L’inattività lavorativa, come specificato dall’Inps, diventa un requisito fondamentale. L’assegno di invalidità civile potrebbe venir meno.

Invalidità civile
Foto di Paul Brennan da Pixabay

Un messaggio chiarificatore in merito all’invalidità civile. L’Inps si rivolge ai contribuenti interessati dal provvedimento, comunicando quali siano i requisiti per accedere all’assegno erogato a scadenza mensile. La base di partenza è una sentenza della Corte di Cassazione, che stabilisce come l’ottenimento della prestazione vada a richiedere la prerogativa dell’inattività lavorativa. In sostanza, il requisito per l’invalidità risulta essere obbligatoriamente il mancato svolgimento dell’attività.

Di fatto, si può parlare di causa ostativa. Ovvero, l’attività lavorativa costituirebbe un impedimento all’erogazione dell’assegno, senza badare a quale sia il reddito percepito. Con il messaggio n. 3495 del 14 ottobre 2021, l’Inps chiarisce proprio su questo punto: nessuna erogazione se il richiedente non si trova in stato di inattività sul piano lavorativo. In merito all’assegno di invalidità civile, ci si basa su delle percentuali alte (dal 74% al 99%). Le quali, di fatto, impediscono di lavorare.

Invalidità civile, il requisito indispensabile per mantenere l’assegno

L’Inps fa riferimento alle sentenze n. 17388del 2018 e n. 18926 del 2017. L’Istituto ha recepito i pronunciamenti degli ermellini, di fatto ponendo sullo stesso piano il requisito lavorativo con quello della salute. In merito all’erogazione dell’assegno, l’uno esclude l’altro, facendo sì che coloro che si trovano ancora nelle condizioni di poter lavorare finirebbero per perdere il diritto all’indennità. A partire dal 14 ottobre, quindi, l’Inps liquida l’assegno esclusivamente a coloro che non svolgono attività lavorativa, a fronte naturalmente dei requisiti sanitari previsti per legge.

LEGGI ANCHE >>> Invalidità civile, andare in pensione prima è possibile: tutto quello che c’è da sapere

Al 2021, l’importo dell’assegno si attesta a 287,09 euro per tredici mensilità, mentre la soglia reddituale è fissata a 4.931,29 euro. In fase di richiesta, faranno fede i redditi relativi all’anno in corso. Dopo l’erogazione, si farà invece riferimento agli anni d’imposta precedenti. L’indennità di invalidità civile può essere concessa a richiedenti di età compresa fra 18 e 67 anni, rispondenti sia ai requisiti reddituali suddetti che a quelli sanitari (invalidità compresa fra il 74% e il 99%). Accanto a questi aspetti dovrà essere posta, ai fini della liquidazione dell’assegno, l’inattività sul lavoro. Per tutti coloro che non rientrano nei requisiti posti dall’Inps, l’istituto potrebbe procedere alla revoca del trattamento.