dall’allora Governo Renzi per combattere l’evasione fiscale, non ha di certo migliorato il rapporto. Tale strategia, infatti, presuppone che ogni contribuente con una fornitura elettrica abbia in casa un dispositivo in grado di offrire un servizio di tv satellitare. Imponendo, a chiunque non si trovi in questa condizione, di comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Nella quota dei 90 euro annui, a ogni modo, non viene inclusa una tassa relativa ai dispositivi mobili. Sì, perché smartphone e iPhone vari consentono di accedere agli stessi servizi di un televisore. In alcuni casi in modo persino più performante.

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In sostanza, almeno per il momento, il Canone Rai si applica in merito a un apparecchio televisivo “in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare”. Sia in modo diretto che tramite decoder. Quindi, senza un televisore in casa, è possibile essere esentati dal pagamento del Canone, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Smartphone e simili, dunque, sono esclusi. Ma, nel 2022, qualcosa potrebbe cambiare. Ed è proprio l’ad Fuortes a lanciare un campanello d’allarme, lanciando fra le righe la proposta di estendere l’applicazione del Canone Rai anche ai dispositivi multimediali, proprio in nome dell’incongruità riscontrata negli applicativi rispetto ad altri Paesi europei. Una decisione che sarebbe in grado di creare un corto circuito…