Conto corrente non pignorabile, quando è possibile ricorrere all’impignorabilità del margine disponibile per evitare di perdere il denaro. 

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L’impossibilità di far fronte al pagamento di debiti comporta l’applicazione di azioni esecutive quali il pignoramento del conto corrente. Parliamo di una procedura giudiziaria messa in atto per permettere ad un creditore di recuperare il proprio denaro. L’azione prevede il blocco delle linee di credito e viene compiuta dall’istituto di credito di riferimento. Di conseguenza, l’operazione si definisce pignoramento presso terzi. Il blocco del conto avverrà successivamente all’invio di una notifica dell’atto al debitore nella quale il soggetto viene sollecitato a saldare il debito. Esistono, però, dei casi in cui il conto corrente non è pignorabile. Scopriamoli insieme per impedire di perdere i soldi versati sul proprio conto.

Quando il conto non è pignorabile

Il pignoramento del conto corrente comporta il blocco del saldo del debitore. Un primo caso di impignorabilità è legato al conto corrente affidato. Se il correntista beneficia di una linea di credito sotto fido bancario non potrà essere soggetto al pignoramento del conto. Il motivo risiede nel fatto che i soldi presenti sono somme prestate da un istituto di credito e, dunque, non appartengono di fatto al debitore ma all’istituto stesso. Di conseguenza, essendo un conto affidato equiparabile ad un conto senza disponibilità non potrà essere pignorato. La banca dovrà riferire al creditore che mancano fondi pignorabili intestati al debitore e che l’atto non potrà essere eseguito.

Conto affidato e margine disponibile

Con riferimento al conto affidato è doveroso far riferimento al margine disponibile ossia alla quota di denaro disponibile sul conto corrente. Essendo presente solamente perché concessa dall’istituto di credito presso il quale il conto è stato aperto non potrà essere vincolata. Ciò significa che il conto non è pignorabile dato che le quote concesse dall’ente creditizio rappresentano somme che devono essere ripagate dal debitore alla banca. Da qui si capisce che un conto è pignorabile solo se è presente un saldo positivo che il debitore incrementa costantemente con il versamento di denaro attivo.

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Conto corrente cointestato, i limiti della pignorabilità

Parlando di conti correnti cointestati è utile sapere che se uno dei due intestatari è estraneo al debito non si potrà procedere con la pignorabilità totale del conto. Nello specifico, occorrerà escludere la metà delle somme presenti dato che fa fede la presunzione che entrambi gli intestatari partecipino alla formazione delle quote del conto. Di conseguenza, i vincoli non devono riguardare la parte non interessata.