Vertiginoso aumento dei controlli fiscali per combattere l’evasione. Il Fisco utilizzerà anonimometro, super anagrafe e altri strumenti che metteranno da parte l’argomento “privacy”.

controlli fiscali
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Lo scorso 7 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Capienze consegnando al Fisco un potere maggiore di quello avuto finora. I limiti della privacy sono ora superabili nell’ottica della lotta all’evasione fiscale. La tutela dei dati personali farà le spese di una battaglia diventata sempre più aspra nei confronti di chi evade la Legge ma che interessa ogni singolo contribuente. Sicuramente i cittadini onesti non avranno di che preoccuparsi ma una valanga di controlli fiscali li coinvolgerà e i loro movimenti saranno costantemente sotto la lente di ingrandimento del Fisco.

Gli strumenti utilizzati per i controlli fiscali, l’anonimometro

Il Decreto Capienze accenna agli strumenti che il Fisco utilizzerà per effettuare le dovute verifiche nella lotta all’evasione fiscale, al riciclaggio e al finanziamento di atti terroristici. I dettagli non sono ancora resi noti, ciò che è certo è che sono stati abbassati i limiti di superamento della privacy. Questa nuova disposizione permetterà all’Agenzia delle Entrate di sfruttare l’anonimometro per muoversi liberamente evitando di essere interrotta dal Garante della Privacy. Al contribuente sarà garantita la privacy diventando un numero che circolerà tra le varie banche dati. Nello specifico, l’anonimometro è un algoritmo capace di incrociare due dati, i conti bancari e i redditi dichiarati. In questo modo potranno essere identificate eventuali discrepanze tra le spese effettuate e il guadagno dichiarato ed ipotizzare possibili evasioni.

Super Anagrafe, attenzione fissa sui conti correnti

Un altro strumento di controllo è il Super Anagrafe, un database che nasce dalla collaborazione del Fisco con la Guardia di Finanza. L’enorme quantità di dati a disposizione degli enti consente di effettuare controlli fiscali continui e specifici in relazione alle entrate e le uscite sul conto corrente. Le informazioni riguardano la giacenza media, i movimenti di entrata e uscita e il saldo ad inizio e fine anno. Incrociando questi dati con i parametri di riferimento per identificare l’evasione fiscale, si otterrà una lista dei possibili evasori in modo tale da partire con gli accertamenti.

Tutte le operazioni potranno essere effettuate dal Fisco senza dover interpellare prima il Garante della Privacy, secondo quanto stabilito dal Decreto Capienze.

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Il redditometro, altri controlli fiscali senza tutela della privacy

L’abbassamento dei livelli della privacy permette al Fisco di utilizzare con maggiore praticità il redditometro, altro strumento volto a combattere l’evasione fiscale. Sotto la lente di ingrandimento troviamo la capacità contributiva dei cittadini. Nel caso in cui dovesse essere rilevato uno scarto del 20% o superiore a tale percentuale tra i redditi dichiarati e quelli ricostruiti scatterebbero le verifiche e il contribuente sarà chiamato a giustificare le operazioni effettuate. Il Fisco potrà controllare qualsiasi spesa, dai combustibili alla sanità, dall’abbigliamento all’istruzione, dai generi alimentari alle spese per trasferimenti.