Una vera e propria professione o una buona idea per mettere in piedi un’attività che possa garantire un’ulteriore entrata rispetto al proprio lavoro principale: cosa fa, come si diventa e quanto guadagna uno chef a domicilio.

Chef a domicilio

Dopo anni di “Masterchef”, cuochi a gareggiare per ottenere la supremazia televisiva, puntate di serie Tv nelle quali il protagonista assoluto è rimasto sempre e comunque il buon cibo, siamo tutti diventati un po’ più esigenti in cucina. Soprattutto sono nate nuove e intriganti professioni, come quella dello chef a domicilio. Ma si tratta di un lavoro che può essere inteso come impiego a tempo pieno o solo come hobby? Che differenza c’è tra un Personal Chef e un Cuoco a domicilio? E soprattutto, cosa serve per iniziare questa attività e quanto si guadagna a fare questo lavoro? Andiamo a scoprire tutti i segreti di una professione.

Cosa fa uno chef o un cuoco a domicilio?

Esistono diversi termini per illustrare una professione relativamente nuova, ovvero quella di uno specialista del cibo che, invece di lavorare in un ristorante, presta la sua opera in case private, ma anche eventi, matrimoni e feste. Non mancano talvolta i dubbi e un po’ di confusione sul ruolo di questa figura professionale. Di una cosa siamo certi: tutto ha a che fare con la buona cucina! Andiamo dunque a fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto la definizione di “cuoco” sta a intendere “persona che cucina”, mentre “Chef” è colui che oltre a cucinare ha un ruolo manageriale, ovvero detiene la responsabilità di gestire personale, decidere i menù e occuparsi anche di tutta la parte gestionale del lavoro. Una figura come quella di Personal Chef è già nota in passato e più che altro all’estero da diversi anni. Di solito lavora per una famiglia/realtà quotidianamente, prendendo carico delle singole esigenze, e che si occupa di organizzare i pasti secondo i dettami che gli vengono richiesti dal committente.

Uno Chef a domicilio è un professionista che prepara cene, pranzi, feste e cibi di alta qualità a livello occasionale. Lo fa per privati, inaugurazioni, eventi, matrimoni o per meeting aziendali. Si differenzia leggermente dal “classico” catering più che altro per la grandezza dell’evento stesso. In pratica, uno Chef a domicilio può preparare una cenetta romantica per 2 o per 10 persone. Per centinaia di invitati è necessario rivolgersi alle agenzie di catering che hanno un’altra struttura e un’altra organizzazione.

Naturalmente ognuno di questi lavori ha una cosa in comune: la passione per la cucina. Per per intraprendere questo tipo di carriera non è sufficiente saper preparare gustosi manicaretti perché servono dei requisiti ben precisi. Vediamo quali sono.

Come si diventa Cuochi – a domicilio – Professionisti

Chi nutre un profondo amore per la cucina e desidera fare delle sue capacità creative un vero e proprio mestiere, deve anche sapersi districare tra le norme che regolamentano questo tipo di attività. Non è molto complicato diventare uno Chef a domicilio, ma è assolutamente necessario che si abbiano tutte le carte in regola per esercitare la professione. Innanzitutto bisogna aver maturato almeno due anni di esperienza nella mansione, e quindi aver lavorato per bar, ristoranti, o qualsiasi attività nel comparto della lavorazione, distribuzione e servizio di cibo. Chi lavora come subordinato è tenuto a formarsi continuamente e a ottenere certificazioni come ad esempio l’HACCP. Chi invece desidera praticare questo lavoro in forma autonoma deve anche acquisire la certificazione per la somministrazione di alimenti e bevande (l’ex REC per intenderci). In più deve ottenere il diploma di alimentarista dopo un corso nella Asl di competenza, per essere a conoscenza di tutte le normative igienico sanitarie vigenti.

La documentazione fiscale

Una volta acquisite tutte queste qualifiche professionali, è necessario aprire una Partita Iva e iscrivere la propria azienda alla Camera di Commercio zonale. Niente vieta di continuare, poi, la formazione e conseguire specializzazioni. Ci sono corsi in cake design, sommelier, cucina fusion o gourmet, e altre tipologie di lavorazione dei cibi che possono attrarre i potenziali clienti e ampliare il giro d’affari.

Cosa serve per cominciare a lavorare come Chef a domicilio

Ma come si fa a iniziare a lavorare come Chef a domicilio? Un po’ di difficoltà all’inizio sono da mettere in conto. Prima di cominciare a godere dei guadagni è necessario farsi un po’ di pubblicità e acquisire i primi clienti. In questo settore conta ancora molto il “passaparola”. Se la coppia, il gruppo di amici o la famiglia che ha chiesto il servizio sono rimasti soddisfatti, sicuramente consiglieranno a conoscenti e parenti lo Chef a domicilio che hanno provato. Nell’era dei Social, poi, è consigliabile aprire una pagina o un profilo. Postare foto, stories, esperienze e racconti del lavoro che si è svolto presso le case, gli uffici o le realtà che hanno richiesto il servizio. Coinvolgere i clienti a lasciare un feedback o a raccontare le loro impressioni si può rivelare davvero utile per invogliare altri utenti a provare le specialità della casa. Si può dire che il resto viene da sé. Pian piano, se non mancano doti culinarie, intraprendenza e savoir faire, i clienti dovranno prenotare con largo anticipo!

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Quanti soldi si fanno come Chef a domicilio

E il tariffario? Quanto chiede uno Chef a domicilio per preparare un pranzo, una cena, un’esperienza culinaria innovativa e un servizio impeccabile? In un lavoro come questo sono davvero tantissime le variabili, a partire dagli accordi presi con il cliente. Va da sé che il costo e la qualità di determinati tipi di cibi vanno ad essere messi in conto al cliente, che a seconda del budget dovrà decidere se far servire aragosta o risotto ai funghi, per intenderci. Inoltre lo Chef a domicilio deve procurarsi autonomamente tutta l’attrezzatura per lavorare al meglio, e anche i costi della stesa devono essere “ammortizzati” nello scontrino finale. Funziona un po’ come qualsiasi azienda, insomma. Vanno considerate anche spese come la trasferta, l’acquisto/noleggio di stoviglie o decorazioni necessarie al completamento del progetto, delle bevande e dei vini e, ovviamente, il numero degli ospiti totali.

In questa miriade di possibilità, si possono comunque tracciare dei prezzi medi per un servizio di questo tipo. Uno Chef che gestisce un’attività ben avviata può guadagnare dai 30-40€ a persona fino ai 400€ e oltre, e durante eventi speciali, festività o particolari periodi dell’anno, la parcella può aumentare ulteriormente.