Squid Game macina ascolti ma la conversione del montepremi in valuta dell’Unione europea mostra come la divergenza monetaria differenzi le nostre società.

Squid Game premio euro
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Mettere in gioco la propria vita per un premio in denaro, con una possibilità su 456 di riuscire a ottenerlo e cambiare così la propria esistenza. In due righe, può essere spiegata così la trama di Squid Game, l’ultimo fenomeno della piattaforma streaming Netflix. Un challenge game portato sul piccolo schermo e diventato in poco tempo una delle serie più seguite. Difficile capire il motivo. Se ad affascinare sia il prodotto in sé, coadiuvato da buone tecniche sceniche, o la sua trama. Macabra ma con l’obiettivo, almeno secondo il regista Hwang Dong-hyuk, di mostrare il lato più controverso della nostra società, con la vita di molti messa alla mercé del divertimento di pochi.

Il plot è abbastanza semplice: 456 persone partecipano a una serie di giochi per bambini, aspirando alla vittoria di un presunto ma favoloso premio finale. Quasi 46 miliardi di won sudcoreani (la serie è disponibile solo in lingua originale, sottotitolata in italiano). Abbastanza per cambiare la vita di tutti i partecipanti, ognuno con i suoi gravi problemi personali (economici, di salute o di emarginazione sociale), ma che lo faranno solo per uno di loro. Un fenomeno globale, che ha già portato il salvadanaio dorato pieno (pare) dei soldi del premio a diventare un’immagine-simbolo del web. Così come i biscotti o le maschere dei “guardiani” del gioco, già pronte, c’è da scommetterci, per essere sfoggiate ad Halloween.

Squid Game, il fenomeno globale firmato Netflix: il “premio” finale in euro

La conversione del montepremi dalla valuta sudcoreana (il won) all’euro, dimostra quanto la divergenza monetaria influisca sulle nostre vite nel caso appartenessimo a una società piuttosto che a un’altra. L’astronomica cifra messa in palio dagli organizzatori del fittizio gioco della serie tv, infatti, spinge i partecipanti a giocarsi la propria vita, convinti che quel denaro valga di più, se vinto, della loro stessa esistenza. Al di là dei risvolti psicologici o filosofici della questione, con l’aiuto di un semplice convertitore dei tanti che si trovano sul web, ci si renderebbe conto di quanto una scelta simile avrebbe probabilmente un esito diverso dalle nostre parti.

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Se si vuole soddisfare la curiosità di sapere quanto varrebbe in euro il premio da oltre 45 miliardi di won, basta inserire la cifra sul sistema e aspettare di vederla convertita. Un importo ragguardevole ma, ragionando in termini europei, decisamente inferiore: 33.018.636,24 euro. In pratica, si metterebbe in gioco tutto per una somma di poco superiore a 33 milioni di euro. Sulle vite delle persone, in Squid Game viene eseguito un calcolo matematico. Il montepremi cresce man mano che decresce il numero delle persone. Ognuna delle quali viene valutata 100 milioni di won, ovvero poco più di 71 mila euro. Sarà pure un’allegoria della nostra società, che esclude ed emargina. Ma vedere una vita calcolata per il pubblico ludibrio di una ristretta fetta di ricconi fa un certo effetto. Anche nell’ambito della finzione. Specie se si arriva da un periodo di sofferenza comune e globale, come quello che abbiamo vissuto. E che in parte continuiamo a vivere.